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venerdì 15 novembre 2019

Powell conferma pausa dei tassi della Fed e prevede una continua crescita USA

Il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell è stato rialzista sull’economia statunitense nella sua testimonianza annuale davanti alla Commissione Economica Congiunta del Congresso ieri, durante la quale ha ribadito le indicazioni iniziali secondo cui i policymaker hanno finito con i cambiamenti della politica monetaria per il momento.
“Io ed i miei colleghi consideriamo molto probabili un’espansione sostenuta dell’attività economica, un mercato del lavoro forte e l’inflazione vicina al nostro obiettivo simmetrico del 2%”, ha affermato davanti alla commissione, un comitato poco convenzionale con membri sia del Senato che della Camera dei Rappresentanti.
Inoltre, il pieno impatto dei recenti interventi di politica monetaria della banca centrale deve ancora farsi sentire. Il senso delle tre riduzioni di un quarto di punto consecutive era spingere un’economia in espansione da oltre 10 anni. “Prevediamo che l’attuale posizione di politica monetaria probabilmente resterà adeguata”, ha detto, a meno che non ci siano dati a suggerire che l’economia non sta procedendo come si aspettano.
Un membro della commissione ha cercato di sondare quanto a lungo durerà questa posizione, chiedendo se Powell intendesse che la Fed non proverà ad aggiustare i tassi di interesse per tutto il prossimo anno. “Non direi questo”, ha risposto Powell.
Ma non nell’immediato futuro. Nessuno si aspetta un intervento durante l’ultimo vertice dell’anno della Fed in agenda il mese prossimo e infatti gli scambi dei future dei fondi Fed indicano una preponderanza di opinioni riguardo al non aspettarsi altre modifiche ai tassi fino al secondo semestre del 2020.
L’incertezza per il commercio continua a pesare, ma l’inflazione non è una preoccupazione
Powell ha ammesso che l’incertezza per il commercio continua a pesare sulla fiducia e sugli investimenti delle imprese. Allo stesso modo, la crescita rallentata all’estero potrebbe porre un freno alla crescita statunitense. I policymaker analizzeranno i prossimi dati per eventuali segnali di un rallentamento significativo.
Quello che non li preoccupa è l’inflazione. Sebbene Powell consideri ancora l’inflazione vicina all’obiettivo della Fed del 2%, è diventato evidente che i modelli storici di relazione tra prezzi e fragilità del mercato del lavoro sembrano non essere più validi.
La Fed era solita considerare un tasso di disoccupazione del 5% quasi piena occupazione, ma ora gli economisti devono riconoscere che l’economia statunitense può funzionare ad un livello di disoccupazione molto più basso. Il policymaker non possono più dire cosa sia l’occupazione massima, afferma Powell, aggiungendo che devono mantenere una “significativa umiltà” nel fare le loro stime.
Questo tipo di paradosso rende lo un buon momento per rivedere come la Fed conduce la politica monetaria, suggerisce. È in corso un esame fondamentale degli obiettivi e degli strumenti e questa discussione sarà parte integrante dei verbali di ogni vertice di politica monetaria, che vengono pubblicati con un ritardo di tre settimane.
Difficile competere con le udienze per l’impeachment alla Camera di ieri
L’azione vera al Congresso ieri si è svolta ovviamente altrove. La Commissione Permanente ad hoc sull’Intelligence della Camera, sotto la presidenza del Democratico della California Adam Schiff, ha tenuto le prime udienze pubbliche sull’eventualità che le azioni del Presidente Donald Trump sugli aiuti all’Ucraina meritino o meno l’impeachment e la sua rimozione dall’ufficio.
Powell difficilmente poteva competere con questo e tutto ciò che ha potuto dire è che la politica non giocherà alcun ruolo nelle decisioni della Fed.
Il presidente della Fed, che oggi testimonierà davanti alla Commissione al Bilancio della Camera, ha approfittato per invitare il Congresso ad intervenire sul deficit federale e sul debito, che stanno crescendo ad un tasso da lui definito “insostenibile”. La paura è che quando arriverà effettivamente un ribasso e sarà necessario un intervento fiscale per stabilizzare l’economia, il Congresso si senta limitato in quello che può fare, ha spiegato Powell.

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