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venerdì 15 novembre 2019

Ftse Mib: spunti di trading. Banco BPM e Ubi sotto la lente


L'analisi del Ftse Mib

Nuova seduta in rosso a Piazza Affari che dopo aver perso terreno nella giornata di mercoledì, ha continuato ad arretrare ieri, in sintonia con l'andamento negativo delle altre Borse europee.
Il Ftse Mib si è fermato a 23.481 punti, con un ribasso dello 0,41%, dopo aver toccato un massimo a 23.641 e un minimo a 23.480 punti.
L'arretramento delle ultime due sedute non desta al momento particolari preoccupazioni e può essere ricondotto a delle fisiologiche prese di beneficio dopo la corsa al rialzo che non più tardi di martedì scorso ha portato l'indice a toccare nuovi massimi dell'anno poco oltre i 23.800 punti.
La chiusura di ieri poco sotto area 23.500 appare poco significativa in ottica ribassista, in primis perchè le quotazioni si sono fermate appena sotto tale soglia che può anche essere prontamente recuperata.
In secondo luogo il Ftse Mib troverà su valori più bassi dei supporti più rilevanti che potranno determinare in maniera più decisa le sue sorti nel breve.
Il riferimento è all'area dei 23.350/23.300, la cui rottura spingerà con buona probabilità l'indice verso i 23.000/22.950 punti, dove verrà chiuso il gap del 4 novembre.
Al di sotto di questa soglia la discesa del Ftse Mib proseguirà verso i 22.750 punti prima e in seguito verso area 22.500.
Con un ritorno al di sopra dei 23.500 punti l'indice potrà mettere nuovamente nel mirino i recenti massimi in area 23.800.
Oltre questo livello il Ftse Mib allungherà il passo verso area 24.000, la cui rottura aprirà le porte ad una prosecuzione del rialzo verso i massimi del 2018 in area 24.500/24.550.

Banco BPM torna al punto di partenza.

Il supporto funzionerà ancora?

Al pari di quanto accaduto per il Ftse Mib, anche Banco BPM ieri ha perso terreno per la seconda seduta consecutiva, fermandosi a 2,017 euro, con un ribasso dello 0,59%.
Il titolo, in linea con l'andamento degli altri bancari, è stato penalizzato dall'impennata registrata dallo spread BTP-Bund nel finale, con un ritorno a poca distanza dall'area dei 180 punti base, su valori che non si vedevano ormai da fine agosto.
C'è da dire che il titolo già da alcun sedute mostrava un andamento incerto, malgrado il sostegno arrivati dai buoni risultati trimestrali che sono stati apprezzati dal mercato e da diversi analisti.
Citigroup ad esempio dopo i conti ha confermato la raccomandazione "buy" su Banco BPM, con un prezzo obiettivo a 2,25 euro, al pari di Banca IMI che invita ad acquistare con un target price a 2,8 euro.
Conferme bullish che però non hanno offerto supporto al titolo che ha vissuto questa prima metà del mese di novembre a due facce.
Dopo aver aggiornato i massimi dell'anno il 17 ottobre a 2,22 euro, Banco BPM ha avviato una fase correttiva che lo ha portato a ridosso dei 2 euro proprio all'inizio di questo mese.
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Un bottom da cui le quotazioni hanno avviato un bel recupero che però non ha condotto oltre i 2,165 euro, valore corrispondente ai precedenti top dell'anno raggiunti ad aprile.
Da questo livello è partito un ripiegamento che ha riportato Banco BPM sostanzialmente al punto di partenza, ossia a ridosso di quota 2 euro.
La partita si gioca ora proprio questa soglia e nel breve sarà ancor più rilevante la tenuta del supporto a 1,98/1,97 euro, precedente resistenza.
L'eventuale cedimento di questo sostegno spingerà Banco BPM verso quota 1,9/1,85 euro, con possibili estensioni ribassiste fin verso area 1,8/1,75 euro, dove troviamo i minimi toccati tra fine settembre e inizio ottobre.
Solo con la tenuta di 2 euro prima e degli 1,98/1,97 euro si potrà confidare in un recupero di Banco BPM che punterà prima ai 2,1 euro e in seguito ai 2,15/2,16 euro.
Oltre questo livello il titolo tornerà a testare i massimi dell'anno a 2,22 euro, violati i quali si apriranno spazi di crescita verso i 2,4/2,5 euro. 

Ubi Banca: storno concluso? I potenziali target al rialzo

Buona prova di forza ieri per Ubi Banca che si è mosso in controtendenza rispetto al Ftse Mib e all'intero settore bancario.
Il titolo è stato l'unico del comparto a chiudere gli scambi in progresso, salendo dello 0,92% a 2,743 euro, con volumi superiori alla media mensile.
Ubi Banca non ha risentito in alcun modo delle tensioni registrate dal mercato obbligazionario, snobbando quindi il forte rally dello spread e del rendimento del BTP a 10 anni.
Il titolo prova così a risalire la china dopo la fase discendente seguita alla diffusione dei conti del terzo trimestre avvenuta venerdì scorso, giorno in cui le quotazioni avevano lasciato sul parterre quasi il 5% del loro valore.
I risultati societari hanno avuto l'effetto di allontanare Ubi Banca dai massimi dell'anno aggiornati lo scorso 21 ottobre a 2,948 euro.
Nella fase di ritracciamento il titolo è riuscito a mantenersi sopra l'area dei 2,65 euro da cui sta avviando un tentativo di recupero che potrebbe avere buone chance di proseguire nel breve.
Molto dipenderà ovviamente dall'andamento generale del settore bancario e ancor prima del mercato, con un occhio sempre allo spread BTP-Bund.
Se Ubi Banca riuscirà a mantenersi sopra i 2,65 euro, dove transita peraltro la media mobile a 50 periodi, potrà estendere il recupero in atto in primis verso quota 2,8 euro.
Al di sopra di questo livello sarà credibile un'estensione del rialzo verso i 2,9 euro prima e in seguito in direzione dei top dell'anno in area 2,95 euro.
Una rottura di questo livello proietterà Ubi Banca a quota 3 euro prima e successivamente verso i 3,2/3,25 euro, previo superamento dell'ostacolo intermedio a 3,1 euro.
Lo scenario rialzista appena descritto dovrà essere accantonato almeno per il momento in caso di discesa sotto i 2,65 euro.
La rottura di questa soglia soglia aprirà le porte ad un test dei 2,5/2,45 euro, sotto cui la discesa troverà terreno fertile e condurrà Ubi Banca verso i minimi di inizio settembre a 2,35/2,3 euro.
Fonte: News Trend Online

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