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giovedì 12 marzo 2020

Dopo il crollo del 18% di ieri è arrivato il momento di scommettere su Boeing?

Boeing (NYSE:BA) (NYSE:BA) sembra stare precipitando in un abisso senza fondo. Ieri, il titolo è crollato di oltre il 18% sulla scia di una serie di brutte notizie che hanno confermato un peggioramento della crisi finanziaria della compagnia aeronautica più grande del mondo, dopo il blocco dei suoi aerei di punta 737 MAX lo scorso anno.
La compagnia di Chicago in difficoltà ieri ha detto ai dipendenti che sospenderà immediatamente le assunzioni e che implementerà altre misure per preservare la liquidità. Queste decisioni arrivano mentre la rapida diffusione del coronavirus costringe ad una drastica riduzione dei viaggi aerei danneggiando le compagnie aeree in tutto il mondo.
La notizia ha fatto crollare il titolo del produttore, portando il tonfo dello scorso anno al 55%. Ieri ha chiuso a 189,08 dollari, il minimo in 30 mesi. Prima delle recenti misure per preservare la liquidità, Boeing stava già barcollando per i danni dei due incidenti mortali con il suo modello 737 MAX costati la vita a 346 persone.
Boeing Weekly Price Chart
Boeing Weekly Price Chart

Grafico del prezzo settimanale di Boeing
“Oltre al lavoro per far tornare in servizio in modo sicuro i 737 MAX ed all’impatto finanziario per la sospensione della produzione dei MAX, ci troviamo ora ad affrontare uno sconvolgimento economico globale generato dal coronavirus COVID-19”, scrivono in una nota ai dipendenti l’amministratore delegato Dave Calhoun ed il direttore finanziario Greg Smith, nota citata dalle agenzie di stampa.
L’annuncio arriva sulla scia degli ultimi dati della compagnia da cui è emerso che le compagnie aeree potrebbero ridurre il numero di 737 MAX che hanno già ordinato. Air Canada ha tagliato un ordine del modello di 11 unità, secondo i dati pubblicati ieri sul sito di Boeing e relativi al mese di febbraio.
I contratti degli aerei di solito consentono ai compratori di annullare un ordine quando la consegna viene ritardata di un anno o più. E questo consente alle compagnie aeree di avere modo di rinegoziare gli accordi e chiedere concessioni mentre il blocco mondiale dei suoi MAX segnerà il suo primo anniversario domani.
Il problema del coronavirus
Nel nostro articolo di dicembre, avevamo notato che il peggio per Boeing doveva ancora arrivare in quanto la Federal Aviation Industry aveva espresso la volontà di evitare di affrettarsi a dare l’approvazione ai MAX cercando nel frattempo di riconquistare la fiducia dei passeggeri e degli enti regolatori esteri. Il problema del coronavirus rinvia ulteriormente il ritorno alla normalità per Boeing.
Con gli aerei MAX che si ammassano fuori dalle fabbriche a Renton, nello stato di Washington, ed il proseguire dei controlli da parte dell’ente regolatore, Boeing dovrà soffrire ancora dal punto di vista finanziario, rendendo difficile agli analisti prevedere un bottom nel prezzo del suo titolo.
Secondo un articolo del Wall Street Journal, Boeing intende incassare il resto di un prestito da 13,8 miliardi di dollari ottenuto il mese scorso per affrontare l’attuale crisi di liquidità.
Queste misure rappresentano una risposta a varie difficoltà, compreso un conto pari a quasi 20 miliardi di dollari, si stima, per il congelamento della produzione dei MAX ed i rimborsi ai clienti di un modello di aereo bloccato dallo scorso marzo.
Dopo mesi di preparativi, controllo dei danni ed intense indagini degli enti regolatori, il MAX è ancora bloccato e non c’è alcuna certezza sulla tempistica dell’annullamento del divieto globale. Il capo della FAA Steve Dickson ieri ha riferito ai legislatori a Washington che la sua agenzia non ha una scadenza determinata per consentire il ritorno in attività dei MAX. Ma ha ribadito che la decisione è legata all’aumento della fiducia del pubblico una volta che la flotta tornerà in servizio.
Fino a quando i MAX resteranno bloccati, sarà difficile capire l’entità dei danni per la reputazione della compagnia e per le sue prospettive finanziarie. Ma la posta in gioco è troppo alta, sia per Boeing che per l’economia USA.
Il 737, entrato in servizio per la prima volta alla fine degli anni Sessanta, è il modello più venduto nel settore dell’aviazione e la principale fonte di guadagno di Boeing. La nuova versione Max ha avuto così tanto successo da registrare oltre 5.000 ordinativi del valore di più di 600 miliardi di dollari, compresi aerei che sono già stati consegnati.
Morale della favola
L’epidemia di coronavirus pesa ulteriormente sulle prospettive per il titolo di Boeing che non sembra ancora aver raggiunto un bottom, soprattutto in un ambiente che sta ponendo la situazione finanziaria di tutte le compagnie aeree sotto enorme stress.
Boeing è sicuramente in grado di risolvere le questioni tecniche necessarie per rendere di nuovo il modello MAX un affidabile generatore di entrate, ma questo processo è anche strettamente legato alla riconquista della fiducia pubblica. Non pensiamo che questa fase sia arrivata per il momento e i rischi per Boeing restano perlopiù al ribasso.

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