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mercoledì 29 gennaio 2020

Smoke over London... La sterlina ai tempi di Boris Johnson

L'indescrivibile fascino dell'atmosfera londinese dona a chiunque visiti la capitale inglese delle emozioni che possono proiettarti direttamente alla meraviglia della seconda metà del '500, periodo in cui la regina Elisabetta I fa dell'isola un vero e propio centro culturale ed economico. Unico e all'avanguardia. Sviluppo agricolo, attività artigianali e manifatturiere con il supporto di un imponente attività mercantile hanno contribuito a fondare le solidissime basi dell'attuale Regno Unito.
Chi di noi non ha mai immaginato di trovarsi nelle vesti di Dante Fontana, antiquario perugino, interpretato dal grandissimo Alberto Sordi nel film "Fumo di Londra" con tanto di bombetta ed ombrello.
La dirompente ed a tratti pirotecnica caccia al voto che ha portato nel dicembre dello scorso anno alla vittoria di Boris Johnson, consentendo l'ingresso a Westminster di ben 365 conservatori, ha senza dubbio inanellato un risultato storico che rieccheggia, per certi aspetti, i tempi di Margaret Thatcher.
La Lady di Ferro, così chiamata per la prima volta da un giornale sovietico al fine di sottolineare la sua avversione al comunismo e per via della implacabile determinazione, riuscì a ridimensionare la galoppante spesa pubblica degli anni sessanta e settanta che aveva posto dei limiti alla competitività del Regno Unito, favorendo l'iniziativa privata, le liberalizzazioni e la diffusione dei titoli di credito delle aziende ai piccoli risparmiatori. A questo bisogna aggiungere un mix di interventi che offrirono una nuova prospettiva politica ed economica.
Sull'assetto dell'Europa, la Thatcher aveva in diverse occasioni non solo criticato le forzature ma anche alcuni contesti futuri che si andavano delineando. Indimenticabile l'immagine della leader del partito conservatore quando durante un congresso ha tenuto stretto in mano per tutto il tempo del suo intervento il libro dell'economista Friedrich Von Hayek dal titolo "La società libera" proprio a voler dare man forte alle sue idee.
L'Europa che ha offerto nel tempo segnali di debolezza, come ho specificato in un mio precedente articolo "Una stablità difficile da raggiungere senza l'idea netta di una visione comune", lontana dal pensiero di Winston Churcill quando nel suo discorso all'Università di Zurigo invita tutti a pensare di costruire gli Stati Uniti d'Europa, al fine di dare una nuova rotta alla disgregazione subita dalla guerra, fino ad arrivare allo stesso Bettino Craxi che sin da subito individua la debolezza del Vecchio Continente, in relazione ai parametri dettati a Maastricht, affermando che "nella migliore delle ipotesi l'Europa sarà un limbo."
Oggigiorno si entra in una nuova fase storica per la Gran Bretagna. In previsione del discorso del Governatore di Bank of England, della lettura dei verbali degli incontri del Comitato per la politica monetaria e della decisione sul tasso di interesse le posizioni sulla sterlina sono di chiara attesa. Ricordiamo che su nove membri con diritto di voto della Banca d'Inghilterra ben quattro sono a favore del taglio dei tassi. Se dovesse mantenersi la decisione dei restanti cinque la sterlina potrebbe rompere le resistenze di breve.
Se la difficoltà nell'operatività si riscontra maggiormente al momento di decidere di uscire da un trade, certamente individuare dei livelli di entrata ben precisi, al netto di una oculata ed attenta politica di money management, consente di ottenere maggiori successi, in relazione alla scelte effettuate.
Detto questo, per euro/sterlina sembra che il movimento può andare a rivedere i minimi di dicembre a 0,8278 dove è possibile ripartire con posizioni long che possono avvicinarsi al primo supporto a 0,8610 e se rotto calamiterebbe la quotazione a 0,8749 sul medio/lungo periodo.
Per quanto riguarda il Cable continua a muoversi in un range abbastanza stretto. Dal punto di vista tecnico dobbiamo chiaramente aspettare gli attesi market mover sopra enunciati, senza tralasciare assolutamente il COT report che pone l'accento sui Non Commercial che hanno aumentato le posizioni long sul lungo periodo. Tuttavia, graficamente siamo passati dalla candela Long Body fortemente rialziasta che proprio nel giorno della vittoria di Johnson è giunta fino a 1,3512 per rientrare ad 1,3103 il giorno dopo tale successo politico. Sul grafico daily da segnalare un importante supporto ad 1,2878 che se superato può indicare l'inversione di tendenza.
Interessanti le dichiarazioni di Domenico Siniscalco che, in occasione del World Economic Forum a Davos, ha sottolineato, riferendosi alle esternazioni della Merkel sul campanello d'allarme Brexit, che in realtà il vero tema su cui focalizzare l'attenzione riguarda il continente africano e l'incertezza sulla gestione di milioni di uomini e donne che si affacciano sul mercato del lavoro nel Vecchio Continente.
L'auspicio sul tema Brexit è pertanto quello di riuscire ad innescare sani meccanismi di dialogo in questo fondamentale periodo di transizione.
Grafico GBP/USD

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