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giovedì 28 novembre 2019

MES un rischio pazzesco


Nell’ultimo video fatto sul MES ci eravamo lasciati con un interrogativo. Avevamo infatti detto che i titoli del debito pubblico in scadenza vengono rimborsati con l’emissione di nuovi titoli che tuttavia devono essere sottoscritti, ossia acquistati dagli investitori. Ebbene se uno Stato dell’eurozona dovesse avere difficoltà nel finanziarsi ossia nel trovare nuovi investitori che sottoscrivano i titoli del proprio debito pubblico con i quali rimborsare quelli che vanno in scadenza, chi ci deve rimettere?
Beh non è che ci siano tante alternative, o si trovano questi soldi per rimborsare i titoli in scadenza oppure si dichiara default, ossia non si rimborsano in tutto o in parte i titoli in scadenza.

Ossia ai possessori di questi titoli che scadono non gli si dà nulla o solo una parte, che ne so il 50/60% di quanto loro dovuto.
Naturalmente in caso di default, per usare un eufemismo … succede un casino. Si creerà infatti il panico fra i possessori di titoli del debito pubblico di quello Stato e che scadranno successivamente perché si riterrà che anche quei titoli quando scadranno non saranno rimborsati per intero.
Insomma nella Storia tanti Stati hanno dichiarato default, però non è mai stato una cosa fatta così a cuor leggero, come detto si innescano delle problematiche devastanti per il tenore di vita della popolazione.
Quindi gli Stati faranno di tutto pur di non dichiarare default, e a chi andranno a chiedere i soldi per evitare il default? Alla Banca Centrale.

Qui entra in gioco il discorso che ho già fatto, ossia se quello Stato ha sovranità monetaria o meno, ma non torniamo su quell’argomento, limitiamoci al caso reale che a noi interessa, ossia all’Europa.
Quindi tanto per non fare nomi, la Grecia chiede aiuto alla Banca Centrale Europea e la Banca Centrale Europea l’aiuta, quindi concede dei prestiti alla Grecia la quale con questi soldi paga i detentori dei suoi titoli di Stato in scadenza evitando così il default.
E allora andiamo avanti.
Abbiamo detto che la Grecia paga i detentori dei titoli del proprio debito pubblico e chi ha in mano questi titoli, chi sono i possessori di questi titoli? 
Principalmente le Banche tedesche e Francesi.
Quindi certo la Grecia evita il default, ma i soldi che le ha prestato la BCE non rimangono in Grecia, per la maggior parte vanno in Germania e in Francia.
Attenzione nulla di illecito, è tutto normale, ma qua occorre fare ancora un piccolo ragionamento.
Se i possessori dei titoli di Stato greci fossero stati proprio i greci, intendo dire il popolo greco, cambiava qualcosa? Formalmente no, nel senso che i soldi prestati dalla Bce sarebbero andati a rimborsare coloro che detenevano quei titoli di Stato, ma attenzione, c’era una differenza, ossia che quei soldi rimanevano in Grecia e probabilmente sarebbero stati spesi in Grecia ed avrebbero quindi contribuito almeno in parte ad aumentare un po’ il Pil del Paese ellenico dando un po’ di respiro all’economia.
Andando invece alle banche tedesche e francesi quei soldi non venivano di certo spesi in Grecia.
Quindi questo è un altro aspetto da tener presente, se i possessori dei titoli del debito pubblico sono gli stessi cittadini di quel Paese … beh … è meglio, soprattutto se le cose vanno a finir male.
Ma facciamoci un’altra domanda, fondamentale.   
Perché le Banche tedesche e francesi avevano acquistato i titoli greci?
Ovviamente perché avevano un rendimento superiore ai titoli di Stato tedeschi o francesi.
Sì, certo, ma non avevano tenuto conto che erano “pericolosi”, ossia avevano sottovalutato un possibile default da parte della Grecia?
In parte sì, ovviamento visto che poi è quello che è accaduto, ma ne parliamo dopo.
Ma le banche tedesche e francesi avevano sottovalutato quel rischio perché hanno creduto a quello che tutto l’apparato europeo continuava a decantare da anni, ossia che l’euro era una moneta unica.
Ed allora se era una moneta unica investite in titoli dello Stato tedesco o in titoli dello Stato greco doveva essere la stessa cosa.

A quel punto meglio comprare i titoli dello Stato greci che rendono di più!!!
Tanto non sono in dracme, che possono svalutarsi, sono in euro quindi!!!
Quindi queste banche tedesche e francesi a rigor di logica hanno agito correttamente, ma non hanno tenuto conto di una fatto, ed ossia che nella realtà, l’euro NON è una moneta unica.

