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giovedì 28 novembre 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Telecom Italia e STM sotto la lente

L'analisi del Ftse Mib

Furia francese e ritirata spagnola ieri a Piazza Affari che dopo aver provato a dare un seguito al rialzo delle due sessioni precedenti, ha avviato un movimento discendente, terminando gli scambi in calo.
Il Ftse Mib si è fermato poco sopra i minimi intraday a 23.485 punti, con un calo dello 0,26%, dopo aver toccato un massimo a 23.651 punti.
Il movimento di ieri segnala una certa difficoltà dell'indice a proseguire lungo la via del rialzo, ma al momento non ci sono particolari segnali di pericolo.
La struttura del Ftse Mib si conferma decisamente long e alla luce di ciò nonè da escludere una pronta ripresa degli acquisti dai livelli correnti.
Un ritorno dell'indice sopra quota 23.500 aprirà le porte ad un nuovo test dei massimi di ieri in area 23.650, superata la quale ci sarà spazio per un allungo verso i massimi dell'anno a ridosso dei 23.800 punti.
Positivo sarà lo sfondamento di questo ostacolo, evento che aprirà le porte ad un'estensione del rialzo verso la soglia psicologica dei 24.000 punti, abbattuta la quale il Ftse Mib metterà nel mirino i massimi del 2018 a quota 24.500.
In mancanza di un pronto ritorno al di sopra dei 23.500 punti si potrebbe assistere ad un nuovo indebolimento dell'indice, con primo step in area 23.400/23.300 e approdo successivo sui minimi della scorsa settimana in area 23.100.
Da questa soglia il Ftse Mib potrebbe scendere poco più sotto a 23.000/22.950 punti, andando a chiudere il gap-up lasciato aperto lo scorso 4 novembre.

Telecom Italia rifiata: un'occasione per aprire nuovi long?

Anche la seduta di ieri si è conclusa con il segno meno per Telecom Italia che ha perso terreno per la terza giornata consecutiva.
Il titolo ha terminato le contrattazioni a 0,5739 euro, con un calo dell'1,27%, mostrando una maggiore debolezza relativa rispetto al Ftse Mib.
Telecom Italia sta tirando un po' il fiato, dopo che nella sessione di martedì è arrivato a toccare un nuovo massimo dell'anno a 0,5917 euro.
A frenare il titolo hanno contribuito anche alcune dichiarazioni rilasciate due giorni fa dall'AD di Enel, Francesco Starace, il quale ha fatto sapere di non avere fretta di vendere il 50% di Open Fiber.
Intanto prosegue l'esame delle offerte non vincolanti per vendute per quest'ultima dai fondi infrastrutturali, ricordando che l'acquisto di Open Fiber da parte degli stessi è un passaggio determinate per l'integrazione della rete con quella di Telecom Italia.
Ricordiamo che non più tardi di lunedì scorso gli analisti di JP Morgan hanno ribadito la raccomandazione "overweight" sul titolo, con un prezzo obiettivo alzato da 067 a 0,71 euro.
Venerdì scorso invece Barclays ha riservato una promozione a Telecom Italia, con un cambio di strategia da "underweight" a "equalweight", a fronte di un target price migliorato da 0,52 a 0,65 euro.
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Il titolo è reduce da un rialzo decisamente corposo che, come detto prima, lo ha portato ad aggiornare i massimi dell'anno, con un tentativo di sfondamento dei top di inizio dicembre 2018, fallito però al momento.
Una volta raggiunti i livelli che non si vedevano ormai da fine agosto dello scorso anno, sul titolo sono scattate alcune prese di profitto, peraltro fiosologiche, vista la strada al rialzo percorsa dai minimi di metà agosto a 0,4351 euro, ad un soffio dai minimi storici.

Nel breve non sarà da escludere un'ulteriore fase di debolezza per Telecom Italia che troverà conferma con discese sotto quota 0,57 euro, preludio ad un test di area 0,56/0,55 euro.
Un segnale negativo giungerà invece con la violazione di quota 0,54 euro, sotto cui il titolo troverà un sostegno intermedio a 0,525/0,52 euro, prima di un test di area 0,505/0,5 euro, al momento poco probabile.
Nuovi segnali rialzisti si avranno con il superamento dei top dell'anno a 0,59 euro, oltre cui però Telecom Italia troverà un forte ostacolo in area 0,6/0,605 euro.
Se il titolo dovesse avere la forza di sfondare tale soglia, allora si aprirà spazi di crescita verso quota 0,625/0,63 euro prima e in seguito in direzione di area 0,65 euro più in là nel tempo. 

STM: un trend straordinariamente forte.

Quali i prossimi target?

Chiusura in frazionale rialzo ieri per STM che ha guadagnato lo 0,18% a 22,56 euro, con un movimento in controtendenza rispetto al Ftse Mib.
Il titolo è salito per la quarta seduta consecutiva e nell'intraday ieri è arrivato a toccare un nuovo massimo dell'anno a 22,79 euro, su livelli che non si vedevano da giugno dello scorso anno.
STM sta dimostrando una grande forza, confermandosi tra le migliori blue chips del 2019, visto che rispetto ai valori del close del 2018 ha messo a segno fino ad ora un rally di quasi l'85%.
Il titolo sta beneficiando in primis dei segnali positivi che arrivano dal settore high-tech Usa, dove non più tardi di ieri il Nasdaq Composite ha aggiornato i suoi massimi storici.
A dare sostegno ad STM, così come all'intero comparto industriale, è anche il crescente ottimismo sull'accordo relativamente alla Fase 1 tra Stati Uniti e Cina sul tema del commercio.
Nei giorni scorsi il titolo ha ricevuto un'ulteriore spinta al rialzo dalle positive trimestrali diffuse da Nvidia e Applied Materials che hanno presentato conti migliori delle attese.
Ieri STM è finito sotto la lente di Equita SIM che, pur mantenendo una view cauta, con una raccomandazione "hold", ha incrementato il prezzo obiettivo del 5% da 21 a 22 euro, segnalando che si tratta della terza revisione al rialzo del target price nell'arco di circa un mese.
Gli analisti hanno aggiornato le stime su STM, aumentando quelle di Ebit del 2% e del 6% rispettivamente per il 2021 e il 2022, incorporando l'accordo con Cree e la nuova Giga Factory Europea di Tesla.    
Dal punto di vista tecnico il titolo si conferma in un solido trend rialzista che non mostra alcun segnale di cedimento, anche se l'ipercomprato raggiunto sugli oscillatori potrebbe anche imporre una pausa temporanea alla fase ascendente in atto.
Un indebolimento al di sotto dei 22,5 euro potrebbe favorire uno storno di STM verso i 22,2 euro prima e i 22 euro in seguito, con estensioni fin verso i 21,7/21,65 euro e i 21,5 euro.
Solo con discese sotto i 21,2 euro si avrà un primo campanello di allarme per il titolo che potrebbe accelerare al ribasso verso i 20,7 euro e i 20/19,9 euro in seguito.
Con la tenuta dei 22,5 euro STM potrebbe tentare un attacco ai top del 15 giugno 2018 a 22,98 euro e con conferme al di sopra dei 23 euro si aprirà le porte per un allungo fino a quota 23,5 euro, con proiezioni successiva in area 24 euro.
Fonte: News Trend Online

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