Mercato Trading e Segnali Operativi... È soltanto una fisiologica correzione? | ...Mercato Trading e Segnali Operativi -
.

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 2 marzo 2020

È soltanto una fisiologica correzione?

 
Le condizioni per accettare un mercato azionario sopravvaluto erano due: tassi di interesse bassissimi, che ridimensionassero la concorrenza del reddito fisso; e la prospettiva di una crescita degli EPS che prefigurasse una compressione dei multipli.
Con il tracollo della settimana passata, i mercati azionari hanno azzerato praticamente tutti i guadagni realizzati da ottobre in avanti: quando diventava sensata l’aspettativa di una ripartenza dopo il global slowdown partito ad inizio 2018; attesa ora sconfessata dalla paralisi economica globale in atto.
Per lo S&P500, che pochi giorni fa solcava territori inesplorati, si tratta della più consistente flessione in sei sedute (-12.1%) da un massimo assoluto, di tutta la sua storia quasi centenaria. Per l’Eurostoxx50 si tratta della seconda peggior settimana di sempre: nemmeno nel 1987 il crollo risultò così verticale. Tutto sommato registrare una correzione, dopo un rialzo a tripla cifra percentuale spalmato su quasi undici anni, dovrebbe essere ordinaria amministrazione. Ma ci sono aspetti che non quadrano.
Primo. Il Dow Jones ha penetrato il minimo di dicembre. Storicamente ciò assicura continuazione del ribasso di diversi punti percentuali nelle settimane successive, come dettagliato nel Rapporto Giornaliero di oggi. Questo dato va letto alla luce del conseguimento di un saldo negativo in entrambi i mesi di gennaio e febbraio. Venendo da una annata positiva, si configura un setup registrato altre 9 volte nella storia. Anche in questo caso il seguito risulta tutt'altro che confortante, come spieghiamo nel rapporto.
Secondo. Da buoni contrarian abbiamo ostentato calma glaciale in tutte le precedenti correzioni, in splendido isolamento rispetto alla comunità degli analisti ed investitori, pronti preda del panico. Oggi osserviamo una tendenza a minimizzare, quando non a negare una realtà che ha proposto negli ultimi giorni elementi inediti e degni di nota. Come nel tentativo di esorcizzare il peggio. Non funziona così.
Le condizioni per accettare un mercato azionario sopravvaluto erano due: tassi di interesse bassissimi, che ridimensionassero la concorrenza del reddito fisso; e la prospettiva di una crescita degli EPS che prefigurasse una compressione dei multipli in prospettiva. Il primo elemento è ancora garantito. Ma il secondo è seriamente messo in discussione con l’accartocciamento dell’economia: in simili condizioni pagare 25 volte gli utili non è più così allettante. Specie nel momento in cui gli earnings downgrade sostanzialmente ancora non arrivano: ponendo le premesse per cocenti sorprese negative nelle settimane a venire.
Terzo. Il modello di asset allocation, giustamente aggressivo in tutti questi anni, e dalla nostra parte nell’assecondare una sovraesposizione all’Equity che ha consentito facili profitti in questo bull market; con la rilevazione di fine febbraio propone ora un drastico taglio della componente azionaria. Una sottoesposizione condivisibile, che non denuncia imminente bear market, ma che al contempo non esclude ulteriori aggiustamenti. I rischi sono superiori alla norma, e fa strano che non siano tenuti in adeguato conto.
Questa è per lo S&P500 la settima correzione dal 2009. Le precedenti sei sono durate in media tre mesi di calendario e hanno comportato una riduzione del 15% per lo S&P, sempre in termini medi. Questa volta, dopo appena sei sedute, la contrazione già sfiora il 13%. Fa riflettere non poco. Anche in questo caso proponiamo nel rapporto di oggi una utile indagine storica.

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.