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giovedì 27 febbraio 2020

Cosa serve all’oro per arrivare ai 1.700 dollari?

Gli short seller dei titoli azionari non sono stati gli unici a festeggiare quando “il mercato rialzista più odiato della storia” si è frantumato ieri. Dall’altro lato, anche l’oro è stato colpito, per la gioia degli scettici che avevano avvertito che anche il rifugio preferito da tutti avrebbe potuto vedere un crollo.
Una cosa è quando un mercato azionario schizzato per oltre un decennio collassa nei timori che il coronavirus possa presto arrivare negli Stati Uniti come mai prima d’ora (il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie ieri ha affermato che è questione di quando, non di se, che il Covid-19 diventi una pandemia USA).
Ma un’altra cosa è vedere uno degli strumenti di rifugio più popolari usato dagli investitori contro la crisi sanitaria crollare insieme agli altri mercati, quando, a rigor di logica, dovrebbe invece salire. Il crollo di quasi il 2% dell’oro di ieri, arrivato sulla scia dei tonfi di quasi il 3% degli indici DowS&P 500 e Nasdaq 100, sembra esiliare il metallo prezioso come qualsiasi altro asset legato al rischio.
Grafico settimanale future dell’oro
Grafico settimanale future dell’oro

L’oro era “oltre ogni limite”, inversione necessaria

Il tonfo dell’oro è arrivato quando gli analisti di TD Securities hanno notato che i long sul metallo prezioso erano entrati in un nuovo territorio di “posizionamento dry-powder”, che si trovava “oltre ogni limite” e avrebbe potuto innescare un’inversione.
“Il rischio di un calo sul breve termine è più alto che mai”, avvertono gli analisti diTD Securities.
Tuttavia, qualcuno considera il calo di ieri una svolta necessaria per l’oro, che gli ha consentito di fermarsi bruscamente per la prima volta dopo la corsa di tre settimane con poche interruzioni. L’impennata ha fatto salire di circa 115 dollari il mercato portandolo al massimo di sette anni, con i future dell’oro che hanno raggiunto il picco di 1.691 dollari l’oncia ed i lingotti di 1.689 dollari.
Negli scambi asiatici di questo mercoledì, i future dell’oro oscillano a 1.645 dollari, non lontano dall’attestazione del giorno prima ma di nuovo in verde.
Spariti i ritardatari della festa dell’oro
Gli analisti spiegano che il crollo di ieri ha fatto sparire la maggior parte dei ritardatari della festa dell’oro, in particolare quelli appartenenti alla folla della cosiddetta “FOMO” (la paura di restare fuori).
Ora, tecnicamente rafforzato, il metallo giallo sembra destinato a raggiungere l’obiettivo che importa davvero ai restanti long sul mercato: i 1.700 dollari.
“Una grande quantità di denaro rapido era long al culmine della mattinata di lunedì, solo per poi passare la maggior parte della giornata di ieri ad essere spazzato via per il ribasso”, afferma Jeffrey Halley, analista di OANDA, osservando i movimenti sull’oro delle ultime 48 ore.
Aggiunge:
“L’eliminazione selettiva dei trader FOMO, sebbene piacevole, sembra aver fatto il suo corso. Potremmo aver visto i minimi dell’oro sulla settimana ormai, con i fondamentali che tornano a riaffermarsi. Il panorama è indubbiamente positivo per l’oro, mentre titoli azionari e rendimenti scendono e i timori per la crescita globale persistono”.
Quindi, cosa ci dicono i segnali tecnici dell’oro e del suo tentativo di arrivare a 1.700 dollari?
“Il prezzo dell’oro sembra aver trovato un supporto tecnico iniziale a circa 1.635 dollari ed al ritracciamento di Fibonacci del 23,6% della più recente leg rialzista della materia prima”, afferma Rich Dvorak, analista tecnico delle valute e dei metalli preziosi. “Quest’area potrebbe avere il potenziale di mantenere i lingotti sostenuti andando avanti, prima che possa essere considerato un nuovo test del livello di prezzo di 1.600 dollari”.
1.700 dollari in vista; arrivarci richiederà fatica
Ma se l’oro non soccomberà ad un altro selloff, allora questa sfida immediata sarà la resistenza tecnica di 1.660 dollari, dice Dvorak.
“Se riuscirà a superare il livello di circa 1.660 dollari, l’oro potrebbe essere destinato a salire ancora verso i 1.700 dollari, prima di raggiungere i massimi del 2012”.
Gli analisti di Eagle FX affermano che il grafico orario dell’oro comporta di prestare molta attenzione ai trend ed ai cali nel suo cammino verso i 1.700 dollari.
“Sebbene la ripresa dal minimo della notte di 1.625 dollari sia incoraggiante, il metallo deve ancora sfidare la resistenza del canale discendente a 1.647 dollari”, scrivono in una nota, riferendosi ai movimenti di questa mattina in Asia.
“Una chiusura oraria al di sopra di questo livelli implicherebbe una fine del calo dai recenti massimi vicino a 1.690 dollari, e sposterebbe il rischio a favore di un rialzo a 1.660 dollari (un massimo inferiore sul grafico orario)”.

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