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mercoledì 26 febbraio 2020

JP Morgan AM a Financialounge.com: “Il coronavirus non farà deragliare l’economia globale”

JP Morgan AM a Financialounge.com: “Il coronavirus non farà deragliare l’economia globale”

Secondo Maria Paola Toschi, strategist di JP Morgan AM, la migliore strategia di protezione degli investimenti è costruire e mantenere portafogli bilanciati e diversificati, puntando su settori come i beni discrezionali, energia e utility che offrono più protezione con meno volatilità

L’evoluzione del coronavirus cinese (COVID-19) comporta alcune notizie positive e altre negative. La buona notizia è che il numero di nuovi casi confermati in Cina sta scendendo. Quella cattiva è che il numero di infezioni sta crescendo in altri paesi, come Corea, Giappone, Italia e Iran. Ciò aumenta le preoccupazioni circa l’impatto di questa epidemia sull’economia globale, che potrebbe risultare più severo rispetto alle stime iniziali.

I RISCHI PER L’ECONOMIA ITALIANA

In particolare ci sono rischi per l’economia Italiana alla luce del rilevante peso che la Lombardia e Milano hanno sull’intera economia nazionale che si stima pari a circa il 20% del PIL. “L’economia italiana era già in una fase di fragilità prima del COVID-19. Nel quarto trimestre del 2019 il PIL è sceso dello 0,3% su base trimestrale. Se le restrizioni introdotte dovessero proseguire a lungo anche il primo trimestre dell’anno potrebbe essere sotto pressione e aumentare le probabilità di una recessione tecnica” fa sapere Maria Paola Toschi, Executive Director Market Strategist di J.P. Morgan Asset Management, secondo la quale, fortunatamente ci sono ancora dei punti di forza dell’economia.

L’EXPORT ITALIANO MOSTRA ANCORA UNA BUONA TENUTA

Le esportazioni mostrano ancora una buona tenuta in quanto il 65% circa fluisce verso altri paesi europei e solo il 15% verso l’Asia. Tuttavia, ammette Toschi, una generalizzata debolezza dell’Europa avrebbe effetti indiretti negativi anche sull’export italiano. La composizione dei beni italiani esportati è molto ampia e diversificata ma l’elevata presenza del settore della meccanica e componentistica può ancora risentire degli effetti della debolezza del settore auto in Germania. Quanto pesante potrà essere l’effetto economico netto per l’Italia è molto incerto e dipende dall’evoluzione del contagio, anche se non si possa escludere una certa vulnerabilità dell’Italia a questa situazione e possibili ripercussioni sull’area Euro.

IMPLICAZIONI D’INVESTIMENTO

La recente crescita di casi di COVID-19 fuori dalla Cina è stato il catalizzatore per un movimento di correzione dei mercati. A cui si è aggiunta la pubblicazione di alcuni indici macroeconomici di momentum per Giappone e Stati Uniti di febbraio che sono risultati molto al di sotto delle attese. Resta molta incertezza sull’evoluzione del contagio e di conseguenze sugli effetti sull’economia, ma il numero crescente di casi fuori dalla Cina sta spostando l’attenzione degli investitori dalla Cina alla possibile escalation a livello globale. “Va tuttavia ricordato che la serie di misure già varate in termini di politica monetaria e stimoli fiscali sono tutti volti a ridimenzionare le possibili implicazioni negative. Il proseguimento di politiche monetarie e fiscali espansive potrebbe mitigare i timori e cominciare a produrre effetti più favorevoli”, spiega Toschi.

TASSI DEI TREASURY AI MINIMI E INDICI DI BORSA IN FORTE CALO

L’aumento del rischio si è riflesso in un calo del rendimento del Treasury a 10 anni che è sceso al di sotto dell’1,5% per la prima volta da settembre 2019, mentre il rendimento dei Treasury a 30 anni è sceso al livello record di 1,91%. In parallelo mentre l’indice S&P 500 ha perso ieri oltre il 3% i mercati azionari europei scesi mediamente tra il -3% e -4%.

LA MIGLIORE STRATEGIA

“Costruire e mantenere portafogli bilanciati e diversificati è sempre la migliore strategia di protezione degli investimenti. Alcuni settori come i beni discrezionali, energia e utility possono fornire maggiore protezione ed avere minore volatilità rispetto ad altri settori a più elevato profilo di volatilità” puntualizza la strategist. Che ribadisce l’importanza della componente obbligazionaria dei portafogli soprattutto nei momenti di incertezza e di avversione al rischio. D’altra parte la ricerca di rendimento resta un tema di attualità anche in questa fase di mercato.

AUMENTARE LO SFORZO DI POLITICHE FISCALI ESPANSIVE

“Un contesto di basso rendimento è propizio per le aziende che continuano a beneficiare di un costo molto contenuto del debito. Lo stesso ragionamento vale per i titoli di stato. In un mondo sviluppato ancora caratterizzato dal elevato debito pubblico, il basso costo del debito, generato dal contesto di tassi bassi e negativi, potrebbe fornire le condizioni per aumentare lo sforzo di politiche fiscali proprio in un momento di estrema necessita”, conclude Toschi.

Leo Campagna

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