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mercoledì 6 novembre 2019

Mercati azionari: mai visto cose del genere!


Ognuno di noi è il risultato di una serie di esperienze, di studi, ma più ancora di incontri, il caso e la fortuna, infatti, mettono sul nostro cammino quelle persone che… utilizzando il nome di un personaggio dell’Odissea noi chiamiamo mentori.
Il mentore è una persona che ti fa da guida, è più di un consigliere, è un maestro.
Insomma è un qualcuno che ti ha fatto capire qualcosa che non avevi compreso appieno e che non avresti appreso nemmeno dallo studio.
Per quanto riguarda la Borsa, i mercati finanziari, il mio mentore è stato una persona straordinaria, è stato uno che ha messo su un Borsino in una città di provincia, quando in una città di oltre 100.000 abitanti non erano più di 20 o 30 ad investire in Borsa.
Una Borsa che dal punto di vista della tecnologia era distante anni luce da quella odierna, la differenza tra i Borsini degli anni ’60 e ’70 e le piattaforme sulle quali oggi si comprano in tempo reali migliaia di strumenti finanziari è semplicemente abissale eppure …
Eppure, mi diceva il mio mentore negli anni ’90, i mercati oggi come ieri  seguono le stesse logiche. 
Mi raccontava che la sua tesi di laurea riguardava la correlazione fra le varie fasi borsistiche, i vari trend (forse allora si chiamavano ancora tendenze) rialzisti o ribassisti ed il livello dei tassi d’interesse.
In un mercato maturo, infatti, un buon andamento economico generale spinge gli imprenditori ad investire ed i mercati finanziari si adeguano, salgono.

E l’entusiasmo, genera entusiasmo e l’euforia genera euforia.
E le aspettative di guadagno fanno sì che si sottovalutino i rischi, perché non dobbiamo mai dimenticare che il guadagno deriva sempre dall’assunzione di un rischio.
Le assunzioni di rischi sempre maggiori fanno naturalmente aumentare i tassi che arrivano a superare i livelli di tolleranza, finché il mercato, ad un certo punto … si accorge di aver esagerato, ed in quel momento, inevitabilmente in tutta fretta ti fanno tornare con i piedi per terra.
Fra i tanti detti che tutti gli operatori finanziari ben conoscono uno di quelli che preferisco è che i mercati salgono per le scale e scendono con l’ascensore.
Comunque tornando al mio mentore, avete capito che uno dei suoi insegnamenti che mi scongiurava di non dimenticare mai era quello di guardare sempre con attenzione l’andamento dei tassi. 
Ed io, dopo qualche scottatura alla quale ogni giovane inevitabile va incontro, ho potuto appurare che i suoi erano consigli preziosi. 
In pratica la tecnologia può anche fare passi da gigante, ma gli uomini restano uomini e si comportano sempre … da esseri umani, quindi, più o meno, nello stesso modo.
Poi … poi è arrivata la crisi del 2007/2008 ed io non avevo mai visto una cosa del genere, tuttavia proprio per gli insegnamenti del mio mentore ho cercato, per quanto ho potuto, di mantenere i nervi saldi, e devo dire che sostanzialmente ci sono riuscito.

Mi riferisco ora al mercato finanziario per eccellenza, l’unico che può servire da riferimento per tutti gli altri, ossia quello americano, quindi mi riferisco a Wall Street.
Quando nel marzo del 2009 ho visto risalire il mercato … all’inizio non ci ho creduto, poi pian piano sì, anche se da quel momento avevo cominciato a vedere qualcosa che prima non avevo mai visto.
Dal dopoguerra era capitato più volte che la Banca Centrale americana aveva dovuto abbassare i tassi per contrastare crisi economiche, ma solo una volta si era reso necessario abbassare i tassi fino all’1% e per un periodo brevissimo, l’economia infatti era ripartita immediatamente e con essa erano risaliti i tassi.
Nel 2008 invece sono stati invece azzerati.

Ma non solo, sono state istituite anche operazioni quasi sconosciute fino ad allora i quantitative easing.
Ma la cosa che ha cambiato letteralmente il mondo della finanza è che i tassi sono rimasti a zero per ben otto anni, mentre l’economia statunitense fin dal marzo 2009 aveva cominciato a risalire i tassi rimanevano a zero.
Solo nel 2016 hanno ripreso a salire e … piano piano, lentamente.
Ma nel frattempo invece, la Borsa a Wall Street fin dal primo trimestre del 2013 aveva già superato i massimi che aveva toccato prima dello scoppio della crisi, ed erano massimi che si ritenevano quasi inviolabili.
I tassi, però, sono rimasti a zero la Banca Centrale Americana la Federal Reserve continuava a lasciare i tassi a zero.

E la Borsa continuava a salire.
Poi finalmente nel 2016 ecco che iniziano i primi timidi rialzi, rialzi talmente timidi che non spaventavano i mercati azionari e la Borsa così continuava a salire.
Ed arriviamo all’ultimo trimestre dell’anno scorso, la Borsa scende, ma il programma di aumento dei tassi no, a dicembre viene fatto l’ultimo piccolo aumento, di 25 centesimi di punto i Fed Funds erano così arrivati al 2,5%.
Certamente qualcuno ha capito, o sapeva, che il programma di aumento dei tassi anziché proseguire come stabilito anche quest’anno si sarebbe fermato, ma non solo da luglio i tassi hanno iniziato un percorso di riduzione perché dopo l’ultimo aumento dei tassi nello scorso dicembre la Borsa ha ripreso a salire vertiginosamente.
Ed allora la logica, miei cari ascoltatori, è saltata.
Oggi dopo la storia dei dazi, dopo i continui allarmi di forte contrazione dell’economia a livello mondiale e dopo addirittura i timori di una recessione planetaria abbiamo la Borsa americana che supera anzi polverizza ogni massimo storico precedente.
A questo punto davvero occorre chiedersi, ma quali immani disastri sui mercati finanziari potranno accadere se davvero arrivasse una recessione economica?   
Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online

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