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lunedì 9 dicembre 2019

Sta arrivando una correzione, ma non ditelo ai tori

 
Di recente ho discusso delle estensioni estreme piuttosto evidenti nel mercato, oltre il trend di lungo termine e la media mobile giornaliera a 200 giorni:
Molto probabilmente sarà proficuo rimanere pazienti man mano che arriviamo alla fine dell'anno. Con una grande fetta di stagione degli utili ormai alle nostre spalle e dati economici che sembrano deboli nel quarto trimestre, il mercato è andato un po' oltre nelle ultime settimane.
Il mercato ora supera di oltre il 6% la media mobile giornaliera a 200 giorni. Queste estensioni dei prezzi estreme tendono ad indicare il top a breve termine sul mercato ed è prudente attendere un ritracciamento per poi aggiungere esposizioni.
Ma non è solo l'avanzamento più estremo del mercato nelle ultime 5 settimane che ci preoccupa nel breve termine, ma una serie di altre indicazioni che in genere suggeriscono correzioni a breve o medio termine.
Non sorprende che, ogni volta che discuto di una potenziale correzione del mercato, io sia quasi sempre etichettato come "ribassista". Pertanto ciò significa che io stia consigliando di spostarsi o nei contanti o di shortare il mercato. In entrambi i casi, si presume che io abbia "perso" la salita precedente.
Se siete habitué dei nostri spazi di diffusione, sapete già che siamo rimasti principalmente investiti nei mercati, ma protetti con asset a reddito fisso e liquidità nonostante le nostre opinioni "ribassiste". Mi viene in mente qualcosa che disse il famoso stratega di Morgan Stanley, Gerard Minack:
La cosa divertente è che c'è una disconnessione tra ciò che gli investitori stanno dicendo e ciò che stanno facendo. Nessuno pensa che tutti i problemi rivelati dalla crisi finanziaria globale siano stati risolti. Ma quando hai un rally azionario come quello degli ultimi quattro o cinque anni, allora tutti hanno dovuto partecipare... almeno in una certa misura.
Quello che abbiamo visto è stato orsi full invested.
Mentre i media generalisti continuano a disallineare le aspettative individuali castigandole per "non aver battuto il mercato", cosa che in realtà è impossibile da fare, il compito di un gestore di portafoglio è di partecipare ai mercati preferendo la conservazione del capitale. Questo è un punto importante:
È la distruzione del capitale durante le flessioni del mercato che ha il maggiore impatto sulla performance del portafoglio a lungo termine.
Da questo punto di vista, in qualità di gestore di portafoglio, l'idea di "orsi full invested" definisce la realtà dei mercati di oggi. Nonostante questa consapevolezza, i mercati sono eccessivamente rialzisti, estesi e sopravvalutati ed i gestori di portafoglio devono rimanere full invested o subire un potenziale "rischio di carriera" per una sottoperformance. Ciò che gli interventi della Federal Reserve hanno fatto è spingere i gestori di portafoglio ad inseguire le performance nonostante le preoccupazioni di una potenziale perdita di capitale.
La gestione dei portafogli, rincorrendo rendimenti corretti per il rischio e proteggendo al contempo il capitale, rappresenta un delicato equilibrio. Di conseguenza volevo condividere alcuni grafici che suggeriscono di rimanere pazienti e questo molto probabilmente produrrà un punto di ingresso migliore per gli investitori in un futuro non così lontano.
Il forte progresso del mercato ha riportato la maggior parte delle misure che seguiamo, dal momentum, al prezzo fino alla deviazione,  al livello ipercomprato.
Quando tutti gli indicatori suggeriscono che il mercato abbia probabilmente esaurito la maggior parte del suo avanzamento, spesso una correzione per invertire tali condizioni non è molto lontana. Indipendentemente dalla tempistica di tale correzione, è improbabile che il mercato avanzi ulteriormente e che assumere un'ulteriore esposizione alle azioni in base a questi livelli produrrà probabilmente un risultato scarso.
Il taglio dei tassi e il progresso del QE nel mercato hanno anche spinto gli investitori a livelli di estrema compiacenza.
Tali livelli estremamente bassi di volatilità, combinati con gli investitori che si accalcano in "posizioni short" record sul VIX, forniscono tutto il "carburante" necessario per una correzione abbastanza acuta del 3-5%, dato il catalizzatore appropriato.
