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mercoledì 11 marzo 2020

Nell’attuale tonfo dei mercati ecco perché Netflix si distingue

Le forti correzioni del mercato azionario vengono spesso considerate dagli investitori a lungo termine opportunità ideali per accaparrarsi azioni di solide aziende ad alto valore a prezzi bassissimi. L’attuale crollo, innescato dalla diffusione globale del coronavirus, non fa eccezione. Gli investitori focalizzati sul lungo termine aspettano il momento giusto per trarne vantaggio.

Ovviamente, nessuno sa quanto durerà tutto questo. Ma, secondo Benjamin Graham, il grande analista degli investimenti del XX secolo nonché mentore di Warren Buffett, gli investitori dovrebbero rassegnarsi alla probabilità che i titoli azionari crolleranno del 33% o più almeno una volta ogni cinque anni.
Alla chiusura di lunedì, gli indici DowS&P 500 e NASDAQ Composite si trovavano al 19% in meno dai massimi storici, raggiunti a metà febbraio, faticando a proseguire la loro decennale corsa rialzista.
Quindi, se siete investitori fai da te che aspettano nelle retrovie con liquidità a disposizione, il recente calo dei titoli potrebbe presto offrirvi l’opportunità di comprare alcuni dei migliori titoli disponibili a prezzi veramente ridotti. Oggi abbiamo scelto Netflix (NASDAQ:NFLX) (NASDAQ:NFLX), per capire se le sue azioni sono destinate o meno ad avere una performance migliore in questo ribasso.
Netflix Weekly Price Chart
Netflix Weekly Price Chart
Grafico del prezzo settimanale di Netflix
Il colosso dello streaming sta resistendo abbastanza bene nell’attuale selloff, che ha colpito fortemente i titoli tech ad alta crescita. Questa inattesa resilienza arriva dopo la deludente performance di Netflix nel 2019, che ha visto le sue azioni restare indietro rispetto al rally che ha spinto tantissimi altri mega titoli tech a nuovi massimi.
Ma durante il mese scorso Netflix è stato il titolo con la performance migliore all’interno del gruppo FAANG, composto da cinque titoli tech a mega capitalizzazione tra cui Apple (NASDAQ:AAPL) (NASDAQ:AAPL) ed Amazon (NASDAQ:AMZN) (NASDAQ:AMZN). Questi titoli sono stati tra quelli che hanno contribuito di più al prolungato rally del mercato che ha spinto l’indice S&P 500 al record di 3.3923,62 solo il mese scorso.
Prima della seduta di ieri, il titolo di Netflix aveva perso circa il 6% nel precedente periodo di quattro settimane, mentre l’indice S&P 500 era crollato del 17%. Il rally di ieri ha visto il titolo rimbalzare di oltre il 5% per chiudere a 364,13 dollari.
L’appeal di Netflix per la campagna “resto a casa”
La popolare teoria che spiega la performance superiore di Netflix in questo ambiente altamente ribassista ed incerto è che, essendo uno dei titoli adatti al “resto a casa”, la compagnia beneficerà del COVID-19, in quanto i suoi abbonati passeranno più tempo a casa a guardare i contenuti della sua piattaforma streaming.
Questa logica, per alcuni analisti, non conta molto. Secondo la banca di investimento indipendente ed agenzia di gestione asset Needham, il virus potrebbe in realtà danneggiare Netflix, i cui servizi in streaming appartengono al settore “lusso” in un periodo in cui mancano gli stipendi.
“NFLX richiede una cifra fissa al mese e non ottiene benefici economici dall’aumento delle ore di visione da parte dei suoi abbonati”, scrive in una nota ai clienti di ieri l’analista Laura Martin.
Anziché focalizzarsi su questo motivo a breve termine per comprare il titolo, secondo noi gli investitori dovrebbero rivalutare Netflix per altri fattori positivi. Uno di questi è il fatto che ci vorrà più tempo prima che i nuovi arrivati sul mercato dei video in streaming danneggino significativamente la posizione di leadership di Netflix, se dovessimo andare incontro ad una seria e prolungata recessione.
Diventerà più difficile per i principali rivali di Netflix spendere aggressivamente ed espandere la loro partecipazione di mercato, con la propensione verso ulteriori servizi di intrattenimento che diminuirà man mano che le persone cominceranno a perdere il lavoro.
I principali rivali, Disney (NYSE:DIS) ed Apple (NASDAQ:AAPL), hanno lanciato i loro servizi di streaming, Disney+ ed Apple TV+, a novembre. WarnerMedia di AT&T (NYSE:T) lancerà HBO Max a maggio, mentre il servizio Peacock della NBCUniversal di proprietà di Comcast (NASDAQ:CMCSA) sarà disponibile negli Stati Uniti a partire dal 15 luglio.
Sebbene Netflix abbia deluso le aspettative sulla crescita degli abbonati USA per il terzo trimestre di fila quando ha pubblicato il report sugli utili del quarto trimestre a gennaio, l’espansione oltreoceano prosegue incontrastata. La compagnia con sede a Los Gatos, California, ha anche registrato un incremento di 8,3 milioni di abbonati sui mercati oltreoceano, più dei 7 milioni che si aspettava. Ha ora 167 milioni di abbonati in tutto il mondo, di cui 60,4 milioni negli Stati Uniti.
Alcuni analisti vedono un risvolto positivo per Netflix in questi dati. “È chiaro che il coinvolgimento di Disney+ è indietro rispetto a quello di Netflix e ciò rafforza la nostra tesi secondo cui Disney+ non ne è un sostituto”, scrive in una nota l’analista di Bank of America Nat Schindler, aggiungendo che le ore di visione per abbonato di Disney+ sono “nettamente inferiori a quelle di Netflix”.
Morale della favola
Davanti alle attuali prospettive economiche cupe, molte compagnie tecnologiche probabilmente ridurranno le loro previsioni sulla crescita e taglieranno i loro piani di spesa. In questo potenziale scenario, Netflix potrebbe trarre maggiore vantaggio con i rivali che rinviano i lanci ed incontrano difficoltà nell’attirare abbonati.

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