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martedì 5 novembre 2019

Se Wall Street può agire in modo irrazionale, può farlo anche l’oro

L’articolo della CNBC uscito ieri sembra aver centrato il punto: Wall Street quest’anno è stata spaventata dallo scontro commerciale, dalla potenziale recessione e da numerose preoccupazioni geopolitiche, compresa la Brexit. Tuttavia, i mercati azionari continuano a registrare un massimo storico dopo l’altro.
Con l’indice Dow che si è unito ai massimi storici di ieri degli indici S&P 500 e NASDAQ, la definizione di “mercato rialzista più odiato dalla storia” - ripetuta tanto spesso a Wall Street negli ultimi mesi - potrebbe diventare il peggior cliché del mercato dell’anno, aggiunge la CNBC.
Ora, applichiamo la stessa situazione all’oro, dal momento che al metallo giallo sta accadendo qualcosa di altrettanto irrazionale.
Quando i mercati schizzano, l’oro in genere dovrebbe scendere. I primi sono uno strumento di rischio mentre l’altro è un rifugio.
Gold 300-Min Chart
Gold 300-Min Chart
Gold 300-Min Chart
Tuttavia, da venerdì, sia i future dell’oro che i lingotti sono rimasti stabilmente sopra i 1.500 dollari l’oncia, un livello generalmente considerato rialzista. Ad essere sinceri, il metallo prezioso ha perso modeste quantità di valore negli ultimi giorni. Ma non si è allontanato dall’appiglio rialzista chiave, con disappunto da parte di coloro che erano andati short, aspettandosi un crollo del prezzo.
Lo stesso numero di motivi contro i massimi storici delle borse e contro l’impennata dell’oro
Proprio come la tesi secondo cui ci sono molte debolezze implicite che rendono insostenibile l’attuale impennata dei mercati azionari, c’è anche l’idea che l’oro non abbia ciò che serve per impedirgli di scendere di nuovo a 1.400 dollari o meno.
Il fatto che queste tesi abbiano seguito o meno dipende da chi le ascolta. Se si tratta di tori delle borse, allora ciò che importa sono gli utili positivi del terzo trimestre, la crescita stellare dell’occupazione USA ad ottobre e le crescenti speculazioni che il governo Trump e la Cina possano raggiungere presto un accordo commerciale parziale.
Allo stesso modo, per i fan dell’oro l’idea è che, fino a quando la minaccia di una guerra commerciale non sarà del tutto o sufficientemente eliminata, e non verranno trovate soluzioni accettabili per la Brexit e per gli altri rischi geopolitici, gli investitori avranno bisogno del metallo prezioso come rifugio. Inoltre, l’esaltante sentimento sui mercati azionari potrebbe trasformarsi in un collasso quando uno di questi elementi dovesse essere eliminato.
Tutto si sistemerà o sarà risolto
L’analisi dei due fronti del dibattito dimostra una cosa: sia le borse che l’oro alla fine sistemeranno le loro anomalie. O saranno risolte dalle forze di mercato.
Ma, per il momento, se i titoli azionari possono comportarsi in modo irrazionale, allora può farlo anche l’oro.
TD Securities ha fornito una spiegazione logica nella sua nota di ieri su come le impennate dei due mercati sono interconnesse.
L’agenzia di brokeraggio appoggiata dalla banca canadese ha affermato che, sebbene la Federal Reserve abbia indicato di aver finito con i tagli dei tassi per il 2019 dopo le tre sforbiciate di un quarto di punto consecutive, un chiaro e presente pericolo di un rallentamento economico potrebbe costringere la banca centrale ad effettuare ulteriori allentamenti il prossimo anno. La decisione della Fed di lasciare invariati i tassi è stata definita da molti come una delle principali ragioni per cui gli investitori dovrebbero abbandonare l’oro.
Aggiunge TD Securities:
“Per il momento, i mercati dei metalli preziosi si sono inoltre affezionati all’apparente opzionalità del 2020, con la dipendenza dai dati ed i persistenti timori per l’inflazione che mantengono la Fed sul potenziale cammino dell’allentamento”.
In uno scenario simile, spiega l’agenzia, l’oro potrebbe ancora dimostrarsi un efficace rifugio da un ulteriore peggioramento della crescita, mentre altri tagli dei tassi potenzialmente nella prima metà del 2020 consentirebbero al capitale di accogliere il rischio sul breve termine malgrado i timori per la crescita globale.
TD Securities aggiunge che questa teoria suggerisce che un selloff dell’oro innescato dal posizionamento, previsto dagli scettici, “potrebbe essere più debole di quanto si possa stimare”.
Interdipendenza dell’impennata dei titoli azionari e dell’oro
Fawad Razaqzada, analista tecnico di forex.com, sottolinea un’interdipendenza simile tra oro e borse, spiegando che un rifugio era necessario contro la recente “debolezza dei dati e gli utili non (tanto) brillanti delle compagnie”.
Afferma Razaqdada:
“Resta da vedere quanto ancora l’ottimismo per il commercio supporterà Wall Street, e gli asset legati al rischio in generale, da qui in avanti”.
Joseph Young, analista finanziario con sede ad Hong Kong, aggiunge in un articolo di sabato:
“Lo slancio rialzista dell’oro durante una prolungata impennata del mercato azionario indica che gli investitori non sono del tutto convinti del fatto che questioni fondamentali, compresi i rischi geopolitici, verranno risolte”.
“Il rialzo del prezzo dell’oro suggerisce che, sebbene gli investitori si stiano spostando verso investimenti più rischiosi, non stanno ignorando la possibilità di un selloff sui mercati. Gli analisti credono che i tori dell’oro siano ancora in vantaggio nel 2019”.

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