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lunedì 2 dicembre 2019

Palladio vicino al record dell’oro; e il Platino?

Il chiasso della guerra commerciale è così assordante che i metalli più costosi del mondo hanno toccato nuovi record questa settimana senza fare alcun rumore. Per chi non lo avesse notato, il palladio si sta avvicinando al massimo storico dell’oro di 1.850 dollari l’oncia.
Palladium Weekly Chart
Palladium Weekly Chart
Grafici forniti da TradingView
Ora inevitabilmente ci si chiede, quanto ci vorrà prima che il palladio tocchi quota 2.000 dollari? E poi, i prezzi in continua crescita e la scarsa reperibilità del metallo utilizzato nell’industria dell’auto porterà nuovamente ad aprire un dibattito: a questo punto il platino avrà più possibilità di sostituire il palladio?
Il palladio è utilizzato come catalizzatore dei gas di scarico per i motori a benzina. Il platino svolge le stesse funzioni per i motori diesel. Entrambi i metalli sono classificati come Platinum Group Metals (PGMs).
Però c’è una differenza.
Il platino può sostituire il palladio se necessario, ma il contrario non è possibile, dicono gli esperti. Questo tecnicamente rende il platino più importante rispetto al palladio, anche se non in termini di prezzi. Il platino, secondo gli esperti, ha inoltre una maggiore densità e resistenza al calore rispetto al palladio.
A livello di prezzi, lasciare il Palladio per il Platino è semplice
Platinum Weekly Chart
Platinum Weekly Chart
Andrew Hecht, che da tempo scrive di materie prime anche su Investing.com, ha portato questo dibattito in un blog questa settimana, indicando che considerata la differenza di 950 dollari l’oncia tra il prezzo spot dei due metalli, “non c’è da pensare sul sostituire il platino al palladio nelle applicazioni industriali”.
Hecht si unisce al coro degli analisti e fan del platino frustrate dall’incapacità del metallo di coprire il gap con il palladio, nonostante abbia toccato il record nella storia di tutti i metalli preziosi di 2.300 dollari l’oncia durante la crisi finanziaria del 2008.
Il record storico dell’oro, toccato nel 2011, era di poco più di 1.920 dollari.
Dal dicembre 2008, il palladio è salito da 190 dollari a poco sotto 1.200 di dicembre 2018.
Il palladio potrebbe aumentare nel 2020
Questo è stato l’anno più sensazionale del palladio.
Come nota Hecht, l’impennata è partita a primavera, dopo che la questione delle emissioni negli USA e la possibilità di un blocco delle esportazioni dalla Russia (il secondo esportatore mondiale) hanno fatto schizzare i future sopra i 1.500 dollari, superando l’oro per la prima volta.
La Cina, il maggior mercato per le automobili, ha annunciato che tutte le auto prodotte a partire dal 2020 dovranno contenere il 30% di palladio in più. Questo ha fatto schizzare il prezzo del metallo a 1.800 dollari il 30 ottobre.
Questa settimana il metallo si è avvicinato ulteriormente al livello dei 1.900 dollari, con i future a 1.808,60 e il prezzo spot a 1.847,50, nella cacofonia dei negoziati USA-Cina, la maggiore distrazioni per i trader dell’ultimo mese.
Tai Wong, a capo di BMO (trading di metalli preziosi) è sicuro che il palladio possa raggiungere 2.000 il prossimo anno, ma ha dichiarato che gli investitori devono essere pronti a pattern relativamente volatili fino a quel momento. Aggiunge Tai:
“C’è solo una continua carenza del metallo … L’impennata suggerisce una correzione ad un certo punto ma la previsione è forte. Il palladio potrebbe addirittura toccare i 2.000 dollari il prossimo anno; forse anche di più, ma probabilmente non si tratterà di un percorso regolare”.
Suki Cooper, analista di metallic preziosi per Standard Chartered (LON:STAN) Bank ha una visione simile:
“Il palladio è in deficit da 7 anni e prevediamo un deficit anche nel 2020 e 2021. Il mercato è strutturalmente sotto fornito”.
L’analista di Mitsubishi Jonathan Butler si unisce al coro dicendo “nei prossimi 12-18 mesi probabilmente vedremo il metallo nel range dei 2.000 dollari”.
E se non bastasse, capital.com mercoledì ha pubblicato delle previsioni sul palladium da Wallet Investor, un servizio di previsioni online, che ha previsto un record 3.432,13 per metà novembre 2024 – cinque anni da ora. “Dunque, se decidete di investire nella materia prima, il profitto atteso in cinque anni sarà intorno al 98,43%.”
Le previsioni più rialziste arrivano però da Gov Capital, che prevede un prezzo di 8.081,54 entro novembre 2024.
Secondo i produttori di auto i costi di un passaggio al platino potrebbero essere più elevati
Ma il prezzo non è tutto per le case automobilistiche, che sembrano rigide nella loro posizione secondo cui il palladio dovrebbe restare il catalizzatore per i motori a benzina.
Secondo i produttori, nonostante il prezzo elevato, il palladio incide in una piccola parte dei costi di produzione. Dotare gli impianti di produzione delle modifiche necessarie a cambiare metallo sarebbe molto più costoso.
Rahul Mital, global technical specialist di General Motors (NYSE:GM) per i motori diesel , ha spiegato la complessità del tema durante un incotro presso la London Bullion Market Association a Boston lo scorso anno.
“Non è un passaggio affatto semplice” ha affermato Mittal. “Ogni volta che si opera una sostituzione del genere, si vanno ad intaccare almeno 18 mesi nel ciclo di produzione”.
Ha aggiunto che le case automobilistiche dovrebbero essere certe che le variazioni dei prezzi non superino i vantaggi.
Ma ha anche aggiunto che se le scorte di palladio saranno sempre minori e la “pressione aumenterà” allora i vantaggi di una tale sostituzione si vedranno.
È anche una questione di fornitori
Geoffrey Caveney, analista indipendente, qualche mese fa ha fornito un altro motivo per cui i consumatori industriali del metallo non dovrebbero passare dal palladio al platino. Questo ha a che fare con le scorte, ma in questo caso con la certezza da parte dei fornitori.
Dice Caveney:
“C’è molta più diversità nella produzione annuale di palladio per paese e regione rispetto a quella del platino”.
“Gli USA e il Canada producono più palladio che platino”.
Ciò significa che anche in caso di una minore produzione globale di palladio, le case automobilistiche statunitensi avrebbero a disposizione delle scorte interne al loro paese.
Ma se dovessero passare al platino, allora i fornitori sarebbero soprattutto esteri.
Ha aggiunto Caveney,
"Nel caso di un’interruzione significativa o prolungata delle forniture dal Sud Africa, o dalla Russia, o ancora dallo Zimbawe, la case automobilistiche e gli altri produttori in Nord America e nel resto del mondo potrebbero avere più difficoltà rispetto a quelle riscontrabili con il palladio”.

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