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giovedì 5 dicembre 2019

Bond oggi: mercato dei titoli di Stato manipolato? Il dubbio c’è

 
Da qualche giorno circolano voci di manipolazioni e speculazioni sui nostri titoli di Stato, con interventi short di operatori esteri debitamente informati da mani italiane su futuri eventi politici. Può essere vero? Difficile provarlo in assenza di riscontri fondati, che solo i server di Borsa potrebbero fornire. Nei mesi scorsi erano addirittura girate voci che a muovere lo spread fra Btp e Bund fosse stata la Bce ma i numeri hanno dimostrato quanto fosse irrealistica quell’ipotesi. Che d’altra parte era stata avanzata anche nel corso del 2018 quando i Btp crollarono a seguito delle tensioni politiche post elettorali. Allora si parlava di manine statunitensi e ora di manine russe. Si muovono davvero?
La Francia accusa
Data l’assenza di riferimenti concreti, qualsiasi ipotesi in merito è puramente speculativa ma ciò non esclude che dubbi più in generale sulla gestione dei titoli di Stato europei corrano da tempo. In particolare se ne sono avute pesanti tracce nelle ultime settimane in Francia, dove l’Autorità nazionale dei mercati finanziari ha accusato alcune grandi banche – soprattutto Usa – di aver letteralmente manipolato il settore nel 2015 per compensare gravi perdite subite precedentemente. Documenti alla mano si è dimostrato in particolare che i “desk” avevano effettuato velocissime operazioni sul debito francese, tedesco e belga per uscire da posizioni in pesante rosso. Loro trader si sarebbero mossi per gonfiare le quotazioni dei contratti a termine sul debito governativo a livelli anomali e artificiosi, allo scopo di spingere al rialzo i prezzi, per poi vendere compensando anteriori pesanti batoste. Naturalmente le parti interessate hanno smentito tali irregolarità ma non poteva essere altrimenti.
Gli Usa denunciano a loro volta
Da più tempo è stata la giustizia statunitense ad accusare cinque grandi banche internazionali di aver organizzato una vera e propria intesa segreta per manipolare gli spread bid-ask relativamente a titoli sia di Stato sia sovranazionali sia di agenzie pubbliche. L’obiettivo era lampante: sopravvalutare le quotazioni delle obbligazioni in acquisto da parte degli investitori e sottovalutare quelle poste in vendita dagli stessi. Da notare poi che i dossier presenti presso gli organismi di controllo dei mercati sono anche altri, riferiti pure a commodities, azioni e derivati. Molto delicata poi la situazione dei Cds (Credit default swaps), scambiati su mercati non regolamentati. Di recente alcune delle maggiori banche mondiali hanno sborsato 1,96 miliardi dollari per una multa conseguenza dell’aver concluso illeciti accordi segreti allo scopo di manipolare quest’ultimo settore.
Patti sopra le nostre teste
Il tutto dimostra che il mercato è viziato da prassi talvolta illegittime su cui gli organi di controllo hanno difficoltà a effettuare ispezioni e a intervenire. Ne consegue un consiglio pratico: in presenza di situazioni di forte stress dei mercati, soprattutto obbligazionari, una continua verifica degli spread è il primo passo da compiere volendo operare con emissioni governative in particolar modo estere. Già di recente Bund tedeschi, Oat francesi e Bono spagnoli hanno evidenziato su alcuni sistemi di negoziazione andamenti anomali, attribuiti talvolta a scambi discontinui. Succede anche per i Btp? Il dubbio appare legittimo ma è nulla più che un sospetto. Certamente però davanti ai timori che qualcuno possa manovrare i governativi italiani occorrerebbe che gli organi di controllo tranquillizzassero gli investitori, fornendo garanzie sulla regolarità degli scambi, anche per la presenza di attori terzi nascosti dentro il grigiore di mercati paralleli. Come si dice? Prevenire è meglio che curare. 

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