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mercoledì 20 novembre 2019

Il MES, per chi vuol capire


Negli ultimi giorni è diventato sui social l’argomento principe, mi riferisco alla riforma del MES, (Meccanismo europeo di Stabilità), sui media nazionali, invece, l’argomento rimane sostanzialmente un tabù, ma ormai i media nazionali hanno gettato la maschera, non si nascondono più, è evidente a tutti che viviamo in una dittatura mediatica.
Tuttavia della dittatura mediatica nella quale viviamo parlerò in un prossimo video. 
Oggi vi parlo anch’io del MES.
Devo però fare una premessa importantissima, dovete ascoltare quel che vi dico attentamente, dovete comprendere a fondo quel che vi dico, perché sarà qualcosa di diverso rispetto a quanto vi hanno detto tutti gli altri, anche se non è in contraddizione con quanto avete ascoltato finora, la mia analisi però vuole essere più approfondita, io voglio andare oltre il problema contingente.
Comunque sia se ci sarà qualcuno che traviserà quel che dico, cosa posso farci? Allargo fin d’ora le braccia.
Innanzitutto specifichiamo per coloro che non conoscessero questo acronimo cosa è il MES (Meccanismo economico di Stabilità) semplicemente è un fondo finanziato da tutti i 19 Stati dell’Eurozona, ognuno ovviamente per la propria quota, e che serve, come dice il nome, per sostenere finanziariamente gli Stati che si dovessero venire a trovare in difficoltà, in pratica una sorta di Fondo monetario europeo.
Ovviamente in cambio di questo aiuto economico agli Stati in difficoltà verrebbe richiesto di applicare le ben note, e famigerate, riforme strutturali.
Ma andiamo con ordine, questo MES non è una cosa nuova, anzi tutt’altro, viene ratificato dal Consiglio europeo del 24/25 marzo 2011 (Governo Berlusconi) ed entra in vigore nel luglio 2012 (Governo Monti), nasce sulle ceneri del Fondo europeo di stabilità finanziaria, quando scoppia il caso Grecia e viene subito denominato più popolarmente “Fondo Salva Stati”.
In Italia il MES fu approvato dalla Camera nel luglio del 2012 con una votazione quasi plebiscitaria, a favore l’80% dei votanti anche se occorre sottolineare che in aula mancavano oltre 200 deputati, contraria solo la Lega e si è astenuta l’Italia dei Valori, analoga la votazione al Senato con molti parlamentari assenti e l’84% di sì da parte dei votanti. 
In una riunione dell’Eurogruppo (ossia l’Organismo che riunisce i 19 Ministri delle Finanze dei Paesi aderenti all’euro) tenutasi il 14 giugno scorso (Governo Conte 1, Ministro dell’Economia Tria), è stato raggiunto un accordo per una riforma/revisione del MES, naturalmente possiamo parlare per il momento di una “bozza” che potrebbe avere un iter abbastanza lungo.
Un iter che si concluderà solo con una ratifica parlamentare.
Ok allora innanzitutto va evidenziata questa anomalia, perché scoppia il caso soltanto adesso se si riferiva ad un fatto accaduto a giugno, quando c’era ancora il Governo giallo-verde? Tra l’altro l’allarme è stato lanciato via web.
E perché ha ora avuto così larga eco?
La risposta è perché qualcuno è andato a verificare cosa c’era in questa bozza, e quel che c’è in questa bozza effettivamente non è per nulla tranquillizzante.
Da un lato per attribuire al MES una dotazione in grado di tranquillizzare i mercati, ossia in grado di poter davvero intervenire anche in caso di una crisi economica piuttosto seria, i vari Paesi, ovviamente ciascuno in rapporto al loro “peso” all’interno della zona euro, si devono impegnare con cifre davvero ingenti, anzi direi astronomiche.
Tanto per capirci l’Italia che pesa per il 17,78% all’interno dell’eurozona si dovrebbe impegnare per un importo di oltre 125 miliardi di euro, più di noi ovviamente la Francia con 143 miliardi e la Germania con 190 miliardi. 
A seguire la Spagna con 84 miliardi, i Paesi Bassi 40 miliardi il Belgio 25 miliardi e così via fino alla piccola Malta con 500 milioni.
Ma focalizziamoci sul nostro Paese: 125 miliardi??? 
E dove li andiamo a prendere, se per raccattare qualche misero miliardino nella nostra Manovra il Ministro Gualtieri sta diventando matto.

Dove andiamo a prendere 125 miliardi?
Tranquilli non dobbiamo andarli a prendere, quella è la cifra che ci siamo impegnati a garantire in caso di necessità, gli Stati sono tenuti a versare in totale 80 miliardi, quindi la nostra quota è di 14,2 miliardi ed è stata già versata, come? Aumentando il nostro debito pubblico.

