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lunedì 4 novembre 2019

Investimenti Multi-asset, riflettori puntati su volatilità


Matteo Germano, Head of Multi-Asset, CIO Italy Amundi, spiega che per affrontare un mondo più incerto è indispensabile avere un approccio flessibile: la crescente influenza della politica nelle questioni economiche e i forti rischi geo(politici) fanno sì che quest’anno sia particolarmente necessario adottare un approccio agile all'asset allocation per beneficiare delle opportunità che le fasi di volatilità possono offrire agli investitori.

Dopo un avvio d’anno in cui abbiamo mantenuto un atteggiamento cauto, a gennaio siamo diventati più positivi riguardo agli attivi rischiosi. A maggio abbiamo poi ridotto il rischio visto l’aumento dell’incertezza sul fronte commerciale. Ora stiamo entrando in una fase di rallentamento dell'economia mentre le banche centrali portano avanti delle politiche molto favorevoli: visto il contesto è consigliabile cercare in modo tattico delle opportunità in alcune attività rischiose mantenendo al contempo una forte focalizzazione sulle coperture per tutelarsi da un eventuale peggioramento delle prospettive.
Ora che manca poco al 2020, le parole chiave per gli investitori multi-asset sono volatilità, agilità e liquidità: le banche centrali accomodanti, il rallentamento dell'economia e le aree calde sul fronte geopolitico continueranno a influenzare il mercato offrendo delle opportunità.

Tuttavia, man mano che il ciclo matura e la volatilità potenzialmente farà la sua ricomparsa, sarà importante mantenere un approccio effettivamente diversificato attivando alcune coperture. L’agilità sarà fondamentale per individuare i punti di ingresso sul mercato e aumentare in parte l’esposizione al rischio in un contesto che richiederà una certa prudenza.
Infine, la gestione del rischio di liquidità rivestirà una grandissima importanza perché possibili variazioni del sentiment del mercato potrebbero causare una carenza di liquidità in alcune aree.
I fattori ESG saranno ancora più importanti in futuro: i rischi ESG contano sempre di più per gli investitori perché possono avere un impatto concreto sulle attività finanziarie - spiega Matteo Germano -.

Per tale motivo valutare gli effetti dei rischi ESG sulle attività finanziarie diventerà importante tanto quanto capire l'evoluzione dell'economia mondiale e la geopolitica o i bilanci delle società.

2019: l’agilità si è rivelata un’ottima scelta in un anno denso di avvenimenti

Quest’anno ci ha ricordato bruscamente come il mutare della dinamica in un sistema finanziario globalmente connesso possa indurre gli investitori a rivalutare le loro strategie di investimento - spiega Matteo Germano -.

Nel 2019 i mercati hanno dovuto metabolizzare gli effetti della guerra commerciale, il rallentamento dell'economia mondiale (Germania, Cina e, più di recente, un rallentamento più generalizzato su scala mondiale) e le aspettative degli investitori riguardo alle azioni politiche. L’accresciuta influenza della politica nelle questioni economiche (Trump che impone i dazi e che sfida l’indipendenza della Fed) e gli elevati rischi geo(politici) (breve crisi politica in Italia, l’attualità sulle pre- elezioni in Argentina, la Brexit e, più di recente, l’attacco all’Arabia Saudita o l’intervento turco) hanno ulteriormente evidenziato l’importanza di muoversi con destrezza a livello di asset allocation per sfruttare le opportunità che possono essere generate dall’aumento della volatilità.

Al contempo, è essenziale ricordarsi di proteggere gli investitori dai rischi concreti di ribasso. In un contesto dove era difficile prevedere quale sarebbe stata l'evoluzione di questi eventi, abbiamo iniziato l’anno con un’allocazione difensiva allo scopo di limitare il rischio di ribasso e di proteggere i portafogli degli investitori.
Alla fine di gennaio abbiamo iniziato a diventare più fiduciosi sul credito europeo e sugli attivi dei Paesi emergenti visto il supporto delle banche centrali e le politiche monetarie accomodanti. A maggio abbiamo però adottato nuovamente una posizione più conservatrice e più prudente sugli attivi rischiosi (in particolare sulle azioni dei Paesi sviluppati) data la crescente incertezza sulla guerra commerciale, privilegiando il credito investment-grade e il debito dei Paesi emergenti alle azioni più volatili.

Aumentare la duration USA è stato un altro modo per fare fronte all’incertezza creata dalle questioni geopolitiche e per aumentare protezione.
Nel reddito fisso Matteo Germano ha mutato proattivamente la propria opinione negli ultimi 12 mesi. Visto che i rendimenti delle obbligazioni europee si sono spostati in territorio negativo, abbiamo espresso una netta preferenza per i Treasury USA con rendimenti più elevati, sia su una base diretta, sia su una base relative value rispetto ai bund tedeschi.

