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martedì 25 febbraio 2020

Wall Street chiude in forte calo, Dow Jones sotto quota 28.000

New York, 24 feb. (askanews) - Wall Street ha chiuso in ribasso per il secondo giorno di fila, con il Dow Jones che ha perso oltre 1.000 punti, scendendo brevemente al di sotto della soglia psicologica dei 28.000 punti, a causa dell'aumento delle preoccupazioni riguardanti la diffusione del coronavirus al di fuori della Cina e i suoi possibili effetti sull'economia globale.
Sia l'S&P 500 che il Djia hanno azzerato i rialzi per il 2020. Per l'indice generico si è trattato del maggior calo in termini percentuali dall'ottobre 2018 mentre per l'indice delle 30 blue-chip si è trattata della peggiore seduta in termini di punti persi dal febbraio 2018.
Secondo gli ultimi dati forniti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, il virus è adesso presente in 30 Stati; i casi accertati sono oltre 79.000 e i decessi più di 2.600. La diffusione del virus in alcuni paesi, tra cui la Corea del Sud e l'Italia, spaventa dunque i mercati, che negli ultimi giorni sembravano invece puntare sulla progressiva normalizzazione della situazione. Stando all'Organizzazione mondiale della sanità, dopo il calo dei casi in Cina, l'improvviso aumento dei nuovi casi fuori dal Paese asiatico, in particolare in Italia ed in Iran, "preoccupa in modo profondo", ma non è ancora il momento di parlare di pandemia.
Il probabile rallentamento della crescita economica globale causato dal virus dovrebbe dunque essere maggiore di quanto preventivato inizialmente. E spinge gli investitori su investimenti ritenuti più sicuri, quali l'oro e i titoli di Stato Usa. Il rendimento del T-bond decennale è sceso fino all'1,362%, a un passo dai minimi intraday (1,325%), mentre l'oro guadagna l'1,69% a 1.676,60 dollari l'oncia.
In base alle scommesse future fatte dagli investitori, il mercato ritiene che a causa del virus adesso ci siano oltre l'85% delle possibilità che la Federal Reserve taglierà i tassi di interessi almeno una volta entro luglio. Un mese fa le possibilità di un taglio erano pari al 50%.
Il petrolio è ufficialmente entrato nel mercato dell'orso (in calo di oltre il 20% dagli ultimi massimi) dopo che il contratto Wti ad aprile ha perso il 3,6% per chiudere a 51,43 dollari al barile. Si tratta della peggiore seduta dallo scorso 8 gennaio per l'oro nero. Il greggio è fortemente penalizzato dalla diffusione del virus in altre parti del mondo che potrebbe ridurre ulteriormente la domanda e dopo che il Ceo di Aramco, Amin Nasser, ha detto che il virus potrebbe avere un impatto nel breve termine.
Il Djia ha perso 1.031,61 punti, il 3,56%, a quota 27.960,80. L'S&P 500 lascia sul terreno 111,86 punti, il 3,35%, a quota 3.225,89. Il Nasdaq ha ceduto 355,31 punti, il 3,71%, a quota 9.221,28.

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