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martedì 19 novembre 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Fca sotto la lente

L'analisi del Ftse Mib

La nuova settimana è partita con il segno meno a Piazza Affari che si è sintonizzata con l'andamento negativo delle altre Borse europee, tra le quali ha fatto eccezione solo quella londinese.
Il Ftse Mib è calato dello 0,53% a 23.463 punti, negando il segnale positivo di venerdì scorso e scendendo a testare la prima area supportiva degna di nota, quale quella dei 23.350/23.300 punti, rimasta inviolata al momento.
Con la tenuta del livello appena indicato l'indice delle blue chips potrebbe avviare un recupero che oltre i 23.500/23.600 punti assumerà una consistenza tale da far ipotizzare un nuovo attacco i massimi della scorsa settimana in area 23.800.
La rottura di questo ostacolo proietterà il Ftse Mib verso l'ostacolo successivo dei 24.000 punti, altra importante soglia di verifica per il mercato.
L'eventuale sfondamento di area 24.000 aprirà le porte ad un'estensione rialzista verso i top del 2018 a 24.000/24.550 punti, indicati da molti come potenziale target per fine anno.   
Segnali di indebolimento della struttura rialzista in essere si avranno con il cedimento dei 23.350/23.300 punti, sotto cui la discesa del Ftse Mib proseguirà verso area 23.000/22.950, dove verrà chiuso il gap-up lasciato aperto nella sessione del 4 novembre scorso.
Negativo sarà l'abbandono di quest'ultima soglia, preludio ad una prosecuzione della fase correttiva con primo target i 22.750 punti e obiettivo successivo area 22.500.  

Fca: primo campanello d'allarme, ma il supporto chiave è più in basso

Avvio di settimana decisamente pesante per Fca che dopo la chiusura di venerdì scorso appena sopra la parità, ieri è stato travolto dalle vendite, accusando una delle peggiori performance tra le blue chips.
Il titolo ha terminato le contrattazioni a 14,12 euro, con un ribasso del 2,82% e volumi di scambio superiori alla media mensile.
Fca ieri ha risentito della negativa intonazione dell'intero comparto auto a livello europeo, sulla scia del profit warning lanciato da Volkswagen.
Il gruppo tedesco ha rivisto al ribasso le stime a medio termine dell'utile operativo e dei ricavi, attesi ora in crescita nel periodo 2016-2020 rispettivamente del 25% e del 20%, contro la previsione precedente pari a oltre il 30% e il 25%.
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Ancor prima del ribasso di ieri, già dall'inizio della scorsa settimana Fca aveva mostrato qualche incertezza, interrompendo la serie di otto sedute consecutive partita il 30 ottobre scorso, all'indomani dei rumor relativi ad una fusione con Fca che hanno trovato conferma nell'ultima seduta di ottobre.
Una notizia accolta con grande entusiasmo dal mercato e da diverse banche d'affari, tanto che non più tardi di martedì scorso Exane ha promosso il titolo con un cambio di rating da "neutral" ad "outperform", con un prezzo obiettivo alzato da 15 a 17,5 euro.
A scommettere su Fca è anche Societè Generale che invita ad acquistare con un target price a 16,5 euro, al pari di Equita SIM che assegna al titolo una raccomandazione "buy", con un fair value a 17,1 euro.
Dal punto di vista tecnico Fca, dalla chiusura del 29 ottobre a 11,75 euro, il giorno precedente i rumor sulle nozze con Peugeot, ha dato vito ad un balzo in avanti di ben 3 euro, arrivando a toccare nella sessione del 4 novembre un massimo relativo a 14,78 euro.
Da questo livello si è avuto prima un primo ripiegamento contenuto da quota 14,3/14,25 euro, con successivo ri-test del top indicato prima, cui ha fatto seguito una discesa che non più tardi di ieri ha condotto ad un passo dai 14 euro nell'intraday.
Fca potrebbe anche provare a ripartire sulla tenuta di questa soglia, mettendo nel mirino quota 14,4/14,5 euro.
Per poter assistere ad una prosecuzione del grande rialzo partito a fine ottobre il titolo superare il massimo a 14,78 euro, oltre il quale incontrerà una resistenza intermedia a 15 euro, prima di un approdo sui massimi dell'anno a 15,3 euro.
Difficile ipotizzare nell'immediato rialzo al di sopra di questo top che, nel caso venisse superato, aprirebbe le porte ad un'ascesa di Fca verso i 15,7/15,8 euro prima e in seguito in direzione dei 16 euro.
Discese sotto i 14 euro porteranno al test dell'importante supporto dei 13,7 euro, la cui tenuta sarà cruciale per evitare uno scenario anche molto negativo.
Al di sotto dei 13,7 euro infatti Fca potrebbe andare a chiudere un primo gap lasciato aperto il 31 ottobre in area 13 euro, e successivamente colmare il secondo buco di prezzi del giorno precedente poco sotto i 12 euro.
Fonte: News Trend Online

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