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mercoledì 6 novembre 2019

Generali: l'appeal speculativo alimenterà nuovi rialzi?


L'analisi del Ftse Mib

Sale a quattro il numero di sedute consecutive in rialzo a Piazza Affari, dove il Ftse Mib anche ieri si è spinto in avanti, salendo dello 0,23% a 23.364 punti, dopo aver toccato nell'intraday un nuovo massimo dell'anno a 23.436 punti.
L'indice delle blue chips continua a mostrare una buona spinta rialzista, ma è arrivato in prossimità di un livello di resistenza importante, quale quello dei 23.500 punti.
Si tratta di livelli di prezzo che il mercato non vede da maggio dello scorso anno e che in prima battuta potrebbero anche frenare l'ascesa dei corsi, favorendo magari una pausa di consolidamento.
Nel breve, il mancato superamento di area 23.450/23.500 costringerà a guardare al primo supporto a 23.200/23.150 punti, sotto cui la discesa proseguirà verso i 23.000/22.950 punti, andando così a chiudere il gap-up lasciato aperto ieri.
Segnali di ulteriore incertezza si avranno con la violazione al ribasso di quest'ultima soglia, evento che aprirà le porte ad una discesa del Ftse Mib verso i 22.750 punti prima e in seguito in direzione di area 22.500.  
Una prosecuzione del movimento rialzista in atto sarà da condizionare alla rottura dei 23.450/23.500 punti.
Con il superamento di questo ostacolo il Ftse Mib proseguirà la sua marcia in salita verso i 23.800 punti prima e in seguito in direzione della soglia psicologica dei 24.000 punti.
Molto positivo sarà lo sfondamento di quest'ultimo ostacolo che favorirà un'estensione rialzista dell'indice verso i massimi del 2018 in area 24.500/24.550.  

Generali: l'appeal speculativo alimenterà nuovi rialzi?

Anche la seduta di ieri si è conclusa in positivo per Generali che ha terminato gli scambi su nuovi massimi dell'anno a 18,59 euro, con un rialzo dello 0,49%.
Il titolo è reduce da tre sessioni consecutive in salita e si è spinto sui top da oltre quattro anni, visto che per ritrovare i valori attuali bisogna risalire indietro nel tempo fino ad aprile del 2015.
Generali si sta muovendo sostanzialmente in linea con l'indice Ftse Mib da inizio anno, vantando al momento un progresso di circa il 30%.
In queste ultime settimane un certo sostegno al titolo giunge anche dall'appeal speculativo legato all'aumento della partecipazione di Leonardo Del Vecchio in Mediobanca, attualmente pari al 7,52%.
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Il quotidiano Repubblica ha letto questa mossa come la volontà del fondatore di Luxottica di assicurare maggiore peso ai soci italiani, in modo tale da garantire la possibilità a Generali di valutare operazioni straordinarie, finanziamente eventualmente con un aumento di capitale.
Un'operazione alla quale fino ad ora si è sempre fermamente opposta Mediobanca che al momento possiede il 13% del capitale della compagnia triestina.
Alcune indiscrezioni hanno parlato di una possibile fusione tra Generali e Axa, ma secondo gli analisti di Equita SIM questo deal presenterebbe delle criticità dal punto di vista della governance.
Questo ne riduce sensibilmente la visibilità, ma al contempo aumenta l'appeal speculativo di Generali.


Dal punto di vista tecnico il titolo proprio ieri si è fermato poco sopra la resistenza dei 18,5 euro che è stata bucata senza particolari difficoltà.

Con conferme al di sopra di tale soglia Generali potrà spingersi ancora in avanti e il prossimo target al rialzo sarà in area 19 euro, con eventuali estensioni fin verso i massimi di marzo 2015 a 19,2 euro.
Al di sopra di questo livello il titolo troverà ulteriori spazi di crescita verso i 19,5 e i 19,8 euro, prima di un approdo in area 20 euro.
Ritorni al di sotto di area 18,5 euro troveranno un primo supporto in area 18,25 euro e un sostegno successivo a 18,05/18 euro.
Nel caso in cui Generali dovesse bucare tale soglia sarà destinato a scendere ancora verso i 17,7/17,65 euro prima e in seguito in direzione dei 17,4/17,3 euro, in corrispondenza dei quali è atteso un ritorno degli acquisti.

Mediobanca respinto da una forte resistenza.

E' tempo di uno storno?

La seduta di ieri è stata archiviata in rosso da Mediobanca che ha ceduto lo 0,64% a 10,895 euro, dopo una giornata vissuta nel segno della debolezza.
Il titolo ha anche provato a risollevarsi a metà seduta, salvo poi cedere il passo alle vendite, con un movimento in controtendenza rispetto al Ftse Mib e agli altri protagonisti del settore bancario che invece hanno portato a casa tutti dei guadagni.
Mediobanca già nella sessione di lunedì aveva aggiornato nell'intraday i precedenti massimi dell'anno raggiunti a fine ottobre e ci ha provato anche ieri, arrivando a segnare un nuovo top a 10,98 euro.
L'avvicinamento della soglia psicologica degli 11 euro ha frenato l'ascesa del titolo che ha così ripiegato in area 10,9 euro.
Come già anticipato parlando di Generali, anche su Mediobanca c'è un certo appeal speculativo legato al recente incremento della quota di capitale da parte di Leonardo Del Vecchio.
Non si conoscono ancora le sue mire, visto che l'uomo più ricco d'Italia non ha ancora svelato le sue intenzioni, ma la stampa ipotizza che il suo obiettivo sia quello di creare un nucleo azionario italiano in Mediobanca, con l'obiettivo di farla crescente in Europa.
In attesa di scoprire quali saranno le prossime mosse di Del Vecchio, ci concentriamo sul piano squisitamente tecnico per l'analisi del titolo.
In primis c'è da segnalare un forte ipercomprato sugli oscillatori e questo, unitamente al raggiungimento di una soglia psicologica di rilievo, quale quella degli 11 euro, potrebbe favorire ulteriori ripiegamenti di Mediobanca dopo quello di ieri.
In questa direzione sarà importante monitorare il primo supporto di rilievo posto a quota 10,8/10,7 euro.
Una discesa del titolo al di sotto di questa soglia con buona probabilità sarà seguita da ulteriori vendite, con target a 10,5 euro prima e in seguito verso i massimi di inizio ottobre in area 10,25 euro.
L'eventuale cedimento di questo livello costringerà a spostare lo sguardo sui 10/9,95 euro, ma al momento è poco probabile un ripiegamento dei corsi di questa portata.
Al rialzo segnali di forza si avranno con il superamento degli 11 euro, oltre i quali Mediobanca potrà salire verso gli 11,3/11,5 euro prima e in seguito in direzione degli 11,7/11,8 euro, con eventuali estensioni fin verso la soglia dei 12 euro.
Fonte: News Trend Online

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