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martedì 3 dicembre 2019

spunti di trading. Enel sotto la lente

L'analisi del Ftse Mib

Il mese di dicembre è partito con il piede decisamente sbagliato a Piazza Affari che ha perso terreno per la quarta seduta di fila, annullando in una sola giornata l'intero guadagno conquistato a novembre.
Il Ftse Mib ha ceduto ieri il 2,28%, fermandosi a 22.728 punti e vivendo la peggiore seduta dallo scorso 2 ottobre.
Dopo aver violato il precedente minimo relativo a 23.100 punti, l'indice non si è accontentato di chiudere il gap-up del 4 novembre a 22.950 punti, scivolando verso il sostegno successivo dei 22.700 punti.
Le attese sono per un ulteriore indebolimento nel breve, con proiezioni per il Ftse Mib in area 22.500, la cui tenuta potrà favorire una ripresa del trend rialzista ancora in essere.
In mancanza di ciò bisognerà mettere in conto ripiegamenti più ampi verso i 22.000 punti prima e in seguito fino all'area dei 21.500/21.400 punti nella peggiore delle ipotesi.
Se il Ftse Mib riuscirà a difendere la soglia dei 22.500 punti e ancor prima quella dei 22.700 punti, allora si potrà confidare in un tentativo di rimbalzo che troverà un primo ostacolo in area 23.000/23.100.
Una volta riconquistata questa soglia ci sarà spazio per un recupero più ampio verso i 23.300 e i 23.500 punti, oltrepassati i quali si troverà a guardare ai top della scorsa settimana in area 23.650 e in seguito ai massimi dell'anno a ridosso dei 23.800 punti, il raggiungimento dei quali appare prematuro nell'immediato.  

Enel in bilico dopo il duro colpo di ieri.

Quali scenari ora?

Seduta ad alta tensione ieri per Enel che è stato travolto da una pioggia di vendite, terminando la giornata a ridosso dei minimi intraday a 6,605 euro, con un affondo del 3,66% e volumi di scambio leggermente superiori alla media mensile.
Il titolo ha perso terreno per la terza seduta di fila e ieri ha mostrato una maggiore debolezza del Ftse Mib, sulla scia dell'andamento molto negativo del settore utility.
Quest'ultimo è stato colpito dal forte rialzi dei rendimenti, con il tasso del BTP a 10 anni che ieri è balzato di quasi l'8% all'1,445%, dopo aver testato livelli che non si vedevano più dalla prima decade di agosto scorso.

Enel ha dato così seguito ad una debolezza che si palesava già da diverse sedute, con un'incertezza che ha preso il via dopo l'aggiornamento dei massimi dell'anno a 7 euro lo scorso 14 novembre.
Da questo top il titolo ha avviato una fase correttiva che è stata contenuta a novembre dall'area dei 6,75 euro, violata pesantemente al ribasso ieri.
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La scorsa settimana Enel ha alzato il velo sul nuovo piano industriale che ha portato diverse banche d'affari ad esprimersi in termini positivi, con numerose conferme bullish.
L'ultima in ordine di arrivo è stata quella di Goldman Sachs che venerdì scorso ha confermato la raccomandazione "buy" su Enel, con un target price a 8,1 euro, mentre il giorno prima è stata Equita SIM a rinnovare l'invito all'acquisto, con un target price alzato da 7 a 7,5 euro. 
Dal punto di vista tecnico l'impostazione del titolo ha subito un netto deterioramento nelle ultime sedute e in particolare in quella di ieri.
Enel è infatti sceso al test di un supporto importante, quale quello di area 6,6 euro e appare ora in bilico tra una prosecuzione del ribasso e una ripresa degli acquisti.
Su tenuta di quota 6,6 euro il titolo potrà tentare un recupero con primo obiettivo i 6,75/6,8 euro, oltre i quali ci sarà spazi per un allungo verso i 6,9/6,95 euro, prima di un test dei massimi dell'anno a 7 euro.
Solo con la violazione decisa di questo ostacolo si apriranno per Enel nuovi spazi di crescita verso i 7,2 e i 7,4 euro, con proiezioni successive fino ai massimi del 2008 a 7,58 euro nel migliore dei casi.
Discese al di sotto dei 6,6 euro costringeranno a spostare l'attenzione sui minimi di settembre a 6,41 euro.
L'eventuale cedimento di area 6,4 euro spalancherà le porte a nuovi ribassi verso i 6,25/6,2 euro prima e in seguiti in direzione dei 6,05/6 euro nella peggiore delle ipotesi.
Fonte: News Trend Online

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