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lunedì 11 novembre 2019

Utility incerte con caos BTP. I titoli da preferire e da evitare


A Piazza Affari questa prima seduta della settimana prosegue in maniera contrastata per le utility che nel complesso mostrano una certa cautela.
Tra le blue chips si muovono in positivo Enel e Terna, con un rialzo rispettivamente dello 0,61% e dello 0,13%, mentre Snam e A2A calano entrambi dello 0,08%, seguiti da Hera e Italgas che cedono lo 0,36% e lo 0,44%.

Tra i titoli a minore capitalizzazione Erg arretra dell'1,16%, seguito da Acea che cede lo 0,11%, mentre Iren avanza dello 0,22%, preceduto da Flack Renewables che sfoggia un rally di oltre il 7%.
Dopo il buon recupero messo a segno nella sessione di giovedì, quando le utility hanno sovraperformato il mercato riscattandosi dall'affondo della vigilia, oggi l'incertezza è tornata a dominare la scena.


A condizionare l'andamento del comparto da una parte è la debolezza dell'indice Ftse Mib e dall'altra il forte rialzo dei tassi che vedono i BTP oggetto di nuove tensioni.
Il rendimento del decennale continua infatti a salire con decisione, tanto che oggi viaggia in rally del 3,81% all'1,335%, con ripercussioni negative sulle utility, più sensibili di altri titoli al tema dei tassi.

Intanto in queste ultime giornate il comparto è finito sotto la lente di alcune banche d'affari che si sono espresse in modo diverso sui vari titoli.

Venerdì scorso Citigroup ha ribadito la sua strategia bearish su Snam, con una raccomandazione "sell" e un prezo obiettivo rivisto al rialzo da 3,5 a 3,8 euro.


Quest'ultima mossa, come spiegato dagli analisti, è stata decisa per riflettere il minor costo del capitale e il calo del rischio legato all'introduzione di una tasse sulle concessioni nel breve termine.

Opposta la view di Kepler Cheuvreux che su Snam ha un rating "buy", con un target price migliorato nei giorni scorsi da 4,8 a 5 euro.
Il broker vede alcuni catalizzatori nel breve per il titolo, tra cui in primis l'aggiornamento del piano industriale da parte del gruppo, in agenda il 21 novembre.



Buone notizie per Terna che prima del week-end ha ricevuto una promozione da Citigroup, con un cambio di rating da "neutral" a "buy" e un fair value alzato da 5,6 a 6,6 euro.
Gli analisti guardano con ottimismo al titolo ora dopo la performance relativamente debole e un calo rilevante dei tassi italiani.


La banca Usa non si sbilancia invece su A2A, con la conferma della raccomandazione "neutral" e un prezzo obiettivo che passa da 1,6 a 1,85 euro.
Gli analisti hanno migliorato le stime sull'eps, alzandole in media del 2,6% con riferimento al periodo 2019-2022, spiegando che il nuovo target price tiene conto delle attese di un minor costo del debito.




Lo stesso rating "neutral" viene reiterato da Citigroup per Enel, con un fair value aumentato da 6,3 a 6,7 euro.
La banca americana ritiene che il titolo sia correttamente valutato ai prezzi correnti di Borsa, segnlando che il catalizzatore chiave nel breve è dato dalla presentazione del piano industriale prevista per il 26 novembre.


A mantenere una view bullish su Enel è invece Equita SIM che nei giorni scorsi ha confermato la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 7 euro.
Con riferimento ai rumor relativi alla fase finale della riorganizzazione della holding italiana, gli analisti evidenziano che la stessa potrebbe portare a qualche risparmio di costi sui diversi board azzerati.



Cattive notizie per Italgas che secondo Citigroup è da vendere, con un target price che sale da 4,7 a 5,2 euro, per riflettere il calo dei tassi e il venir meno del rischio di una tassa sulle concessioni.

Spostando lo sguardo ai titoli a minore capitalizzazione, una buona occasione è offerta da Iren, almeno secondo le indicazioni di Equita SIM.

Gli analisti di quest'ultima hanno rinnovato l'invito ad acquistare il titolo, con un fair value a 3,15 euro, dopo che i conti del terzo trimestre del gruppo sono stati in linea con le attese con riferimento all'utile e superiore alle stime in termini di Ebitda.

La SIM milanese nei giorni scorsi ha riservato una promozione a Falck Renewables, con un cambio di rating da "reduce" a "hold" e un prezzo obiettivo aumentato da 3,5 a 3,95 euro.  
Gli analisti hanno apprezzano la trimestrale del gruppo, migliore delle aspettative, accompagnata da un miglioramento della guidance.


Di conseguenza hanno decido di aumentare le stime sull'eps di Falck Renewables del 18% pr quest'anno e del 10% per il prossimo. 
   
Infine, Erg ha incassato la scorsa settimana una bocciatura da Banca Akros che ha rivisto il giudizio da "accumulate" a "neutral", con un target price a 20 euro.

Gli analisti apprezzano la resilienza del business model del gruppo, ma vedono un limitato upside per il titolo, segnalando al contempo l'assenza di momentum sugli utili.
Fonte: News Trend Online

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