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martedì 3 dicembre 2019

Bond oggi: Tesla, Turchia (o Treasury!) al 2025. Quale conviene


Un parallelo dettato dal mercato, che negli ultimi giorni ha scambiato molto due emissioni in dollari su scadenza 2025, dalle caratteristiche diverse ma dai rating non troppo distanti:
  • Tesla rating B- di S&P ma con “outlook” positivo, stante la riduzione del debito globale;
  • Turchia rating B+ di S&P con “outlook” stabile.
Pertanto, pur appartenendo a categorie obbligazionarie diverse – corporate high yield la prima e governativa la seconda – la valutazione è quasi allineata e giustifica ancor più il confronto fra queste due emissioni e infine con il Treasury, ipotizzando quale convenga di più, con un’improvvisata finale.

Le loro caratteristiche

Il Tesla 5,3% scadenza 15ag25 (Isin USU8810LAA18 – lotto 2.000) si identifica per questi parametri operativi: tipologia senior, minimo dell’anno 79 Usd, massimo dell’anno 97,4 Usd, quotazione in corso 96,5 Usd, yield lordo 6,04%, volatilità media 10,7%, duration (sensibilità ai tassi) 4,9, spread di circa 30/40 pb, scambi regolari con volumi medi abbastanza bassi, tipici del retail, ammontare in circolazione 1,8 miliardi di Usd. 
Il Turchia 7,375% 05fb25 (Isin US900123AW05 – lotto 2.000) si caratterizza per questi parametri operativi: tipologia senior governativa, minimo dell’anno a 87,1 Usd, massimo dell’anno a 108,4 Usd, quotazione in corso 108,36 Usd, yield lordo 5,46%, volatilità media 9,4%, duration 4,2, spread circa 50/60 pb, scambi modesti con volumi medi contenuti, ammontare in circolazione 3,25 miliardi di Usd.

Il mercato ha scelto

La maggiore attrattività del Turchia in termini di cedola e di minore rischiosità complessiva non sembra essere determinante nelle preferenze del mercato, che privilegia – in base agli scambi – il Tesla soprattutto perché rende fra 55 e 60 pb aggiuntivi.

E’ pur vero che sul primo fronte c’è la concorrenza di altre emissioni che danno di più: per esempio il Turchia 11,875% scadenza 15ge30: sebbene giri su quotazioni di non poco superiori, attestate sui 140/141 Usd, garantisce infatti il 6,4%. La duration di quest’ultimo si fa tuttavia sentire e l’impiego extra di capitale è penalizzante.
Il bond del costruttore automobilistico statunitense non ha invece concorrenza interna e attrae proprio per il tipo di business, sebbene la sua frequente debolezza – dovuta soprattutto a fattori di business e di produzione di nuovi modelli – comporti variazioni di prezzo più rapide e frequenti.

Che distacco dal Treasury!

Imprescindibile la distanza rispetto al Treasury, che sulla scadenza a sei anni si colloca all’1,7% circa.

Certamente un confronto basato sul rischio di credito avrebbe poco senso ma come yield invece, considerando che proprio su tale vita residua inizia un marginale riscatto della curva Usa, una differenza dai 370 pb del Turchia ai 440 pb del Tesla è un abisso, in presenza dell’attuale quadro dei rendimenti, e deve portare allora chi sia interessato alla ricerca di reddito a valutare l’ipotesi di un mini portafoglio in Usd al 2025, in cui il governativo Usa può svolgere il ruolo maggioritario, affidando agli altri due (acquistati su fasi di debolezza) il compito di centravanti di sfondamento. 
Fonte: News Trend Online

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