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lunedì 17 febbraio 2020

Le parole economiche del cambiamento climatico (climate change)

Le parole economiche del cambiamento climatico (climate change)
econoIl climate change, il cambiamento climatico, aggiunge al vocabolario economico dell’investitore nuove parole e anche nuovi acronimi da conoscere, perché che lo si voglia o no l’economia è in una nuova tappa della sua millenaria evoluzione e chi prima lo comprende e prima fa sue le parole che governano il cambiamento, maggiori opportunità finanziarie avrà davanti a sé. In fondo, è dal nome dato alle cose che si conosce il mondo. Tutto parte da qui, dal nome, anche in economia.
Sarà utile anche tenere a mente che anche Larry Fink, il fondatore di BlackRock, ha scritto in una lunga lettera dedicata al climate change non molto tempo fa che va cambiato tutto nel modo di fare finanza. E se lui ha ritenuto urgente un cambio di paradigma, chi lo potrà contraddire?

ESG: Environmental, Social e Governance

L’acronimo ESG racchiude tre elementi utilizzati come base per fare la valutazione della sostenibilità di un investimento.
  • Environmental: qui si fa riferimento all’impatto ambientale che l’impresa ha sull’ambiente circostante.
  • Social: un’impresa sostenibile non lo è veramente se non rispetta i diritti umani, anche perché, rispettare l’ambiente è già rispettare i diritti delle persone, partendo dal loro diritto a vivere in un contesto salubre. Quindi umanità, non solo rispetto dell’ambiente. Le società d’impresa schiaviste non sono ambientaliste, non sono capaci di rispettare la dignità delle persone come possono essere capaci di rispettare la natura?
  • Governance: nel senso delle pratiche di governo dell’impresa sotto ogni aspetto.
Come si misurano questi tre fattori? Questo è il vero problema, misurare i criteri ESG in una azienda in modo oggettivo. Negli ultimi anni sono nati vari standard tra cui la TCFD, il CDSB e il SASB. Vediamo di cosa si tratta.

TCFD: Task force on climate-related financial disclosures

Per fare un po’ di chiarezza nella selva di regimi di trasparenza esistenti a livello internazionale, il Financial Stability Board del G20 ha istituito nel 2015 il TCFD allo scopo di raccogliere tutte le buone pratiche messe in atto dalle imprese e catalogarle in un unico strumento che fosse utile, autorevole e trasparente. Le linee sono state sviluppate e poi rese disponibili nel giugno 2017 sotto la guida di Michael Bloomberg.
Il TCFD fornisce all’investitore le informazioni necessarie per comprendere se un determinato investimento è compatibile con i cambiamenti climatici in atto e quanto quella determinata istituzione finanziaria è in linea con le prassi per il rispetto dell’ambiente.
Le banche e le società d’investimento e in generale qualsiasi impresa che volontariamente decide di adottare il TCFD, deve attenersi alle regole suggerite, che coprono quattro grandi tematiche:
  • governance;
  • strategia;
  • risk management;
  • metriche e obiettivi.

L’UNEP Finance Initiative

L’UNEP Finance Initiative ha fatto proprio il TCFD e da qui ha elaborato dei progetti pilota dedicati alle banche coinvolgendone 60 tra le maggiori al mondo; ha coinvolto gli investitori in un progetto pilota dedicato coinvolgendo i maggiori asset managers; ha attivato un progetto pilota con 60 compagnie assicurative di tutto il mondo.
Obiettivo dei progetti pilota implementare il TCFD fattivamente e testarne l’efficacia.
La Task force ha un suo sito web dedicato da cui scaricare tutte le informazioni necessarie, compreso il documento finale: www.fsb-tcfd.org.

