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martedì 5 novembre 2019

Ftse Mib: un pit-stop è alle porte. Meglio passare alla cassa?


Nuova conclusione positiva oggi per le Borse europee che hanno allungato ulteriormente il passo, pur mostrando una minore vivacità rispetto alle due sessioni precedenti.
Il Cac40 e il Ftse100 hanno guadagnato rispettivamente lo 0,39% e lo 0,25%, mentre il Dax30 si è accontentato di un frazionale rialzo dello 0,09%.


In positivo anche Piazza Affari che oggi ha inanellato la quarta seduta consecutiva in progresso, con il Ftse Mib fermatosi a 23.364 punti, in salita dello 0,23%,dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 23.436 e un minimo a 23.294 punti.

L'indice delle blue chips continua ad aggiornare i massimi dell'anno, ma ci sono alcuni segnali che potrebbero far pensare ad una possibile pausa prima di ulteriori salite.


In primis il Ftse Mib ha avvicinato oggi un'importante resistenza, rappresentata dall'area dei 23.500 che potrebbe in prima battuta frenare le ambizioni di crescita del mercato.
In secondo luogo c'è da notare che l'indice oggi ha chiuso le contrattazioni quasi sugli stessi valori dell'apertura e quando ciò accade è di solito sintomo di un'incertezza del mercato.


Da non trascurare quindi l'ipotesi che nel brevissimo si possa assistere ad una pausa di consolidamento prima di ulteriori allunghi.
Conferme in tal senso giungeranno dalla mancata violazione di area 23.450/23.500, preludio ad un ritracciamento verso i 23.200/23.150 punti prima e in seguito in direzione dei 23.000/22.950 punti, dove verrà chiuso il gap-up lasciato aperto ieri.


Da questi valori il Ftse Mib potrebbe ripartire al rialzo, ma se così non dovesse essere allora bisognerà mettere in conto ripiegamenti più estesi verso i 22.750 punti prima e in seguito in direzione di area 22.500.

Lo scenario appena descritto sarà negato invece dal superamento di area 23.450/23.500, oltre cui il Ftse Mib punterà in primis ai 23.800 punti e in seguito alla soglia psicologica dei 24.000 punti.

Sarà questa l'ultima barriera da scavalcare per assistere ad un ritorno sui massimi del 2018 in area 24.500/24.550, il raggiungimento dei quali però non deve essere dato per scontato nell'immediato.  

Domani sul fronte maco Usa sarà reso noto l'indice settimanale relativo alle richieste di mutui ipotecari, cui seguirà il dato preliminare del costo unitario del lavoro che con riferimento al terzo trimestre dovrebbe mostrare un rialzo del 2,7% dopo il 2,6% dei tre mesi precedenti.


Per la produttività non agricola del terzo trimestre le stime parlano di una variazione positiva dell'1%, contro il 2,3% del secondo trimestre.
Nel pomeriggio sarà diffuso il reporte sulle scorte strategiche di petrolio da parte del Dipartimento dell'energia statunitense.


In agenda i discorsi di Neel Kashkari e di Charles Evans, a capo rispettivamente della Fed di Minneapolis e di Chicago, oltre i quali parleranno John William e Patrick Harker, presidenti della Fed di New York il primo e della Fed di Philadelphia il secondo.  

Prima dell'avvio degli scambi a Wall Street i riflettori saranno puntati sui conti trimestrali di Office Depot che dovrebbe riportare un utile per azione di 0,14 dollari, mentre a mercati chiusi toccherà a Baidu.com e Qualcomm, con un eps atteso rispettivamente a 1,14 e a 0,71 dollari.



In Europa è atteso il dato finale dell'indice PMI composito che ad ottobre dovrebbe salire leggermente da 50,1 a 50,2 punti, mentre l'indice PMI servizi è visto in aumento da 51,6 a 51,8 punti.
Per le vendite al dettaglio di settembre si prevede un rialzo dello 0,2% dopo lo 0,3% del mese precedente.


In Germania il dato finale dell'indice Pmi servizi ad ottobre dovrebbe calare da 51,4 a 51,2 punti e sempre in terra tedesca si conosceranno gli ordini al settore manifatturiero che a settembre dovrebbero scendere dello 0,4% dopo la flessione dello 0,6% precedente.

In Francia l'indice PMI servizi di ottobre è visto in salita da 51,1 a 52,9 punti, mentre in Italia è atteso stabile a 51,4 punti.



A Piazza Affari saranno chiamati alla prova dei conti Banco BPM, CNH Industrial, Poste Italiane e Diasorin tra le blue chips, mentre tra i titoli a minore capitalizzazione troviamo Banca Monte Paschi, Banco di Sardegna, Creval, Management & Capitali, SIT e Tod's.

Da seguire i titoli del settore oil in vista del report sulle scorte strategiche Usa in arrivo nel pomeriggio.
Fonte: News Trend Online

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