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martedì 7 gennaio 2020

Greggio, Brent a 70 dlr il barile su minacce da Iran, Trump

Il presidente Usa Donald Trump a Miami lo scorso 3 gennaio
LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio ancora positivi, oggi avanzano del 2%, portando il Brent sopra la soglia dei 70 dollari il barile, con le dichiarazioni di Stati Uniti, Iran e Iraq che alimentano le tensioni in Medio Oriente, dopo l'attacco aereo statunitense che ha ucciso un importante comandante militare iraniano.
I futures sul Brent toccano i massimi di 70,74 dollari il barile per poi stabilizzarsi intorno ai 69,56 dollari intorno alle 11,35 italiane, in rialzo di 96 centesimi dollari o dell'1,40% rispetto all'ultima sessione venerdì.
I futures sul West Texas Intermediate scambiano a 63,79 dollari il barile, in rialzo di 74 centesimi o dell'1,17%, dopo aver toccato i massimi da aprile a 64,72 dollari il barile.
Questi guadagni estendono quelli di venerdì, oltre il 3%, dopo il raid statunitense in Iraq che ha ucciso il comandante militare iraniano Qassem Soleimani, alimentando i timori di un'escalation del conflitto in Medio Oriente e del possibile impatto sull'offerta del greggio.
La regione rappresenta quasi metà dell'intera produzione di petrolio al mondo, mentre un quinto delle spedizioni a livello mondiale passa attraverso lo stretto di Hormuz.
Ieri il presidente Usa Donald Trump ha minacciato di imporre sanzioni all'Iraq, il secondo maggior produttore dell'Opec, in caso di ritiro forzato delle truppe statunitensi dal Paese. Baghdad ha chiesto che le forze militari statunitensi e di altri Paesi lascino l'Iraq.
Trump ha anche detto che gli Stati Uniti prenderanno di mira altri siti iraniani se Teheran attaccherà cittadini o asset statunitensi in risposta all'uccisione di Soleimani.
"La situazione comporta diverse incertezze e tentativi di interpretazioni geopolitiche. Anche se la chiusura dello Stretto di Hormuz rimane altamente improbabile, il peggioramento del clima in Iraq rappresenta un rischio per l'offerta" afferma Norbert Rucker, head of economics della banca svizzera Julius Baer.
"I precedenti segnati dall'attacco di Abqaiq (sugli impianti petroliferi sauditi a settembre 2019) mostrano che il mercato del greggio ha una significativa flessibilità d'offerta quando il Brent è a 70 dollari il barile, anche prima dell'aumento della produzione di olio di scisto, suggerendo solo limitati aumenti nel futuro, in caso di nuovi attacchi su impianti petroliferi", osservano gli analisti di Goldman Sachs.
Negli Stati Uniti, le scorte di greggio statunitense segnano il loro maggior calo sin da giugno, con le esportazioni che superano i 4 milioni di barili al giorno per la prima volta in assoluto, secondo i dati Eia pubblicati venerdì.
Infine, il maltempo ha portato ieri alla chiusura di tutti i quattro terminali d'esportazione nella Libia orientale, che potrebbe durare tre giorni, secondo fonti portuali.

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