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mercoledì 6 novembre 2019

GBP paralizzata, l’NZD perderà favori


GBP paralizzata in vista della BoE

By Peter Rosenstreich
Fuori dal Regno Unito, il mondo si sta prendendo una pausa, di cui si sentiva tanto bisogno, dalle discussioni sulla Brexit. La GBP/USD si è assestata proprio al centro della fascia compresa fra 1,2800 e 1,3000. Il premier britannico Boris Johnson ha annunciato formalmente la convocazione di elezioni il 12 dicembre.
Stando ai sondaggi, i Conservatori hanno un solido vantaggio sui Laburisti, pari circa a 12 punti. Ora il mercato è a suo agio rispetto a una vittoria dei Conservatori e all’accordo raggiunto da Boris Johnson per una Brexit morbida, per cui una transizione fluida dovrebbe essere costruttiva per la GBP.

Tuttavia, per quanto i sondaggi indichino un vincitore chiaro, la frammentazione del panorama politico e lo sfinimento dell’opinione pubblica accentuano il rischio d’incertezza. Se il netto margine di vantaggio dei Conservatori dovesse diminuire, il mercato si preoccuperebbe per l’eventualità poco invitante di un parlamento “sospeso”.
La prospettiva di uno stallo politico sarà negativo per la GBP. Secondo i dati IMM, da ottobre i corti sulla GBP sono calati significativamente, perché i mercati ora credono fortemente nell’accordo per la Brexit raggiunto a sorpresa da Johnson. Ciò significa che, se i risultati previsti dai sondaggi fossero meno palesi, ci sarebbe molto spazio per nuovi corti, che andrebbero a pesare sulla GBP.
La riunione di politica monetaria della Banca d’Inghilterra (BoE) in calendario giovedì dovrebbe essere noiosa, in vista di elezioni cruciali e di un caos politico generalizzato.

La banca centrale aggiornerà le sue previsioni economiche trimestrali (Rapporto sull’Inflazione) ma, poiché i rischi legati all’evento sono elevati, le prospettive si annunciano cupe. I mercati scontano un taglio di pochi punti base nel nuovo anno, per cui una sforbiciata è improbabile.
Nel complesso c’è stato un miglioramento marginale dei dati britannici, il PMI si è appiattito, mentre la crescita si è stabilizzata e le pressioni inflazionistiche sono meno dinamiche. Il mercato sensibile alla politica monetaria interna è sceso considerevolmente e il fattore determinante è stata la Brexit.

Ma una BoE colomba giovedì e una vittoria dei Conservatori dovrebbero consolidare i tagli assicurativi. Dal referendum per l’uscita dall’UE, gli asset in GBP non sono più sensibili allo spread fra i rendimenti, anche se continuiamo a credere che un taglio della BoE farà indebolire la GBP.
A nostro avviso, la coppia GBP/USD è costosa, considerati i rischi di mercato a breve termine.

L’NZD perderà favori in vista della riunione di politica monetaria

By Vincent Mivelaz
A differenza del suo omologo australiano, la situazione per il Kiwi (NZD) sembra meno allettante dopo la pubblicazione dei dati su inflazione e lavoro, che confermano una maggiore sensibilità della Nuova Zelanda alla disputa commerciale fra USA e Cina, cosa che potrebbe spingere la banca centrale neozelandese (Reserve Bank of New Zealand, RBNZ) a un ulteriore allentamento.

In tale contesto, il dollaro neozelandese dovrebbe rimanere sotto pressione, in un quadro di rallentamento economico.
Sebbene cresca l’ottimismo sul fronte del conflitto commerciale sino-americano, il rischio idiosincratico dovrebbe frenare la progressione dell’NZD, perché continuano a soffiare venti economici contrari.
Il calo dell’inflazione all’1,50% (precedente: 1,70%) nel terzo trimestre, tornata nella fascia del T1 e rimasta nella fascia obiettivo compresa fra l’1% e il 3%, oltre ai dati occupazionali che hanno risentito molto del rallentamento degli scambi, dovrebbero far aumentare le probabilità di un ulteriore allentamento del tasso di riferimento della RBNZ alla riunione di politica monetaria del 13 novembre.

A questo proposito, nel T3 il tasso di disoccupazione è salito al 4,20% (precedente: 3,90%), superando il previsto 4,10%, mentre occupazione e redditi orari sono scesi rispettivamente allo 0,90% (precedente: 1,70%) e allo 0,60% (precedente: 1,10%), confermando un persistente indebolimento dello slancio economico.
Ciò rafforza uno scenario che prevede un taglio del tasso dello 0,25% da parte della RBNZ, il terzo quest’anno, al minimo storico dello 0,75%. L’impostazione ribassista dell’NZD dovrebbe persistere fino alla decisione della prossima settimana, ma la valuta legata alle materie prime dovrebbe rimanere dietro all’AUD fino alla fine dell’anno.
Autore: Swissquote Fonte: News Trend Online

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