La differenza ossia 125 – 14 = 111 miliardi la prestiamo sotto forma di garanzia.
Ossia se il MES dovrà intervenire per salvare dalla bancarotta qualche Stato dell’eurozona, verranno emessi appositamente dei titoli i quali saranno garantiti in quota parte dagli altri Stati. 
Quindi il MES in sostanza che cos’è? E’ una specie di cassa mutua?
Beh non proprio, nel senso che questo fondo non viene elargito ai Paesi colpiti da una qualche calamità, ma viene prestato a Paesi che, come sul dirsi, non solo non hanno i conti a posto, ma rischiano praticamente un default.
Dato che un eventuale default di un Paese dell’eurozona innescherebbe una sorta di effetto domino finirebbe per contagiare anche altri Paesi e alla fine farebbe deflagrare l’intera eurozona, allora si vuole agire con tempestività per scongiurare questo pericolo.
Quindi i Paesi che dovessero chiedere l’aiuto tramite il MES non solo dovranno restituire quanto avuto, anche con interessi, ma dovranno assolutamente sottostare a condizioni che, secondo alcuni, si potrebbero definire capestro.
Ed in effetti è un po’ così, perché sono stati previsti due tipologie di interventi da parte del MES, una definiamola soft e l’altra hard.
Ma in pratica quella soft, ha davvero poco senso, si applicherebbe infatti a Stati che dopotutto hanno i conti in ordine, ed allora che necessità avrebbero questi Stati a richiedere l’intervento del MES?
Se uno Stato richiede l’intervento del MES è ovvio che lo fa solo quando si trova in una brutta situazione ed allora automaticamente rientrerebbe negli interventi che ho definito hard.
Ossia dovrebbe sottoporsi a tali e tante imposizioni da perdere praticamente ogni tipo di sovranità.

Gli si imporrebbe di prendere quei provvedimenti, tagli draconiani della spesa pubblica associati a drastici aumento della fiscalità,  che normalmente vengono definiti di “macelleria sociale”.
L’Unione europea è quindi inumana? 
Beh, ragioniamo.
Facciamo un esempio, naturalmente solo ipotetico.
Se domani la Spagna richiedesse l’intervento del MES per un importo rilevante, diciamo 200 miliardi, beh, noi con il nostro 17,78% ci esporremmo nei confronti del Paese iberico per oltre 35 miliardi, una cifra davvero importante, più di tutta la manovra che sta per varare il Governo, molto di più dell’aumento IVA che pesa per 23 miliardi.
Insomma prima di prestare questi soldi alla Spagna, cioè comunque un altro Stato, voi non pretendereste  delle garanzie, diciamo stringenti? Insomma non pensereste che state facendo dei sacrifici voi per dare i vostri soldi dopotutto a degli stranieri? E se questi, se gli spagnoli, con i vostri soldi, anziché mettere a posto i loro conti li utilizzassero per altri scopi, non vi girerebbero un po’ … le scatole?  
Quindi?
Quindi arriviamo al punto della situazione.
Dove sta tutto il problema?
Il problema sta tutto nell’euro e nell’Unione europea.

Perché in effetti quando Draghi dice che l’euro è irreversibile da un lato dice una bugia, perché nulla è irreversibile, ma contemporaneamente dice anche una verità.
Mi spiego con un altro esempio.
Supponiamo che in Italia si scontrino sempre due forze politiche una favorevole all’euro che chiameremo Centrosinistra ed una contraria che chiameremo Centrodestra.
Ebbene ci sono le elezioni e le vince il Centrodestra che, coerentemente con il suo programma politico chiede di uscire dall’euro e magari anche dall’Unione europea, dopo due anni ce la fa.

E’ fuori. Bene.
Ma poco dopo, c’è una crisi di Governo, e si va ad elezioni anticipate.
Le vince il Centrosinistra, cosa fa?
Chiede di rientrare nell’euro e nell’Unione europea?
E l’Unione europea cosa fa? La riaccetta?
E se le elezioni successive le dovesse vincere il Centrodestra cosa accade?
Insomma avete capito perfettamente.
Allora tutto il discorso che stiamo facendo sul MES tutte quelle cose che ho detto finora non hanno nessun senso, non c’è un MES buono o un MES cattivo.
Per me è importantissima questa discussione sul MES perché potrebbe servire per far capire alle persone che non è il MES che non va,
semplicemente il MES è L’UNIONE EUROPEA.
Quindi ciò che non va non è il MES, ciò che non va è l’Unione europea.
E qui quindi sbagliano tutte le forze politiche, non si può stare dentro l’Unione europea dicendo questa cosa mi va e allora l’accetto mentre quell’altra non mi va e quindi non l’accetto.
Se accetti di star dentro l’Unione europea &helli Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online

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