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giovedì 27 febbraio 2020

La Fed non fornisce vaccini; tutt'al più, un inutile antibiotico

 
Piazza Affari sperimenta una reazione a ridosso della media mobile a 200 giorni. La flessione degli ultimi giorni non ci coglie impreparati: da tempo si argomentava di un massimo sulla borsa italiana nel mese di febbraio.
Sfuma la reazione a Wall Street. Lo S&P500 cede terreno per il quinto giorno di fila, replicando una sequenza negativa sperimentata l’ultima volta lo scorso 2 agosto: sarebbe seguito un estenuante trading range prima della ripartenza autunnale. Negli ultimi dodici mesi analoga successione è stata registrata nella finestra conclusasi l’8 marzo scorso.
Ma gli investitori guardano con preoccupazione alla riapertura dell’odierna sessione. I future non lasciano presagire nulla di buono; al contrario, si profila la possibilità di una formale correzione, con l’indice che stasera potrebbe registrare da chiusura a chiusura una contrazione superiore al 10% dai massimi assoluti. Lo spettro del contagio anche negli Stati Uniti, incomincia a prendere forma.
Terrorizzati, gli investitori si rivolgono alla Fed nel tentativo di ottenere una immunizzazione sotto forma di intervento sui tassi. Un taglio del Fed Funds rate ad aprile è dato come probabile al 73%; certo entro metà anno. Ma la Fed non può fornire alcun vaccino; tutt’al più un antibiotico che, nelle attuali condizioni, bene che vada risulta del tutto inutile, se non dannoso. L’epidemia da coronavirus è uno shock dal lato dell’offerta – distruzione della catena delle forniture globali – e non della domanda: un taglio del costo del denaro non servirebbe a nulla dal punto di vista macro.
Servirebbe a neutralizzare la ritrovata negatività dalla curva dei rendimenti USA; e forse ad alleviare le sofferenze degli investitori. Ma la Federal Reserve è la banca centrale degli Stati Uniti; non di Wall Street. Che ora per ritrovare la via del rialzo, dovrà preventivamente porre riparo alle fratture verificatesi negli ultimi giorni: occorrerà del tempo, a tal riguardo. Settimane, diremmo, alla luce di quanto proposto dai modelli previsionali sfornati nelle ultime ore.
Piazza Affari sperimenta una reazione a ridosso della media mobile a 200 giorni. Ma non si scorge vita oltre lo short stop giornaliero, che dovrebbe contenere il rally. La flessione degli ultimi giorni qui non ci coglie impreparati. Da tempo si argomentava di un massimo sulla borsa italiana nel mese di febbraio: che fosse stato determinato dal modello previsionale basato sull’ampiezza di mercato, e proposto nel lontano mese di settembre, o dalle prescrizioni del modello ciclico-stagionale, presentato nel 2020 Yearly Outlook; ovvero dal modello basato sul mercato delle opzioni azionari, riproposto ancora una volta nel rapporto di oggi. Come si può notare, al di là di alti e bassi la segnalazione punta verso ulteriori minimi da conseguirsi nella tempistica prospettata dallo studio.

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