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martedì 5 novembre 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Fca e Ferrari sotto la lente

L'analisi del Ftse Mib

Non si ferma la corsa al rialzo di Piazza Affari che anche ieri ha guadagnato terreno, salendo per la terza seduta consecutiva. Il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 23.311 punti, la chiusura più alta dell'anno, con un progresso dell'1,64%.
L'indice ieri ha lasciato aperto un gap-up, lanciandosi subito oltre quota 23.000 e dopo il superamento dei 23.150 punti ha allungato ulteriormente il passo al di sopra di area 23.300, riportandosi su livelli di prezzo che non si vedevano dal 21 maggio 2018.
Il Ftse Mib continua ad aggiornare i massimi dell'anno e più sale e più si vede aumentare l'ipercomprato sugli oscillatori tecnici.
Questo potrebbe anche imporre una pausa al rialzo nel breve, favorendo dei ripiegamenti che non dovrebbero rivelarsi particolarmente consistenti, vista la solida struttura rialzista in essere.
Un storno dai livelli attuali troverà un primo supporto in area 23.200/23.150, la rottura della quale condurrà con buona probabilità alla chiusura del gap lasciato aperto ieri in area 22.950.
Ulteriori flessioni al di sotto di questa soglia vedranno il Ftse Mib scivolare verso i 22.800/22.700 punti prima e in seguito in direzione di area 22.500, senza che un movimento di questo tipo vada ad inficiare il trend rialzista di breve periodo.
Una prosecuzione degli acquisti dai livelli attuali vedrà l'indice puntare all'area dei 23.500 punti, superata la quale ci sarà spazio per ulteriori allunghi verso i 23.800 punti prima e i 24.000 in seguito.
Sarà questo l'ultimo livello da abbattere per poter assistere ad un ritorno sui massimi del 2018 in area 24.500/24.550.

Fca: il rally continua.

Le prossime tappe e i supporti da monitorare

Prosegue senza sosta il poderoso rally di Fca che ieri ha guadagnato terreno per la quarta seduta di fila, salendo del 2,56% a 14,368 euro, dopo aver toccato nell'intraday un massimo a 14,78 euro, valori che non venivano più approcciati da metà aprile scorso.
Fca si è imposto all'attenzione del mercato e ha iniziato a catalizzare gli acquisti mercoledì scorso, all'indomani dei rumor relativi ad una fusione con Psa.
Indiscrezioni che hanno trovato conferma nella giornata successiva, alimentando sul titolo ulteriori acquisti che al momento non accennano a fermarsi.
Il mercato mostra chiaramente di apprezzare questo merger, al quale guardano con favore anche diverse banche d'affari che definiscono positiva l'operazione per Fca.
Non più tardi di ieri Kepler Cheuvreux ha ribadito il rating "buy" sul titolo, alzando il prezzo obiettivo da 14 a 18 euro, mentre Equita SIM ha reiterato la raccomandazione "buy", con un target price migliorato da 14,5 a 17,1 euro.
Sempre ieri, a mercati chiusi, sono arrivate le indicazioni sulle vendite di auto in Italia, dove Fca ha riportato un cao dell'1,93% a fronte di un rialzo del 6,67% messo a segno dal mercato di riferimento.
Una cattiva notizia che però dovrebbe essere compensata da quella positiva arrivata da Moody's, i cui analisti hanno deciso di confermare i rating del gruppo, migliorando l'outlook di Fca da "stabile" a "positivo".
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L'attenzione in ogni caso continua ad essere catalizza dalla fusione con Peugeot e questo potrebbe anche portare ulteriori acquisti sul titolo.
Conferme in tal senso giungeranno dal superamento dei 14,5 euro, con primo target i top di ieri a 14,78 euro e obiettivo successivo a 14,9/15 euro.
Oltre questo livello Fca metterà nel mirino i massimi dell'anno in area 15,3 euro, rotti quali si aprirà ulteriori spazi di crescita verso i 15,5 euro e i 16 euro in un secondo momento.