Dato che gli investitori sono "all-in", come discusso la scorsa settimana, c'è molto spazio affinché siano costretti a lasciare le loro partecipazioni e spingere i mercati verso il basso nelle prossime settimane. Tuttavia non sono solo i singoli investitori ad essere "all in", ma anche i professionisti.
Anche il posizionamento dell'Eurodollaro sta inviando un avvertimento importante. (Con "Eurodollaro" si fa riferimento a depositi denominati in dollari USA presso banche estere, o presso le filiali estere di banche americane.)
Quando la BCE ha lanciato il QE a seguito del selloff del 2016, le banche estere hanno liquidato i depositi di Eurodollari in quanto si è ritenuto meno rischioso detenere depositi denominati in valuta estera. Attualmente tale opinione si è invertita bruscamente, mentre l'economia globale rallenta e le banche straniere stanno “proteggendo” il loro rischio inondando denaro in depositi denominati in dollari USA. Storicamente un'inversione estremamente brusca degli Eurodollari ha preceduto eventi di mercato più preoccupanti.
Con i depositi Eurodollari a livelli record, le banche straniere sanno qualcosa che noi non sappiamo?
La deviazione tra utili aziendali GAAP e profitti aziendali è attualmente a livelli record. È anche del tutto insostenibile. O i profitti aziendali raggiungeranno gli utili, o viceversa. Storicamente i profitti non hanno mai raggiunto gli utili, è sempre avvenuto il contrario.
Le aspettative sugli utili societari futuri sono ancora molto elevate e, con il rallentamento dei riacquisti di azioni proprie, questo lascia molto spazio ad una possibile delusione.
Ho scritto molte volte in passato che i mercati finanziari non sono immuni alle leggi della fisica.
Esiste una semplice regola:
Ciò che sale, deve alla fine scendere.
L'esempio che uso più spesso è la somiglianza con lo "allungare un elastico". I prezzi delle azioni sono legati alla loro tendenza a lungo termine che funge da attrazione gravitazionale. Quando i prezzi si discostano troppo dalla tendenza a lungo termine, alla fine “inevitabilmente” torneranno alla media.
Attualmente il mercato non è solo oltre il 6% al di sopra della media mobile a 200 giorni, come mostrato nell'apertura di questo articolo, ma è attualmente oltre il 15% al ​​di sopra della sua media mobile a 3 anni.
Ancora più importante, il mercato è attualmente estremamente al di sopra della tendenza rialzista a lungo termine. Durante l'intero progresso del mercato toro decennale, la linea di tendenza è stata testata con una certa regolarità dopo estensioni così estreme.
Infine c'è il sentiment. Quando è fortemente distorto nei confronti di coloro che sono disposti a "comprare", i prezzi possono aumentare rapidamente e apparentemente "fregarsene della preoccupazione". Tuttavia il problema si presenta quando il sentiment inizia a cambiare e quelli disposti a "comprare" scompaiono.
Questo "vuoto" di compratori porta ad una rapida riduzione dei prezzi, poiché i venditori sono costretti ad abbassare il loro prezzo per completare una transazione. Il problema si aggrava quando i prezzi scendono rapidamente. Quando i venditori si fanno prendere dal panico e sono disposti a vendere "a qualsiasi prezzo", i compratori che rimangono acquisiscono il controllo quasi assoluto sul prezzo che pagheranno. Questa "mancanza di liquidità" per i venditori porta ad una rapida e brusca riduzione dei prezzi, che aggrava ulteriormente il problema fino a quando i "venditori" non spariscono del tutto.
Attualmente c'è una scarsità di "orsi".
Come abbiamo discusso di recente, la fiducia dei consumatori e degli investitori è estremamente elevata. Tuttavia la fiducia dei CEO è ai minimi storici. Una rapida occhiata alla storia mostra che questo livello di disparità non è inusuale rispetto ai picchi del mercato e alle crisi.
Un altro modo per analizzare i dati sulla fiducia è quello di esaminare l'indice delle aspettative dei consumatori meno l'indice della situazione attuale.
Questa misura segnala anche che sta arrivando una correzione/recessione. Il differenziale tra le aspettative e la situazione attuale, come potete vedere di seguito, è peggiore dell'ultimo ciclo e solo leggermente più alto di prima del crash delle "dotcom". Le recessioni iniziano dop Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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