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martedì 5 novembre 2019

I limiti della politica monetaria


Mark Haefele, Global Chief Investment Officer GWM di UBS AG, spiega che il 1° novembre l’indice S&P 500 ha segnato un nuovo record, grazie al miglioramento del clima di fiducia e alle buone notizie relative alle dispute commerciali.
Il Presidente Donald Trump prevede di firmare prima del previsto una parte «sostanziale» dell’accordo di fase 1 con la Cina. Anche se un’intesa provvisoria eliminerebbe un’importante fonte di rischio per i mercati, il potenziale di rialzo azionario rispetto ai livelli attuali ci sembra relativamente limitato, in particolare per i listini dell’area dell’euro. La sostenibilità dell’accordo è discutibile: a nostro avviso, l’impegno della Cina di acquistare 40-50 miliardi di dollari di prodotti agricoli statunitensi annunciato dal Presidente Trump non è realistico e, secondo Bloomberg, Pechino dubita che possa essere raggiunto un accordo di ampio respiro.

La crescita è ancora in contrazione, in particolare nel settore manifatturiero: il relativo indice ISM dei responsabili degli acquisti (PMI) degli Stati Uniti si attesta a 48,3 punti e quello dell’eurozona è addirittura più basso a quota 45,9. Anche i profitti societari sono in calo, con una flessione media stimata degli utili per azione del 3T19 del 2% negli Stati Uniti e del 5% nell’area dell’euro.
Conclusione: Mark Haefele mantiene un modesto sottopeso sui mercati azionari con una preferenza per le azioni statunitensi rispetto a quelle dell’eurozona, che riflette la nostra opinione sulle prospettive relative dell’economia e degli utili.

Riconosciamo che una sorpresa positiva, come ad esempio una sospensione a tempo indeterminato degli aumenti previsti per i dazi statunitensi sulle importazioni dalla Cina o una robusta accelerazione dei dati sulla produzione manifatturiera globale, potrebbe innescare un rialzo dei mercati azionari.

La Fed sospende gli interventi

La Federal Reserve statunitense ha effettuato il terzo taglio consecutivo dei tassi d’interesse di 25 punti base (pb), portando il livello superiore dell’intervallo obiettivo all’1,75% - spiega Mark Haefele -.

I mercati azionari hanno reagito mettendo a segno un rialzo e il 30 ottobre l’indice S&P 500 guadagnava lo 0,3%. Il Presidente della Fed Jerome Powell ha lasciato intendere che ora la banca centrale si prenderà probabilmente una pausa osservando che l’attuale orientamento di politica monetaria «è probabilmente adeguato», purché l’evoluzione dell’economia rimanga in linea con le attese della Fed.
Gli ultimi dati congiunturali del 3T19 corroborano queste attese: infatti, la crescita del PIL si è attestata all’1,9%, grazie alla solida spesa al consumo, e il tasso d’inflazione annualizzato del 2,2% è vicino al livello obiettivo della Fed.

Affinché venga operato un altro intervento espansivo, riteniamo che debbano verificarsi alcuni dei seguenti fattori: un ulteriore rallentamento economico legato a nuovi aumenti dei dazi doganali, una decelerazione della crescita occupazionale o un deterioramento della spesa al consumo.
Conclusione: la Fed intende sospendere gli interventi; tuttavia, se la spesa al consumo rallentasse frenando la crescita, la banca centrale potrebbe vedersi costretta a tagliare nuovamente i tassi.

I mercati dei futures sui Fed fund scontano attualmente tagli per circa 40 pb entro la fine del 2020.Sul mercato azionario statunitense, i settori che ci sembrano più avvantaggiati sono quelli dei beni di consumo discrezionali e primari, data la buona tenuta della spesa al consumo.

Brexit: elezioni prima del divorzio

Nel Regno Unito i cittadini si recheranno alle urne il 12 dicembre per eleggere il nuovo governo.
Mark Haefele vede tre potenziali scenari.
Primo scenario: se il partito Conservatore riuscisse ad aggiudicarsi una maggioranza assoluta dei seggi, in linea con la maggior parte dei sondaggi, il nuovo governo probabilmente approverebbe la legge necessaria per sancire l’uscita dalla UE il 31 gennaio e raggiungerebbe un accordo di transizione valido almeno sino alla fine dell’anno prossimo.
Secondo scenario: se il partito Conservatore non riuscisse a vincere le elezioni, il governo di coalizione che verrebbe formato chiederebbe probabilmente una nuova proroga della Brexit e indirebbe un referendum sulle condizioni di un eventuale accordo con Bruxelles.
Terzo scenario: in assenza di una coalizione di governo, la prospettiva di una Brexit senza accordo – che potrebbe spingere il cambio GBPUSD verso quota 1.12 – si farebbe più concreta, ma a nostro avviso rappresenta l’esito meno probabile.
Conclusione: la sterlina britannica ha archiviato la migliore performance mensile contro il dollaro degli ultimi 21 mesi, ma, secondo Mark Haefele, è ancora sottovalutata.

Mark Haefele ha assunto un impegno a più lungo termine nei confronti della GBP, eliminando la copertura valutaria dell'esposizione strategica alle azioni del Regno Unito.

Questa settimana

I consumi statunitensi iniziano a risentire del rallentamento dell’economia? Il dato sul PIL americano del 3T19 indica che la spesa al consumo è ancora solida; tuttavia, a seguito dell’inattesa contrazione delle vendite al dettaglio statunitensi per la prima volta da sette mesi a questa parte, i mercati vorranno una conferma del fatto che la flessione rappresenta una correzione occasionale nel contesto di un quadro di crescita robusta.

L’indice ISM dei responsabili degli acquisti del settore dei servizi statunitense, in uscita questa settimana, dovrebbe permetterci di valutare se le prospettive della spesa al consumo si mantengono positive.
Cosa significa «non convenzionale» per l’Australia?
Questa settimana è in programma la riunione della Reserve Bank of Australia.
La banca centrale ha indicato di essere pronta ad «agire in modo non convenzionale» per sostenere l’economia nazionale, alla luce della perdurante debolezza del mercato del lavoro. Deteniamo un sottopeso sul dollaro australiano rispetto al dollaro statunitense, poiché anche la valuta dell’Australia risentirebbe negativamente di una nuova escalation delle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti.
Stati Uniti e Cina compiranno ulteriori progressi sul fronte del commercio?
A fronte delle agitazioni della settimana scorsa, il governo cileno ha annunciato la cancellazione del vertice APEC in programma per il 17-18 novembre, in occasione del quale i Presidenti Trump e Xi avrebbero dovuto sottoscrivere un accordo di fase 1 sui dazi.

Dopo l’annuncio iniziale di un accordo provvisorio, è mancata chiarezza sulle condizioni pattuite. Eventuali segnali di progressi concreti potrebbero rafforzare la fiducia dei mercati nel breve periodo.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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