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lunedì 18 novembre 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Enel e Tenaris sotto la lente

L'analisi del Ftse Mib

La scorsa settimana si è conclusa con una seduta positiva a Piazza Affari che è tornata a guadagnare terreno dopo due giornate consecutive in calo.
Il Ftse Mib è salito dello 0,46% a 23.588 punti, archiviando l'ottava con un bilancio positivo dello 0,23%.
Nelle ultime sessioni l'indice delle blue chips ha aggiornato i massimi dell'anno spingendosi poco oltre i 23.800 punti, per poi ripiegare, pur mantenendosi però al di sopra di area 23.400.
Per poter assistere ad ulteriori sviluppi positivi il Ftse Mib dovrà violare l'ostacolo dei 23.800 punti, oltre il quale darà vita ad un test della soglia psicologica di area 24.000.
L'eventuale sfondamento anche di questa barriera aprirà le porte ad un ulteriore allungo che condurrà l'indice verso i massimi del 2018 a 24.500/24.550 punti, il raggiungimento dei quali imporrà con ogni probabilità una battuta d'arresto al cammino rialzista almeno nel breve.
Al ribasso sarà importante in primis la tenuta dei 23.500/23.400 punti, sotto cui il Ftse Mib troverà un altro supporto di rilievo in area 23.300.
Una discesa al di sotto di questo livello aprirà le porte ad una prosecuzione delle vendite verso i 23.000/22.950 punti, dove verrà chiuso il gap-up lasciato aperto nella sessione del 4 novembre scorso.  
In corrispondenza della soglia di 23.000/22.950 punti si dovrebbe assistere ad una ripresa degli acquisti, pena una prosecuzione del ribasso del Ftse Mib verso i 22.750 punti prima e in seguito in direzione di area 22.500 nella peggiore delle ipotesi. 

Enel al test dei primi supporti.

Si riparte al rialzo?

A dispetto della chiusura positiva del Ftse Mib, venerdì scorso Enel ha ceduto leggermente terreno, con un calo dello 0,19% a 6,862 euro.
Il titolo è reduce da tre sedute consecutive in calo, appesantito al pari delle altre utility delle indicazioni negative arrivate dal mercato obbligazionario, con particolare riferimento all'impennata del rendimento dei BTP, tornato però a scendere in chiusura di settimana.
Enel non ha trovato sostegno nei risultati del terzo trimestre diffusi lunedì scorso a mercati chiusi, malgrado gli stessi siano stato nel complesso positivi, accompagnati anche da una revisione della guidance relativa all'Ebitda di quest'anno.
Le banche d'affari hanno confermato giudizi bullish sul titolo, con Banca Akros che ha rinnovato l'invito ad accumularlo in portafoglio, con un prezzo obiettivo alzato da 7,2 a 7,4 euro, mentre Banca IMI ha mantenuto invariato il rating "buy", con un target price a 6,7 euro.
A caldeggiare l'acquisto di Enel è anche Kepler Cheuvreux che ha alzato il fair value da 7,1 a 7,5 euro, mentre JP Morgan consiglia di sovrappesarlo in portafoglio, con un prezzo obiettivo a 7 euro.
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L'attenzione è ora rivolta all'appuntamento del 26 novembre, quando Enel presenterà l'aggiornamento del piano industriale, visto da diverse analisti come un catalizzatore positivo nel breve.
Dal punto di vista tecnico proprio la scorsa settimana il titolo ha aggiornato i massimi dell'anno a 7 euro, da cui è stato al momento respinto.

Segnali di incertezza si avranno con discese al di sotto di quota 6,8 euro e ancor più con la violazione dei minimi dell'8 novembre a 6,73 euro.
Al di sotto di quest'ultima soglia Enel potrebbe indietreggiare verso quota 6,6 euro, la cui tenuta sarà importante per evitare una flessione verso i minimi di settembre appena sopra area 6,4 euro.
Se il titolo riuscirà a difendere quota 6,85/6,8 euro, potrà tentare un nuovo attacco ai massimi dell'anno a 7 euro.
Al di sopra di questo riferimento Enel si aprirà spazi di crescita verso i 7,2 euro prima e i 7,4 euro in seguito, oltrepassati i quali metterà nel mirino i massimi del 2007 a 7,58 euro.

Tenaris in bilico.

A rischio una correzione anche profonda

La seduta di venerdì scorso si è conclusa senza infamia e senza lode per Tenaris che si è fermato a 9,902 euro, con un frazionale calo dello 0,04%.
Il titolo non è riuscito a sintonizzarsi con il rimbalzo del Ftse Mib e si è mostrato il più debole nel settore oil, malgrado gli spunti positivi offerti dal petrolio in chiusura di ottava.
Tenaris ha brillato nelle prime sedute di novembre sulla scia dei risultati del terzo trimestre che sono stati accolti con molto favore dal mercato.
Le banche d'affari però hanno confermato dei giudizi improntati alla neutralità, come nel caso di Mediobanca Securities che su Tenaris mantiene fermo il rating "neutral", con un prezzo obiettivo ridotto da 11 a 10,5 euro, mentre Equita SIM ha ribadito la raccomandazione "hold", con un target price abbassato da 12 a 11,5 euro.
Cattive notizie per Tenaris sono arrivate nei giorni scorsi da Morgan Stanley che ha deciso di cambiare strategia, con un cambio di rating da "overweight" a "equalweight" e un fair value tagliato da 13 a 12 euro.
Da ricordare che oggi Tenaris staccherà l'acconto sul dividendo riferito all'esercizio in corso nella misura di 0,13 dollari per azione, pari a 0,12 euro agli attuali valori di cambio.
Dai minimi dell'anno aggiornati a inizio ottobre a 9,08 euro, Tenaris ha avviato un recupero che si è scontrato con la soglia dei 10,2 euro, testata in due occasioni nelle giornate del 5 e del 6 novembre scorsi.
Da questo top si è avuto un ripiegamento che ha portato ad un duplice test dei 9,83 euro nelle ultime due sessioni della passata settimana.
Un primo segnale timidamente positivo per il titolo si avrà con un ritorno al di sopra dei 10 euro e ancor più con il superamento dei 10,2 euro.
Al di sopra di questo livello Tenaris allungherà il passo verso i 10,5 euro, violati i quali ci sarà spazio per un rialzo verso i massimi di settembre a 10,8 euro.
Positivo sarà il superamento di quest'ultimo ostacolo, evento che aprirà le porte ad una prosecuzione degli acquisti fino a quota 11,2 euro, dove il titolo andrà a chiudere il gap-up dell'1 agosto scorso.
Al ribasso sarà molto pericolo un sfondamento di quota 9,8/9,75 euro, visto che in tal caso Tenaris potrebbe accusare una rapida accelerazione al ribasso, con il rischio di andare a coprire la candela fortemente rialzista dell'1 novembre, riportandosi così in area 9,05/9 euro.   
Fonte: News Trend Online

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