Ripiegamenti sotto i 14,24/14,2 euro potrebbero condurre subito le quotazioni verso i 13,8/13,75 euro, la cui tenuta sarà essenziale per evitare una flessione più ampia con obiettivo la chiusura del gap lasciato aperto giovedì scorso in area 13 euro.
Al di sotto di questa soglia, e con discese sotto i 12,6 euro, per Fca si apriranno le porte per un ritorno in area 12/11,95 euro, dove verrà colmato il gap del 29 ottobre, ma al momento riteniamo decisamente improbabile un'evoluzione di questo tipo, salvo cattive sorprese sul fronte della fusione con Peugeot. 

Ferrari: nuovi record storici.

Porte aperte ad ulteriori rialzi

Una seduta decisamente spumeggiante quella di ieri per Ferrari che si è fermato su nuovi massimi storici, archiviando la giornata con un rally del 6,51% a 153,85 euro, dopo un top segnato nell'intraday a 155,15 euro.
Il titolo, al pari di Fca, ha guadagnato terreno per la quarta seduta consecutiva, beneficiando indirettamente del da mercoledì scorso della positività che ha interessato l'intera galassia Agnelli.
La svolta per Ferrari è arrivata ieri, sulla scia dei risultati del terzo trimestre, archiviati con un utile netto adjusted in rialzo del 23% a 169 milioni di euro, a fronte di ricavi in aumento del 9,2% a 915 milioni di euro.
Molto bene i margini operativi che hanno battuto le stime del consensus, con l'Ebitda in salita dell'11,9% a 311 milioni di euro e l'Ebit dell'11,8% a 227 milioni.
Da segnalare che Ferrari ha rivisto al rialzo la guidance per il 2019, stimando ora ricavi netti pari a 3,7 miliardi, contro i 3,5 miliardi indicati in precedente, mentre la previsione sull'Ebitda è stata alzata da 1,2-1,25 a 1,27 miliardi e quella sull'Ebit da 0,85-0,9 a 0,92 miliardi.
L'utile diluito adjusted per azione dovrebbe attestarsi a 3,7-3,75 euro, contro il range precedente pari a 3,5-3,6 euro e il free cash flow dovrebbe superare i 600 milioni, rispetto ai 550 milioni della prima stima.
I conti di ferrari hanno stregato il mercato e sono stati definiti "notevoli" dagli analisti di Jefferies, i quali ritengono che gli stretti dovrebbero rassicurare sui livelli di investimento.
Tanto è bastato a Ferrari per scattare in avanti e bruciare il precedente massimo storico del 17 luglio a 152,6 euro.


Un livello dal quale è partito un corposo ripiegamento che a inizio ottobre ha visto le quotazioni avvicinare la soglia dei 132 euro, con successivo recupero che si è irrobustito in maniera decisa nelle ultime sedute e in particolare ieri.
Con conferme al di sopra del precedente top a 152,6 euro, Ferrari potrà attaccare nuovamente i massimi di ieri, oltre i quali andrà ad esplorare terreni sconosciuti.
Al di sopra dei 155 euro il titolo punterà ai 157 euro, superati i quali ci sarà spazio per un'estensione rialzista verso i 160 euro prima e in seguito in direzione dei 162/162,5 euro.
Un primo segnale di incertezza si avrà con ritorni al di sotto dei 150 euro, preludio ad una flessione verso i 145,5/145 euro.
Negativo sarà l'abbandono di questo livello che aprirà le porte ad un ribasso verso i 142,5 euro prima e in seguito in direzione dei 140,5/140 euro.
Quest'ultima soglia non dovrà essere mollata se si vorrà evitare un ripiegamento di Ferrari verso i 137 e i 135 euro, prima di un ritorno sui recenti minimi in area 132 euro, il raggiungimento dei quali appare poco probabile al momento.  
Fonte: News Trend Online

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