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venerdì 8 novembre 2019

USD/JPY tocca il massimo di 5 mesi, gli USA confermano il ritiro dei dazi

Rassegna giornaliera sul mercato forex 07.11.2019
Analisi realizzata alla chiusura del mercato statunitense a cura di Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management.
Il fattore determinante dell’andamento dei flussi valutari in questa settimana è l’evoluzione dei rapporti USA-Cina. All’inizio della settimana le previsioni erano piuttosto cupe, dopo le voci di un rinvio a dicembre della conclusione della “fase uno”. Tuttavia, il sentimento è cambiato drasticamente questa notte dopo che il Ministro cinese ha dichiarato di accettare la cancellazione dei dazi mentre i lavori per l’accordo vanno avanti. Entrambi i paesi vogliono che la fase uno dell’accordo sia firmata entro la fine della settimana e gli USA hanno confermato che è possibile bloccare i dazi. C’è opposizione nel governo USA, ma la sola possibilità che i dazi vengano cancellati ha fatto salire valute e azioni. L’indice Dow Jones è salito al massimo storico, mentre il cambio USD/JPY ha toccato il massimo di 5 mesi. Ci sono ancora delle notizie contrastanti, come le dichiarazioni del Consigliere Economico per gli USA Larry Kudlow secondo cui ci saranno forti concessioni se verrà completata la fase 1. Come ha scritto il nostro collega Boris Schlossberg questa mattina “la storia commerciale USA-CIna ha avuto quasi gli stessi alti e bassi della battaglia per la Brexit”, ma per ora le ultime notizie fanno ben sperare, e già questo basta per alimentare la propensione al rischio. Tuttavia, i rialzi contenuti del dollaro australiano e di quello neozelandese riflettono la cautela del mercato visto il forte condizionamento dalle notizie. Se escludiamo eventuali notizie che potrebbero gettare dubbi sull’accordo, il cambio USD/JPY potrebbe continuare a salire fino a 110.
La sterlina invece è crollata al minimo di 2 settimane. La Banca d’Inghilterra ha deciso di lasciare i tassi invariati con una votazione 7 a 2. Sebbene nel pezzo di ieri sulla BoE avevamo parlato di una possibile divisione interna, questa votazione ha colto i mercati di sorpresa. Michael Saunders e Jonathan Haskel hanno votato a favore di un taglio immediato di 25 punti base. I due membri temono che la debolezza del mercato del lavoro, l’incertezza sulla crescita globale e quella sulla Brexit possano rappresentare dei rischi per le previsioni economiche. La banca ha rivisto al ribasso le previsioni per il PIL del 2020 e 2021 e le previsioni di inflazione nel breve termine che sono basate su un taglio dei tassi nei prossimi 3 anni. Secondo il governatore Carney, il quadro della situazione globale è peggiorato: l’incertezza sulla Brexit ha pesato sugli investimenti del Regno Unito e l’accordo Regno Unito – UE potrebbe cambiare il quadro degli investimenti. Per ora la crescita del Regno Unito è sotto il suo potenziale e i consumatori stanno diventando più cauti. Tutto ciò ci spiega che i rischi per la crescita del Regno Unito al ribasso e se il rischio si materializzerà, l’economia potrebbe aver bisogno di rinforzi. Dunque, nonostante l’accordo di uscita, la sterlina potrebbe risentire delle previsioni caute della banca centrale. Diciamo da tempo che l’accordo sulla Brexit solleva la valute e l’economia solo brevemente, in quanto non ci vorrà molto prima che si scoprirà il vero costo della Brexit.
L’euro è crollato al minimo di 3 settimane sulla scia dei dati industriali tedeschi e di previsioni UE più deboli. La Commissione Europea ha rivisto al ribasso le previsioni del PIL dell’intera area, a causa di tensioni commerciali globali e del fatto che nei prossimi due anni non ci si aspetta più una crescita considerevole. Secondo la Commissione “l’aumento delle tensioni commerciali e l’incertezza eccezionalmente elevata sulla politica commerciale ha probabilmente causato danni permanenti al commercio mondiale”. L’euro è rimasto sotto pressione nonostante il bollettino economico della BCE sia più positivo: la banca si aspetta una crescita positiva ma contenuta nel secondo semestre.
Domani il dollaro canadese sarà al centro dell’attenzione, in attesa dei dati sul mercato del lavoro. Visto l’atteggiamento sommesso della Banca del Canada ed il crollo della componente sull’occupazione dell’indice IVEY, ci aspettiamo che il report di domani mostri un rallentamento importante della crescita occupazionale. Il cambio USD/CAD deve ancora superare 1,32 ma il report sull’occupazione potrebbe essere proprio quello che ci voleva.

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