Mercato Trading e Segnali Operativi...nicola suprani In fondo, l’OPEC probabilmente lo sa che i tagli non basteranno contro il virus | ...Mercato Trading e Segnali Operativi -

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

giovedì 5 marzo 2020

In fondo, l’OPEC probabilmente lo sa che i tagli non basteranno contro il virus

L’OPEC farà quello che ha intenzione di fare. E, oltre a tagliare la produzione, non c’è niente che il cartello possa fare per spingere su i prezzi del greggio.
Tuttavia, l’epica distruzione della domanda di greggio causata dal coronavirus potrebbe non essere un qualcosa che può essere riparato tanto facilmente dall’approccio di “un taglio per sistemare tutto” adottato dall’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio.
Questo non vuol dire che la riduzione di 600.000 barili al giorno (o un milione, o qualunque cifra i sauditi e i russi decideranno quando si incontreranno venerdì) non darà ai prezzi del greggio il supporto di cui hanno bisogno.
Grafico settimanale del greggio
Grafico settimanale del greggio
Grafico settimanale del greggio
In quanto nazione che avrà il più da perdere o da guadagnare da una decisione dell’OPEC (data l’enorme dimensione del suo stato di welfare), l’Arabia Saudita è pronta a fare il necessario per fermare l’attuale tonfo del greggio. E la Russia, che rappresenta il resto del mondo della produzione petrolifera, è felice di fare il minimo possibile ottenendo al contempo un biglietto gratuito virtuale per aver espresso solidarietà al regno.
Il supporto fornito ai prezzi dai tagli potrebbe non essere stabile
Il problema dell’imminente quarta iterazione del cosiddetto patto sulla produzione OPEC+ (il primo accordo è stato stretto nel 2016, l’ultimo a dicembre) è che il supporto garantito ai prezzi del greggio stavolta potrebbe non essere stabile.
Questo perché la crisi che i produttori petroliferi devono affrontare per via del coronavirus ha a che fare con il tonfo della domanda. Ed è abbastanza diverso dai precedenti selloff causati dall’eccesso di greggio, di cui spesso si è attribuita la colpa al boom del fracking negli Stati Uniti ed alla sua filiera di greggio economico ed infinito.
In teoria, quando si produce meno greggio, il greggio nelle scorte o in circolazione viene utilizzato più velocemente, inasprendo le scorte. Ma, se la domanda cola a picco più velocemente dei tagli effettuati, allora il problema non viene risolto.
E, se si parte già da un eccesso di scorte, allora il problema è persino più grande perché ci vuole tempo prima che i tagli effettuati compensino la domanda persa.
E potrebbe essere il caso del coronavirus, che ha già cancellato circa il 30% della domanda cinese di greggio saudita. L’Agenzia Internazionale per l’Energia stima che la domanda annua di greggio in tutto il mondo possa scendere di 435.000 barili al giorno entro il primo trimestre del 2020, la prima contrazione trimestrale in oltre un decennio.
Con più di 3.100 vittime ed altri 90.000 contagiati in tutto il mondo, non c’è modo di sapere quante altre attività quotidiane (per come le conosciamo) saranno sconvolte dal virus. Ed essendo il greggio la materia prima che letteralmente muove il mondo, le conseguenze di questo sconvolgimento non possono essere sottovalutate.
Dopo un iniziale rialzo, un nuovo bottom è probabile
Mentre i delegati dell’OPEC+ valutano i tagli presentati questa settimana dai sauditi, dietro la maschera di positività che qualcuno di loro potrebbe indossare, ci sarà la consapevolezza che i prezzi del greggio potrebbero scendere ancora senza un ulteriore razionamento delle scorte. Dopo un iniziale rialzo, il mercato potrebbe ritracciare a livelli che segneranno un bottom inferiore a quello registrato finora nel 2020, soprattutto se il numero delle vittime e dei contagi del virus dovesse continuare a schizzare.
Goldman Sachs, in effetti, si prepara per uno scenario simile.
“Sebbene questi cali della produzione globale possano aiutare a normalizzare le scorte nel corso di quest’anno, sono ancora molto inferiori al previsto calo della domanda”, scrive la banca di Wall Street in una nota di ieri, prevedendo un surplus delle scorte globali di 1,65 milioni di barili al giorno per il primo semestre del 2020.
“Un simile esito sarebbe in linea con tutti i precedenti grossi sconvolgimenti della domanda, quando i tagli dell’OPEC+ inizialmente hanno deluso la vera perdita della domanda”, aggiunge Goldman. “Ciò è dovuto al livello altamente incerto di contrazione della domanda”.

Goldman taglia ulteriormente le previsioni sul Brent

Data la possibilità di un maggiore colpo sulla domanda, Goldman ha abbassato ulteriormente le previsioni sul greggio di riferimento, il Brent, che stima arrivi al minimo di 45 dollari al barile entro aprile, rispetto ai 53 dollari di sole due settimane fa. Negli scambi del pomeriggio asiatico di questo mercoledì, il Brent si attesta a 51,84 dollari.
Bank of America è più ottimista di Goldman e si aspetta una media di 54 dollari per il Brent fino al 2020. Sebbene più generoso, il dato al massimo rappresenta un fondo per il mercato, senza garanzia di ritorni maggiori.
Scott Shelton, broker dei future energetici di ICAP a Durham, Nord Carolina, scrive in una nota di ieri:
“Si capisce che il mercato si sta ancora preparando allo scenario del peggiore dei casi. So che è così!”
“Il quadro più ampio resta complicato, sebbene spero che un altro selloff fornisca un’opportunità di andare long (nel) terzo trimestre”.

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.