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martedì 5 novembre 2019

Pagamenti: così il bancomat diventerà il miglior amico del Fisco


Mentre il percorso per l'approvazione della Legge di Bilancio 2020 entra nel vivo, con l'ingresso del testo in Senato che ne ha avviato ieri l'iter parlamentare, il Tesoro difende l'impianto di uno dei pacchetti di misure che daranno l'impronta alla prima manovra del governo Conte bis: il "piano cashless" con cui la maggioranza giallorossa incentiverà dal prossimo anno, in un'ottica di contrasto all'evasione fiscale, l'uso di bancomat e altre forme di pagamento senza contanti e tracciabili.

Contanti e pagamenti digitali: Gualtieri difende il piano cashless

"È utile lavorare per il miglioramento della norma, ma per il complesso delle misure sarà bene che non si facciano passi indietro sul fronte della serietà e del incisività delle misure di contrasto all'evasione e all'elusione fiscale", ha detto oggi in audizione alla Commissione Finanze della Camera il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, commentando i provvedimenti inseriti in manovra e nel decreto fiscale collegato per scoraggiare l'utilizzo del cash.

Pagamenti: incentivi a moneta elettronica

"La dimensione degli incentivi è più forte dei disincentivi.

Si punta una modernizzazione del sistema dei pagamenti che è un elemento importante per ridurre l'evasione fiscale", un obiettivo sempre "declamato ma poi scarsamente perseguito", ha articolato il ragionamento il reggente del Mef. E per quanto sia normale che, "quando si introducono queste norme, ci sia un dibattito", l'esecutivo resta fermo nella sua "determinazione politica a fare sul serio nel contrasto all'evasione e all'elusione fiscale, che è la condizione per salvaguardare seriamente il nostro welfare state ridurre le tasse sul lavoro e l'impresa, rafforzare gli investimenti pubblici."

Lotta all'evasione: 3 miliardi la stima sul recupero

Insomma, è l'avvertimento, la coperta è corta, e senza far rientrare parte delle risorse sottratte alla casse del Fisco da chi non paga le tasse non c'è spazio per alleviare il carico fiscale di chi le paga.

Senza contare che "se l'Italia non affronta seriamente questo problema, non potrà mai risolvere i suoi problemi strutturali.
Quanto ai numeri, ha aggiunto Gualtieri, "complessivamente queste misure di contrasto all'evasione garantiscono entrate pari a 3,1 miliardi, comprese naturalmente le misure sui giochi.
A questo si aggiunge una ulteriore misura stimata prudentemente di 100 milioni nella legge di bilancio. Quindi siamo di fronte a una cifra realistica, non i 7 miliardi di cui si era parlato ma questa stima la considero ancora prudente."

Più bancomat, meno contante: le due direttrici del piano cashless 

Sullo sfondo, un obiettivo che per il decreto fiscale è "promuovere la creazione di un sistema fiscale più efficiente ed equo, che contemperi le esigenze di recupero di sacche inefficienti".
Il perseguimento di queste finalità, ha chiarito più in dettaglio il numero uno di Via XX Settembre, "si articola attraverso due direttrici: la prima punta su un sistema di incentivi e disincentivi che favoriscano un maggior utilizzo degli strumenti di pagamento elettronico," giocando a vantaggio di una "modernizzazione" delle abitudini di consumo e "aumentando per questa via anche il grado di compliance fiscale".

Mentre la seconda direttrice "mira ad aumentare l'equità e la sostenibilità del sistema fiscale con azioni sistemiche di contrasto all'evasione e alle frodi, che costituiscono la base del lavoro su cui il governo impegnato già da questa manovra e che intende proseguire per ridurre il carico fiscale Gravante sui lavoratori e sulle imprese".

Il governo punta a commissioni zero sotto una certa soglia

Il governo insomma "punta a imprimere una forte spinta i pagamenti elettronici a disincentivare l'uso del contante con proporzionalità e gradualità", ha detto ancora Gualtieri richiamando i provvedimenti del piano Italia cashless, dalla lotteria degli scontrini al superbonus.

E citando ad esempio i vantaggi legati al previsto tax credit per chi si dota di Pos: al netto dei paletti per il momento posti dai gestori di pagamenti elettronici rispetto all'ipotesi di un abbassamento dei costi delle commissioni, da luglio 2020 ci sarà infatti un credito d'imposta del 30% sulle fees che graveranno sulle transazioni effettuate con carte di credito, debito o prepagate.
Un bonus che varrà anche per tutti i professionisti che nell'anno precedente non abbiano raggiunto compensi superiori ai 400mila euro.
"Siamo impegnati per un protocollo d'intesa per la riduzione delle commissioni e l'eliminazione totale al di sotto di una certa soglia" ha spiegato a questo riguardo il ministro, ricordando che il decreto legge fiscale include nel frattempo gli "specifici incentivi per gli esercenti" sopra richiamati.
Fonte: News Trend Online

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