CDSB: Climate disclosure standards board

Il CDSB è un consorzio internazionale di Organizzazioni non governative imprenditoriali ed ecologiste, nato nel 2007 in seno al World Economic Forum.
“Riconoscendo che le informazioni sul capitale naturale e sul capitale finanziario sono ugualmente essenziali per la comprensione delle performance aziendali, il nostro lavoro crea la fiducia e la trasparenza necessarie per favorire mercati dei capitali resilienti. Collettivamente, miriamo a contribuire a sistemi economici, sociali e ambientali più sostenibili”.
Questo l’obiettivo dichiarato dal consorzio che con la nascita della Task Force TCFD ha uniformato il suo lavoro a quest’ultimo e di fatto ora lo promuove anche al suo interno.
Il consorzio dispone di uno strumento di ausilio alle imprese denominato CDSB Framework, attraverso il quale le organizzazioni stilano le informazioni ambientali in un report da pubblicare a beneficio degli investitori. Ma l’obiettivo dello strumento è anche quello di consentire all’organizzazione di conoscersi meglio sotto il profilo dell’impegno a favore dell’ambiente e capire dove e come può migliorare nel tempo.
Il CDSB ha un suo sito web ufficiale: www.cdsb.net.

SASB: Sustainability Accounting Standards Baord

La missione del SASB è stabilire uno standard di settore per gli ESG che faciliti la comunicazione tra società e investitori riguardo le attività finanziarie. Le informazioni fornite dalle aziende che aderiscono allo standard devono essere comparabili con quelle di altre compagnie che hanno aderito allo standard.
Il SASB è nato nel 2011 ed è principalmente rivolto alle compagnie degli Stati Uniti d’America, ma ora collabora con CDSB e TCFD per creare uno standard unico, anche perché l’eccessiva moltiplicazione di standard, prassi e framework rischia di creare strumenti clone che si accavallano inutilmente generando solo confusione tra gli investitori.
Ad ogni modo il SASB si occupa principalmente di standard contabili molto rigorosi al fine di fornire all’investitore informazioni dettagliate sulla sostenibilità delle società che vi aderiscono.

Principles for Responsible Banking

Un’ulteriore iniziativa è stata lanciata alcuni mesi fa dall’Environment Programme delle nazioni unite, col nome di Principles for responsible banking. Un memorandum d’intesa rivolto alle banche firmato da 130 istituti bancari mondiali come impegno a rispettare l’accordo di Parigi del 2015.
I principi sono 6: allineamento; impatto ambientale; clienti; stakeholders; governo e cultura; trasparenza e responsabilità.
L’iniziativa è lasciata alla singola responsabilità delle banche e non avendo un vero organo di promozione e controllo dedicato, potrebbe essere una iniziativa che non troverà grande applicazione concreta.

Green bond

Le obbligazioni verdi, almeno in teoria, dovrebbero sostenere gli investimenti nella decarbonizzazione o gli investimenti nella produzione di nuovi prodotti in grado di contrastare il cambiamento climatico. Oppure dovrebbero finanziare nuovi modelli imprenditoriali sostenibili.
Ma chi decide quali sono le linee guida da seguire, cioè chi stabilisce che un determinato progetto è davvero green e un altro no? Per ora delle leggi in tal senso non esistono, vi sono solo delle autoregolamentazioni che le banche adottano. All’investitore non resta altro da fare che studiare attentamente il tipo di green bond, o sustainability bond che sta sottoscrivendo e sperare che davvero venga utilizzato per progetti industriali a favore dell’ambiente.
Una buona strategia, per non incappare il brutte sorprese, è di verificare che l’emettitore del green bond aderisce alla TCFD.

Altre parole del vocabolario Climate Change

Nel mese di dicembre 2019 il Fondo monetario internazionale ha pubblicato l’ebook Finance and Development dedicato al tema ‘The Economics of Climate’ in cui si parla di Carbon calculus, di Greatest Balancing Act, di investire in resilienza, delle 50 sfumature di verde, di rischi finanziari derivanti dal climate change.

Una nuova economia climatica

Più che un titolo o un auspicio, la Nuova economia climatica dovrebbe essere un augurio che dovremmo fare a noi stessi se vogliamo che tra 10 anni il nostro portfolio di investimenti sia in grado di resistere agli stravolgimenti che la natura ci sta “regalando” per aver così tanto maltrattata.
Non so quale investimento potrà resistere se tutti i raccolti andranno perduti, se non vi sarà più accesso all’acqua potabile per gran parte della popolazione mondiale, se città come Venezia dovessero essere sommerse nel giro di 25 anni (e non secoli).
This article was originally posted on FX Empire

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