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lunedì 4 novembre 2019

La situazione politica in Italia? Un casino!


Per semplificare possiamo senza dubbio affermare che l’attuale situazione politica in Italia è: un casino. 
Mentre in un Paese normale c’è un Governo e contro ha un’opposizione, in Italia siamo arrivati al: tutti contro tutti.
Questo perché i partiti che formano l’esecutivo, per una ragione o per l’altra … sono in crisi, e quindi nessuno di loro vuole intestarsi questa manovra finanziaria.
D’altronde sapevamo tutti che questo Governo nasceva da un’unione innaturale, ma, come se ciò non bastasse, si è andata ad innescare anche una scissione nel PD.

La nascita di Italia Viva ha chiaramente complicato ancor di più le cose perché è un partito piccolo, neonato, ha quindi bisogno di visibilità che può ottenere solo smarcandosi, come se fosse un partito di opposizione.
Il dramma però dei due partiti più grandi che formano l’esecutivo, ossia il M5S ed il Partito Democratico, è che non possono mandare a quel Paese Renzi e il suo partitino, perché Renzi, per i motivi che tutti noi conosciamo, ossia perché alle ultime elezioni politiche, quelle del 4 marzo dello scorso anno, era ancora Segretario del PD, ed ha quindi fatto eleggere in parlamento una pattuglia di suoi fedelissimi che oggi sono assolutamente indispensabili per la maggioranza.
Oltretutto nelle varie elezioni regionali che si sono succedute negli ultimi due anni ha trionfato sempre il Centrodestra, e se la cosa dovesse ripetersi anche in futuro, se dovesse continuare di questo passo, si arriverebbe ad una situazione più che insostenibile, praticamente assurda se non grottesca, ossia che al Governo ci fossero certe formazioni politiche mentre tutte le regioni sarebbe Governate dall’opposizione.
E va da sé quindi che per questo motivo ogni appuntamento elettorale regionale perde la sua etichetta di consultazione locale per assumere sempre più un’importanza nazionale.
E’ un bel casino vero?
Sì ma non finisce qui, e no! Il Governo vuole anche lui partecipare a questa bolgia andando ad incasinare sempre di più la situazioni con provvedimenti che assomigliano maggiormente a degli autogol.
Dopo aver tanto sbandierato l’eticità della tassa sulla plastica, al punto d’aver quasi convinto la maggioranza degli italiani che fosse un’imposta etica e quindi “accettabile” nonostante si tratti di un nuovo balzello. 
Ebbene dopo che tutti i media mainstream ci hanno inondato di servizi nei quali ci facevano vedere immagini francamente intollerabili con il mare sommerso dalla plastica, al punto da far nascere sensi di colpa in tutti noi, abbietti inquinatori!
Dopo tutto questo.

Si sono accorti che l’Italia è fra i maggiori produttori di plastica, e questo era noto, ma ora si scopre anche che la gran parte delle aziende del settore … è proprio in Emilia Romagna.

Sono tantissime le persone occupate in questo settore e naturalmente l’introduzione di questa tassa potrebbe avere un contraccolpo non da poco non solo sui margini, ossia sugli utili aziendali, ma addirittura sull’occupazione.
Insomma il povero Bonaccini, l’attuale Governatore dell’Emilia Romagna del Partito Democratico, deve difendersi non solo dalla Borgonzoni, la candidata del Centrodestra, ma anche dal fuoco amico.
Al punto che ha telefonato al Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, il principale responsabile della manovra, e quindi dell’introduzione della tassa sulla plastica, praticamente dicendogli … 
ahoo ma che diamine fai?
Io sono già in netta difficoltà e tu mi remi contro? Sai quanti voti perdiamo con quella tassa? Tutti quelli che lavorano nell’industria della plastica, sai quanti sono? E tutti i loro familiari, sai quanti sono?
Ma i problemi per il Governo non si fermano qui.
C’è infatti chi sostiene che fra poco scoppierà il caso Giuseppe Conte, Russiagate e 007.

Il Copasir lo incalza e gli sviluppi potrebbero essere clamorosi, ma ancor più in imbarazzo si dovrebbe sentire il Premier per l’affare Retelit, una compagnia italiana di telecomunicazioni.
Conte, infatti, poco tempo prima di diventare Presidente del Consiglio, nel maggio dello scorso anno, aveva data un proprio parere legale ad una Società controllata da un fondo di investimento l’Athena Global Opportunities, un fondo che secondo un reportage di “Repubblica” avrebbe ricevuto “200 milioni di euro dal Segretariato Vaticano per un discusso investimento immobiliare di lusso a Londra”.
A proposito del Vaticano e della sbandierata sobrietà di Papa Francesco, l’elogio della morigeratezza e l’invito alle nostre autorità di prodigarsi per l’accoglienza dei migranti, …
200 milioni di euro per un investimento immobiliare di lusso a Londra!!!
Lasciamo perdere.
Comunque su quell’operazione sta indagando anche la procura vaticana.
Naturalmente il reportage di Repubblica aveva come obiettivo Conte, quando Conte era il Premier di un Governo giallo-verde, quindi quando Conte era un “avversario politico”.
Un’ultima annotazione, sempre per far capire come la confusione regni sovrana in capo al nostro attuale Governo.
Pare che il Candidato del PD alle elezioni regionali in Calabria, dove presto si voterà, Mario Oliverio, pare non piaccia ai Cinque Stelle.

Pare addirittura lo considerino invotabile.
Il Pd allora sembra intenzionato a dargli il benservito sostituendolo con un candidato cosiddetto “condiviso”. Oliverio non l’ha presa bene ed ha fatto chiaramente intendere che potrebbe tranquillamente comunque presentarsi alla competizione elettorale senza il simbolo del partito.
Insomma pare proprio che anche la Calabria possa dopo le prossime elezioni diventare una regione amministrata dal Centrodestra.
Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online

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