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mercoledì 27 novembre 2019

Ftse Mib al sicuro: ecco fino a quando. Eur/Usd senza scampo


Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader di Protrader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.
Il Ftse Mib oggi ha provato nuovamente ad allungare il passo, salvo poi tornare indietro.
Quali possibili evoluzioni prevede per le prossime sedute?
La pausa odierna del Ftse Mib non dovrebbe stupire più di tanto dopo il recupero delle ultime due sessioni.
Non escludo che dai livelli attuali si possa assistere a dei piccoli ripiegamenti, ma al momento non si intravedono segnali di pericolo per il Ftse Mib, almeno fino a quando le quotazioni si manterranno al di sopra di area 23.000.
Non più tardi di due sedute fa l'indice ha lasciato aperto più un lap che un gap, con una chiusura in area 23.260 il 22 novembre e un'apertura il giorno dopo a ridosso dei 23.450 punti.
Il Ftse Mib potrebbe andare a colmare questa finestra, con possibile discese verso i 23.250 punti, ma non vedo al momento particolari allarmi.
Questo, come detto prima, almeno fino a quando l'indice rimarrà sopra i 23.000 punti, a ridosso dei quali peraltro è stato lasciato aperto un gap risalente alla sessione del 4 novembre scorso.
Per ora non mi aspetto una discesa del Ftse Mib al di sotto di area 23.000, a patto che non ci siano notizie tali da respingere in maniera decisa al ribasso le quotazioni.
Da notare che i volumi di scambio al momento sono sostanzialmente nella media e non lasciano pensare a grandi espansioni di volatilità al ribasso.
Dai livelli attuali non escludo che per il Ftse Mib si possa assistere ad una fase di lateralità/consolidamento al di sotto dei massimi dell'anno in area 23.800.
Nel breve non mi aspetto grandi movimenti al rialzo ed eventuali sviluppi positivi dell'indice dovrebbero condurre al massimo fino ai 23.800/24.000 punti.
La tendenza del mercato si conferma infatti rialzista, motivo per cui qualche altro spunto verso l'alto è ancora possibile, ma senza grandi movimenti in termini percentuali.
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L'euro-dollaro sta mettendo sotto pressione la soglia degli 1,10.

Si aspetta una rottura di questo livello?
L'euro-dollaro è in una fase laterale-ribassista e temo che la tenuta del sostegno in area 1,10, già messo sotto pressione in diverse occasioni di recente, possa avere i giorni contati.
I volumi sul cross sono abbastanza interessanti e temo che potremo andare a rivedere i minimi dell'anno toccati lo scorso 1 ottobre in area 1,088.
Il trend si conferma ribassista per ora e questo mi porta ad escludere la possibilità di recuperi dell'euro-dollaro nell'immediato.
Questo anche perchè i volumi che accompagnano la discesa si rivelano più forti di quelli che si registrano nei rialzi e sembra quindi che sia chiara la volontà dell'euro-dollaro di proseguire al ribasso.
Questo scenario potrebbe mutare solo in caso di ritorni delle quotazioni al di sopra di area 1,11, ma al momento siamo piuttosto lontani da questo livello.
Si può sperare in un possibile doppio minimo in area 1,088, da cui il cross potrebbe provare a ripartire, ma per un primo segnale di inversione bisognerà attendere un ritorno al di sopra di area 1,11 che dovrà avvenire peraltro con volumi di scambio importanti per avere una certa validità.
Il petrolio si è spinto al di sopra dei 58 dollari e al momento non mostra segnali di cedimento.

Dai livelli attuali si continuerà a salire?
Il petrolio si mantiene saldamente al di sopra dei 55 dollari e per ora mi sembra più orientato a salire verso i 60 dollari che a scendere.
L'oro nero ha chiuso il gap aperto tra il 24 e il 25 settembre scorsi e no è da escludere che ci possano essere nuove espansioni al rialzo.
I volumi di scambio supportano questa ipotesi e inducono ad escludere la possibilità di ribassi del petrolio nel breve.


Per ora quindi guardiamo al target dei 60 dollari dove le quotazioni troveranno una resistenza di non poco conto che difficilmente sarà abbattuta nel breve.
Fonte: News Trend Online

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