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giovedì 5 marzo 2020

Coronavirus minaccia titoli della distribuzione ma alcuni sono più sicuri di altri

Coronavirus minaccia titoli della distribuzione ma alcuni sono più sicuri di altri
L’incertezza economica causata dal coronavirus pesa sulle prospettive di molti settori dell’economia. Fra questi il settore della distribuzione, con le compagnie che si ritroveranno al centro del fuoco incrociato se questa malattia globale dovesse costringere i consumatori a restare a casa e limitare gli acquisti.
Ma non tutti i distributori affrontano gli stessi rischi: mentre l’industria dei giocattoli USA si prevede sarà la più colpita, con più dell’85% dei prodotti fabbricato in Cina, alcuni grandi distributori che si concentrano sul settore alimentare probabilmente sfuggiranno alle conseguenze peggiori.
E la Federal Reserve ieri è intervenuta per cercare di limitare la portata dei danni, implementando un taglio dei tassi di emergenza mirato a prevenire una recessione globale mentre il virus continua a pesare sull’attività economica in Cina e in tutto il mondo.
Secondo gli analisti, il settore della distribuzione USA sarà colpito sia da problemi per quanto riguarda la domanda che per la filiera di produzione e distribuzione, con il virus che arriva in altri stati. Gli analisti di Cowen scrivono in una nota questa settimana:
“Il calo della fiducia dei consumatori, potenziali gravi riduzioni del traffico della distribuzione e chiusure temporanee dei negozi sono fattori di rischio in evoluzione che dipendono da variabili incerte come la diffusione geografica del virus e la tempistica di soluzioni di contenimento/debellamento”.
Un lato positivo
Mentre la situazione resta molto fluida, con gli economisti che faticano a comprendere il danno che la diffusione dell’epidemia potrebbe causare nei giorni e nelle settimane che verranno, questa risposta monetaria aggressiva da parte della Federal Reserve rappresenta un lato positivo per i distributori.
La banca centrale ha tagliato il tasso di riferimento di 50 punti base ieri per aiutare imprese e consumatori mentre l’economia USA viene colpita. Le condizioni monetarie allentate dello scorso decennio avevano alimentato un boom senza precedenti delle spese al dettaglio, aiutando i distributori ad aumentare la redditività.
Se non immediatamente, i tagli dei tassi saranno positivi per i titoli della distribuzione, soprattutto per quelli del settore alimentare e per le catene più grandi come Walmart (NYSE:WMT), Target (NYSE:TGT) e Home Depot (NYSE:HD), meglio posizionate rispetto agli operatori minori per sopportare lo shock economico.
Walmart Weekly Price Chart
Walmart Weekly Price Chart
Grafico prezzo settimanale Walmart
Guardando i prezzi delle azioni dallo scoppio del coronavirus è piuttosto ovvio che queste compagnie stanno avendo una performance superiore al mercato generale e alcuni investitori vi stanno cercando rifugio.
I titoli di Walmart e Costco Wholesale (NASDAQ:COST), ad esempio, stanno andando meglio durante questo selloff rispetto ad altri distributori. Sono rimbalzati dell’1% e del 2% rispettivamente nel mese scorso, mentre l’indice S&P 500 è crollato di circa il 5%.
Costco Weekly Price Chart
Costco Weekly Price Chart
Grafico del prezzo settimanale di Costco
I distributori che potrebbero non andare bene durante questa crisi sanitaria sono quelli che si concentrano sull’abbigliamento e non vendono prodotti alimentari. Un’ampia diffusione del coronavirus potrebbe pesare sulla domanda di catene come Kohls o Nordstrom.
I grandi distributori statunitensi, compreso Walmart, sono considerati difensivi in quanto si riprendono rapidamente dopo uno shock iniziale per via della natura della loro attività. La grande rete di negozi di Walmart, la forte influenza sui fornitori ed il rapido miglioramento delle vendite online lo rendono un rifugio. Un elemento che avvantaggia questo distributore rispetto agli altri sono le sue forti vendite di prodotti alimentari. E questo contribuisce ad isolare meglio la compagnia dai problemi dovuti al coronavirus rispetto a molti rivali, in quanto i prodotti alimentari arrivano perlopiù dal Nord America.
Con questa forte posizione di mercato, ciò che importa di più agli investitori è la capacità della compagnia di fornire entrate regolari. Walmart è perfetta anche da questo punto di vista. Da quando ha annunciato il primo dividendo nel marzo 1974, la compagnia lo ha alzato ogni singolo anno ed ora offre un dividendo annuo di 2,16 dollari con un rendimento dell’1,86%.
Morale della favola
È difficile pensare che i titoli della distribuzione non avvertiranno l’impatto della rapida diffusione del coronavirus negli Stati Uniti. I consumatori sicuramente ridurranno le visite ai negozi e, in caso di un rallentamento economico, anche le spese. Ma i grossi distributori, come Walmart e Costco, offrono un solido potenziale di entrate e rappresentano un buon rifugio se l’economia dovesse rallentare o finire in recessione.

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