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mercoledì 6 novembre 2019

Tre criteri per investire nell’innovazione


Di fronte al rallentamento della crescita economica globale di quest’anno, alcuni investitori potrebbero preoccuparsi delle valutazioni delle società innovative che hanno guadagnato popolarità nello scorso decennio. In questo scenario, Matthew J. Moberg, Portfolio Manager di Franklin Templeton, spiega perché pensa che alcune aziende possiedano il potenziale per crescere più rapidamente del resto del mercato nei prossimi dieci anni e oltre.

Illustra inoltre i tre principi che guidano il suo team negli investimenti in queste società
.
Avvicinandoci al 2020, è aumentato il numero di domande poste da investitori che vogliono capire se è ancora un buon momento per investire in innovazione. In molti casi, questi investitori sembrano dubitare che le aziende impegnate a cambiare la realtà attuale del mercato riusciranno nel prossimo decennio a raggiungere risultati validi quanto quelli ottenuti nel decennio passato.
È una preoccupazione comprensibile, se consideriamo che alcune di queste società sono cresciute sino a raggiungere le dimensioni di alcune delle aziende più grandi al mondo, in termini di capitalizzazione di mercato - spiega Matthew J.

Moberg -. In molti casi, queste grandi aziende sono entrate nelle nostre case e sono oggi tra le più seguite dai media e dagli analisti finanziari. Di conseguenza, le loro valutazioni tendono a essere oggetto della massima attenzione, soprattutto nei periodi di rallentamento della crescita globale.

Perché Matthew J.
Moberg ritiene che spesso il mercato non attribuisca il giusto prezzo all’innovazione

Osservando il panorama degli investimenti globali, Matthew J. Moberg vede accelerare l’innovazione come mai prima d’ora. Matthew J. Moberg cerca di investire in società innovative e dotate della visione necessaria a gestire il ritmo e la portata del cambiamento e a realizzare una crescita sostenibile.
Matthew J.

Moberg si concentra su aziende che possiedono un management di qualità superiore, solidi modelli di business e un’esposizione alle condizioni che più contribuiscono alla crescita di lungo corso. Secondo Matthew J. Moberg, alcune sono società multi-generazionali con un potenziale di crescita superiore a quello del prodotto interno lordo fino al 2030 e oltre.
Dal 1968 Matthew J.
Moberg sviluppa e perfeziona un processo d’investimento in società innovative. Seguiamo tre criteri guida.

1. L’innovazione alimenta la creazione di ricchezza di lungo periodo

Matthew J. Moberg ritiene che l’innovazione sia il principale propulsore della creazione di valore nell’economia globale.

Secondo Matthew J. Moberg, siamo nel mezzo di una fase di innovazione senza precedenti. Nuove tecnologie, nuovi processi e nuove modalità di comunicazione stanno cambiando il nostro modo di acquistare, comunicare, viaggiare, usare le tecnologie e vivere le nostre vite.
L’economia globale ci richiama alla mente l’economia statunitense di fine 1800.
In quell’epoca, l’avvento dell’energia elettrica e l’invenzione del telegramma, della fotografia e del motore a scoppio hanno stimolato la crescita in tutti i settori dell’economia.
Oggi, Matthew J. Moberg crede di vivere in un periodo di innovazione senza precedenti, che qualcuno identifica con la quarta rivoluzione industriale.

Matthew J. Moberg si entusiasma in particolare le prospettive di crescita di cinque temi a contenuto tecnologico che si stanno sviluppando in tutti i mercati:
  • E-commerce globale
  • Scoperte genetiche
  • Macchine intelligenti
  • Nuova finanza
  • Dati esponenziali.
Di tutti questi temi, a entusiasmare maggiormente è il potenziale delle scoperte genetiche.
Il costo del sequenziamento dei geni, ossia della mappatura del DNA a fini diagnostici e curativi, è sceso rapidamente negli ultimi anni. Siamo particolarmente interessati alle aziende attive nella diagnostica, nella manipolazione genetica e nel silenziamento genico che dovrebbero beneficiare di queste dinamiche.

2.

Per investire nell’innovazione è necessaria la gestione attiva

Nonostante le prospettive incoraggianti, crediamo che questi cinque temi necessitino di una gestione attiva la cui importanza non è mai stata così elevata come in questo contesto. Questi temi si evolvono a ritmi diversi e diventano investibili in fasi differenti.
Ecco perché Matthew J.
Moberg crede che la gestione attiva possa dimostrare il suo valore, facendo approdare gli investitori su queste piattaforme quando presentano caratteristiche propizie per un buon investimento. Matthew J. Moberg cerca di selezionare investimenti in settori con tassi di penetrazione bassi, un potenziale di mercato cospicuo e prospettive di monetizzazione chiaramente identificabili.
Avendo sede nella Silicon Valley, Franklin Templeton può interagire con alcuni dei maggiori innovatori mondiali.

Il nostro team è in costante contatto con i leader di varie industrie, impegnato a incontrare aziende pionieristiche per capire tecnologie e idee all’avanguardia dotate di potenziale trasformativo. In passato, abbiamo sperimentato nuove tecnologie (dispositivi chirurgici, software di rendering 3D, auto senza conducente) che ci hanno aiutato a capire gli sviluppi del mercato.
Al contempo, Matthew J.
Moberg conduce ricerche azionarie fondamentali per sviluppare una comprensione profonda delle aziende operanti nei settori e nelle industrie osservate. Incontrano il management, parlano con i clienti, analizzano il contesto competitivo e acquisiscono una profonda dimestichezza con i prodotti o i servizi offerti.

3.

L’innovazione è ovunque

Oggi l’innovazione è pervasiva. Penetra tutte le aree dell’economia globale. Scommettendo sulla crescita, Matthew J. Moberg cerca di investire nell’innovazione indipendentemente dal settore, dalla capitalizzazione di mercato o dall’area geografica.
La classificazione settoriale standard tende a inquadrare l’innovazione in una categoria sbagliata.
Per esempio, molte nuove società innovative vengono inizialmente collocate nel settore tecnologico. Evolvendosi e maturando, è possibile che vengano poi spostate nella loro collocazione giusta.
Non Matthew J. Moberg ritiene saggio limitare le decisioni d’investimento e aspettare che si compiano tali ricollocazioni.

Matthew J. Moberg considera questi errori di collocazione come un’opportunità di distinguerci sul mercato.

Tirando le somme

Da sempre il capitalismo è associato all’irrompere di elementi di novità, ma oggi presenta una velocità, una complessità e una portata globale senza precedenti.
La capacità di innovare di un’azienda è diventata essenziale: in gioco non c’è semplicemente la crescita, ma la stessa sopravvivenza in un contesto di competizione sempre più intensa. I leader devono saper individuare le tendenze che possiedono il potenziale per trasformare le loro industrie e rispondere con prodotti e strategie per competere e vincere su nuovi mercati.
Spingersi oltre i parametri tradizionali della crescita per riconoscere le società dotate della visione e delle competenze necessarie a prosperare in questo nuovo contesto non è mai stato così difficile.

La crescita alimentata dall’innovazione e dalla rivoluzione creativa può accelerare rapidamente ed essere spesso sostenuta per lunghi periodi di tempo.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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