Il fatto che ogni Stato risponda del proprio debito pubblico e non è la Bce a rispondere, fa sì che i tassi di interessi mediamente pagati sui titoli di Stato variano da Paese a Paese.
Ed ecco quindi che, come ho già detto in un mio vecchio video, la dimostrazione più lampante che l’euro non è una moneta unica è … l’esistenza dello SPREAD.
Ed infatti tutti noi siamo venuti a conoscenza di questo nuovo termine, SPREAD appunto, proprio in quella occasione, perché cosa accadde?
Allora nel 2010 alla Grecia furono concessi prestiti per 110 miliardi di euro dai Paesi dell’eurozona e dal Fondo Monetario Internazionale, ovviamente imponendo delle riforme.
Tra il 2011 ed il 2012 i Paesi dell’eurozona concessero altri 130 miliardi di prestito, non solo richiedendo anche altre forme di austerity, ma anche ristrutturando, come suol dirsi in gergo tecnico, il debito pubblico, ossia dichiarando default, almeno parziale, nei confronti degli investitori privati.
Così il rapporto debito Pil fu abbattuto dal 200% al 120%.
Questo fatto determinò una crisi finanziaria in tutta l’eurozona, perché il mercato ovviamente si chiese: chi sarà il prossimo? Indovinate che risposta si è dato il mercato.
Così il nostro spread schizzò a 500 punti, determinando le dimissioni del Governo Berlusconi e l’arrivo di Monti con le sue ricette economiche, quell’austerità che si può meglio definire come macelleria sociale.
Quell’esperienza fu talmente devastante per l’Europa che si arrivò a parlare della fine dell’euro.

Per i superburocrati europei occorreva quindi dotarsi di uno strumento in grado di battere la cosiddetta “speculazione”, nacque così il MES come evoluzione di un fondo che già esisteva, il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria, il MES ha tuttavia una dotazione molto maggiore e delle caratteristiche peculiari.
La dotazione del MES è di 704 miliardi circa e dato che l’Italia rappresenta il 17,79% dell’eurozona ha sottoscritto una quota di 125 miliardi.

Ovviamente quello è l’impegno massimo che l’Italia ha garantito, ma ci chiederanno di versare quella cifra?
Per ora no!
Il versamento complessivo per ora fatto è di 80 miliardi, quindi la nostra quota 17,79% è stata di 14 miliardi e 200 milioni. Quei soldi sono andati a Paesi che nei scorsi anni hanno richiesto un aiuto, spesso per salvare le loro Banche, quindi oltre che alla Grecia, la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda e Cipro.
Quei soldi con ogni probabilità non ci verranno mai restituiti in ogni caso, se va bene, in tempi biblici, si parla come minimo di 30/40 anni.
Domanda:
Ci verrà chiesto di tirar fuori ancora altre quote?
Per il momento no, il MES se dovesse aver bisogno di fondi al momento si finanzia sul mercato, ossia emette obbligazioni che tuttavia ovviamente vengono garantite dagli Stati dell’eurozona.
Quindi quando i fautori del MES dicono che la cifra di 125 miliardi è “solo” quella sottoscritta ma non quella versata dicono una cosa, formalmente vera, ma che non sta né in cielo né in terra.
Perché è come se le assicurazioni dicessero che hanno solo garantito che rimborseranno colui che subirà un danno, certo, ma se accade un sinistro, beh loro devono rimborsare il danneggiato.
Quindi il MES, se ne ha la necessità, può chiederci in qualsiasi momento il versamento di un’altra parte o al limite di tutta la cifra che abbiamo sottoscritto.
Un’ultima cosa voglio finire questo video con una battuta, purtroppo però chi l’ha pronunciata era serio.

Un fautore del MES ha detto che il MES è come una società a responsabilità limitata, ossia la nostra responsabilità NON è illimitata, ma è limitata a 125 miliardi, dovremmo quindi apprezzare il fatto che non potranno mai chiederci una cifra superiore a quella!!!
A volte viene da chiedersi se certa gente ha davvero perso completamente il lume della ragione.
Ah volete sapere chi ha detto una cosa del genere? Ma Gianpaolo Galli, l’attuale vice di Cottarelli, con un passato in Confindustria, Banca d’Italia e chi più ne ha più ne metta.
Naturalmente farò altri video sull’argomento, probabilmente il prossimo cercherà di rispondere a questa domanda: cosa ci accadrà se il nostro Parlamento non ratificherà il MES?
Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online

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