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mercoledì 6 novembre 2019

Intesa, il dividendo non basta: broker molto cauti dopo i conti


Il miglior utile netto degli ultimi 11 anni registrato da Intesa Sanpaolo nei primi nove mesi del 2019 e la conferma di un pay out ratio dell’80% da parte della banca -"in linea", come spiegato dall'ad, Carlo Messina, "con l’impegno di premiare ancora una volta gli azionisti con un significativo dividendo cash" - non sono stati sufficienti per il momento a convincere gli analisti di mercato dell'opportunità di migliorare le loro raccomandazioni sul titolo.

Intesa Sanpaolo: le raccomandazioni degli analisti dopo i conti 

Diversi broker, pur commentando a caldo favorevolmente i conti pubblicati ieri, hanno infatti mantenuto in larga parte nelle ultime ore indicazioni caute e in molti casi negative sulle sue prospettive borsistiche del gruppo bancario. 

Intesa, Rbc: utile sopra le attese, ma venti contrari sul 2020

Gli esperti di RBC, che proprio alla vigilia dei risultati trimestrali avevano due giorni fa declassato la banca da Sector Perform ad Underperform e tagliato il prezzo obiettivo da 2,3 a 2,2 euro, ribadiscono il consiglio di vendere le azioni nonostante giudichino in ordine i conti del trimestre: l'utile netto ha significativamente superato le aspettative, ammette da una parte il broker, evidenziando tuttavia dall'altra che restano venti contrari alle stime medie degli analisti sui risultati del 2020.

Intesa: l'utile netto del terzo trimestre e dei primi nove mesi

Nel solo terzo trimestre, ricordiamo, Intesa ha riportato un utile netto di 1,04 miliardi (+25,3% rispetto all'analogo periodo del 2018, ma -14% nel confronto con il secondo trimestre 2019), battendo così la stima di 949 milioni anticipata dal consensus Reuters.

Nei primi nove mesi dell'anno, l'utile si è attestato così a 3,3 miliardi, in aumento del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2018, risultato che ha permesso al gruppo di ribadire ancora una volta l'obiettivo di superare quest'anno 2019 i 4 miliardi del 2018. (Premere il tasto in basso a destra per continuare)

Intesa: anche Goldman Sachs mantiene raccomandazione Sell

Altrettanto pessimismo continuano a manifestare su Intesa gli esperti di Goldman Sachs, che hanno mantenuto sull'azione una raccomandazione Sell con prezzo obiettivo a 2,15 euro pur definendo solidi i risultati del trimestre.

Intesa: bene i dati sul CET 1 Ratio

L'analista Jean-Francois Neuez, che aveva anticipato ricavi pari a 4,473 miliardi di ricavi, net interest income di 1,713 miliardi e 1 miliardo di utile, sottolinea che anche la posizione di capitale del gruppo si è rafforzata: tenendo conto di 2,65 miliardi di dividendi maturati nei nove mesi, al 30 settembre 2019 il CET 1 Ratio del gruppo è salito al 14,2% (al 14% applicando i criteri transitori in vigore per il 2019 e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale).

Intesa, JPMorgan: bene la sorpresa nel trading

Gli analisti di JPMorgan riassegnano dal canto loro una raccomandazione Neutral con prezzo obiettivo a 2,10 euro, osservando che Intesa ha sorpreso tra l'altro positivamente nel trading (le attività di trading e tesoreria salgono anno su anno a 986 milioni da 541 milioni nei primi nove mesi e a 344 da 97 milioni nel trimestre), mentre le voci su costi e interessi netti (net interest income) sono state viceversa in linea con le loro attese.
Indicazioni di tenore decisamente meno favorevole infine esprimono i colleghi di Jefferies, i quali confermano il rating Underperform con un target price a 1,70 euro.

Intesa, Jefferies: net interest income sotto pressione

“I risultati superiori alle attese guidati dal trading offrono un supporto alle attese del consenso sull'utile di fine esercizio e sul dividendo [...] e anche le entrate da commissioni hanno ben performato, ma il net interest income è di nuovo sotto pressione, il che potrebbe sollevare questioni sull'outlook di medio termine", scrivono gli analisti.
Intesa ha riportato per il terzo trimestre proventi operativi netti saliti del 5,7% anno su anno a 4,5 miliardi (consenso Bloomberg a 4,33 miliardi di euro), con interessi netti a 1,741 miliardi (-5,6% dal terzo trimestre 2018 e -1,1% rispetto ai 1.761 milioni di giugno 2019) e commissioni nette a 1,99 miliardi (+1,6%).

Nei primi nove mesi del 2019, i proventi operativi netti hanno così raggiunto i 13,6 miliardi (-0,8% rispetto a un anno fa), con interessi netti pari a 5,3 miliardi (-5%) e commissioni nette pari a 5,87 miliardi (-2,3%).

Intesa: gli altri risultati del trimestre

Nel periodo luglio agosto inoltre i  costi operativi si sono attestati a 2,288 miliardi (+1% da giugno e -1% dal terzo trimestre 2018).
le rettifiche di valore nette su crediti sono state pari a 473 milioni di euro (erano 554 milioni del secondo trimestre 2019 e 519 milioni un anno fa).
Migliorata infine la qualità del credito: con la riduzione dei crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, di circa 5 miliardi di euro nei primi nove mesi 2019, di circa 33 miliardi dal settembre 2015 (19 miliardi tolte le cessioni a Intrum e a Prelios) e di circa 20 miliardi dal dicembre 2017 (7 miliardi senza le due operazioni citate), nei primi 21 mesi del Piano di Impresa 2018-2021, Intesa ha già realizzato - spiega la stessa banca - l’ 80% dell’obiettivo di riduzione previsto per l’intero quadriennio.

Fonte: News Trend Online

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