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giovedì 28 novembre 2019

Unicredit: sorprese in vista? Per i broker è da prendere al volo

Nuova seduta in calo per Unicredit che, dopo aver ceduto circa mezzo punto percentuale ieri, anche oggi è finito nel mirino dei ribassisti.

Unicredit ancora in calo, non aiuta il rally dello spread BTP-Bund

Il titolo, complice la debolezza del mercato e in particolare del settore bancario, ha terminato gli scambi a 12,66 euro, con una flessione dello 0,55% e oltre 11,5 milioni di azioni trattate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a poco meno di 20 milioni di pezzi.
A condizionare l'andamento odierno di Unicredit, così come degli altri bancari, è stato anche il rialzo dello spread BTP-Bund che ha terminato la giornata a 169,4 punti base, con un rally di circa tre punti percentuali.

Unicredit: Mustier preferisce il buy-back all'M&A

Unicredit non ha trovato alcun sostegno nelle dichiarazioni rilasciate ieri dall'AD, Jean Pierre Mustier, il quale nel corso di una conferenza ha ribadito di essere contrario all'M&A.
Il manager ha fatto sapere di preferire un buy-back azionario, volto a rafforzare il titolo e a scommettere sulla crescita futura, senza però fornire ulteriori indicazioni in vista del nuovo piano industriale che sarà presentato la prossima settimana e precisamente il 3 dicembre.
Secondo quanto evidenziato da Milano Finanza, la scelta di procedere ad un piano di riacquisto di azioni proprie ha molto senso, perchè malgrado il recupero dai minimi di agosto, Unicredit quota ancora a forte sconto sul tangible book value.

Unicredit: le ipotesi di Equita sul potenziale buy-back

Secondo i calcoli di Equita SIM, il gruppo guidato da Mustier avrebbe la possibilità di realizzare un buy-back per oltre 2 miliardi di euro, pari all'8% dell'attuale capitalizzazione di mercato, mantenendo un Common Equity Tier 1 in area 12%, rispetto al 12,6% del terzo trimestre di quest'anno.
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La SIM milanese, malgrado la flessibilità di Unicredit nel definire la politica di remunerazione, continua a ribadire la sua preferenza verso il dividendo, considerando anche che, in termini regolamentari, i costi del buy-back avrebbero un immediato impatto upfront sul Common Equity Tier 1.
In attesa di novità Equita SIM conferma una view bullish su Unicredit, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 16,2 euro.

Unicredit: Bca Akros e Morgan Stanley bullish in attesa del piano

Gli analisti della SIM milanese non sono però i soli ad essere ottimisti sul titolo, visto che anche i colleghi di Banca Akros consigliano di acquistare con un target price a 13,8 euro.
Una strategia confermata in vista del Capital Markets Day della prossima settimana, in occasione del quale potrebbe arrivare novità anche in merito al futuro della quota detenuta nella turca Yapi Kredi.
Bullish anche la view di Morgan Stanley che consiglia di sovrappesare Unicredit in portafoglio, con un fair value a 14,8 euro.
Con riferimento all'appuntamento della prossima settimana, la banca Usa ritiene che il focus del mercato sarà sulle varie opzioni su Yapi Kredi, ma anche su eventuali buy-back di azioni.

Unicredit: per Citigroup è ancora sottovalutato

Buone notizie anche da Citigroup che non più tardi di due giorni fa ha ribadito la raccomandazione "buy" su Unicredit, con un prezzo obiettivo a 14,8 euro.
Secondo gli analisti l'attuale piano industriale ha trasformato in modo significativo la banca ed è una solida base per iniziare con il nuovo business plan.
Citigroup ritiene che l'attuale valutazione di Unicredit debba ancora riflettere pienamente questo progresso, come le opportunità possibili, ma su questo fronte gli analisti non si aspettano che il gruppo possa realizzare un M&A che la trasformi nel breve termine.

Unicredit promosso da Credit Suisse: ecco perchè

Infine, in avvio di settimana una promozione per il titolo è arrivata da Credit Suisse che ha migliorato il suo giudizio da "neutral" ad "outperform", con un target price alzato da 11,3 a 14,6 euro.
Gli analisti ora sono ottimisti su Unicredit e vedono un potenziale di buy-back di 1,6 miliardi di euro entro il 2021 nell'ambito di uno scenario conservativo, con la possibilità di arrivare fino a 5,2 miliardi in quello migliore.
Credit Suisse evidenzia che il titolo ha sovraperformato il settore nell'ultimo mese, ma ai multipli attuali non riflette il valore del core business e non attribuisce alcun valore al potenziale di buy-back.
Fonte: News Trend Online

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