Questo ci pare un ottimo sistema per diversificare la nostra esposizione al rischio che dovrebbe beneficiare del rallentamento della crescita mondiale, della bassa inflazione e della recente escalation della guerra commerciale. Una delle conseguenze dei rendimenti negativi in Europa è l’intensificarsi della “caccia al rendimento”; ancora una volta abbiamo privilegiato le obbligazioni ad alto rendimento dei Paesi periferici, l'esposizione alle obbligazioni europee investment grade e, più di recente, alle obbligazioni high yield in euro.

I fattori tecnici, come gli afflussi costanti e la ripresa del programma di QE della BCE dovrebbero supportare i mercati europei del credito. Infine, il contesto finanziario sembra essere favorevole al debito dei mercati emergenti (il carry attraente, i bassi tassi USA, le banche centrali accomodanti, l’inflazione sotto tono sono tutti elementi positivi, ma i timori riguardo al commercio mondiale e alla crescita rappresentano dei fattori critici, soprattutto per il debito in valuta locale.

Inoltre, l'allocazione azionaria è stata rivista costantemente per tutto l'anno.

A maggio siamo diventati molto prudenti riguardo alle azioni dei Paesi sviluppati, mentre a settembre abbiamo rivisto leggermente al rialzo la nostra opinione sulle azioni USA. Per quanto riguarda le azioni dei Paesi emergenti, abbiamo assunto una posizione più prudente durante l’anno, privilegiando le opportunità relative value (Cina e Corea rispetto al mercato generale) a scapito di un’opinione direzionale sulle azioni dei Paesi emergenti.

Un approccio multi-asset dinamico nel 2019

In questo contesto si dovrebbe adottare un approccio flessibile agli investimenti - spiega Matteo Germano -.

Essere attivi significa anche sfruttare le opportunità che potrebbero derivare dalle notizie contrastanti, ed è essenziale che gli investitori rimangano vigili per beneficiare dell’eventuale volatilità. I titoli di Stato italiani quest’anno ne sono stati una chiara dimostrazione.
Noi avevamo una posizione di grande prudenza su questi titoli visto l’atteggiamento di scontro continuo del precedente governo nei confronti dell’UE in un contesto di debole outlook economico. Abbiamo quindi adottato un approccio più costruttivo non appena lo spread tra i BTP e i Bund ha raggiunto livelli interessanti e secondo noi troppo elevati.

Quando è scoppiata la crisi politica ed è stato chiaro che l’ipotesi di un nuovo governo, più pro-europeo, stava diventando realtà, abbiamo ritenuto che il segmento delle obbligazioni a dieci anni avesse già scontato in gran parte la riduzione di prezzo e che quindi conveniva concentrarsi sul segmento a trent’anni.
Infine, in un mondo dove il rischio geopolitico è molto alto, deve esserci una forte focalizzazione sulla copertura e sulla protezione. Non deve esserci una copertura nei confronti di tutti i rischi: la copertura è costosa e ci sono dei rischi (come quello della Corea del Nord) che non hanno praticamente alcun impatto sui mercati finanziari.

Tuttavia, è importare capire contro quali rischi vale la pena di tutelarsi perché potrebbero avere un impatto sui portafogli, ed è anche importante utilizzare gli strumenti adatti per cautelarsi da rischi specifici. Secondo noi, un’esposizione all’oro, un’opinione positiva sulla duration USA e una breve esposizione a USD/JPY (lo yen tende ad apprezzarsi quando ci sono massicce vendite sui mercati) rappresentano dei baluardi contro un aumento delle tensioni sui negoziati commerciali.

Guardando avanti: come affrontare un mondo più complesso

Dopo molti anni di mercato rialzista, gli investitori devono affrontare una prospettiva di rendimenti compressi in un mondo più complesso.
  • Le banche centrali dovrebbero continuare a portare avanti le loro politiche espansive allo scopo di evitare la recessione e di centrare gli obiettivi sull’inflazione.

    Il loro impatto sull'economia reale sta però progressivamente svanendo ed è necessaria una politica fiscale più proattiva.
  • Il rallentamento dell'economia è destinato a continuare. Le nostre previsioni economiche sono state riviste al ribasso per quest’anno e per il prossimo e ci attendono alcune sfide.
    L'anno prossimo si terranno le elezioni negli USA ed è probabile che le pressioni sul commercio mondiale rimangano elevate. La crescita del commercio mondiale è stata negli ultimi anni un elemento propulsore della crescita mondiale (crescita annua media del 3,8%), ma secondo l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) quest’anno il suo c Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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