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martedì 5 novembre 2019

Euro: un “errore strategico”, c’è necessità di un’exit strategy

"Una trappola francese", così, riferendosi all'Euro, si è espresso il governatore della Banca d'Ungheria Matolcsy.
Forse non è casuale che questa dichiarazione, rilasciata al Financial Times, arrivi proprio nel giorno del discorso di insediamento di Christine Lagarde, succeduta a Mario Draghi alla guida della Banca Centrale Europea.

Trappola Euro: L'attacco alla Francia

Nella visione del governatore ungherese, la vera origine dell'euro sarebbe dovuta a manovre di politica estera del governo francese, risalenti all'indomani del crollo del Muro.
Paventando una Germania troppo forte una volta unificata, François Mitterrand, presidente francese, fece pressioni sul cancelliere Helmut Kohl perché il governo tedesco rinunciasse al marco.
Le conclusioni che trae il governatore ungherese è che l'Europa è comunque dominata dal potere tedesco, ma anche la Germania ha dovuto pagare il suo prezzo.
Trappola Euro: anche l'Ungheria sta pensando a una exit strategy?
Al di là dei reclami e dei moniti nei confronti della moneta unica, quello che fa scalpore è la dichiarazione di intenti del Governatore Matolcsy, che manifesta l'intenzione di cercare una via d'uscita.
L'idea di fondo è che l’Euro come pilastro dell'unificazione dell'Europa sia in realtà una “chimera”, in quanto le condizioni preliminari sono state in gran parte disattese.
Mancano lo Stato comune, con il Ministro delle Finanze dell'Eurozona, e il budget che, nelle intenzioni originarie, avrebbe dovuto coprire il 15% del PIL dei paesi aderenti alla moneta unica.

In quest'ottica, i vent'anni di moneta unica avrebbero mostrato tutti i limiti dell'euro, un affare poco fruttuoso per quasi tutti i paesi aderenti, anche se per motivazioni diverse.

L’Euro: un mero errore strategico

Nella visione del governatore ungherese, l'euro sarebbe stato "un errore strategico", a cui ora urge rimediare.
L'obiettivo iniziale era costruire degli “Stati Uniti d'Europa” con una valuta che facesse competizione al dollaro statunitense.
L'effetto collaterale più evidente è stato il continuo ricorso ad una serie di misure, messe in atto dagli USA, volte a indebolire la moneta unica europea.
Per Matolcsy, è il momento di rinunciare a una -impossibile- competizione con il mercato statunitense.
Nella parte conclusiva dell'intervista, il governatore tira le fila del discorso, auspicando in un futuro in cui gli stati membri siano autorizzati a uscire in modo semplice e veloce dall'Euro.
Coloro che scelgono di restare nell'Eurozona debbono impegnarsi a studiare una nuova moneta unica, più sostenibile.
Matolcsy indica anche una data simbolica per riscrivere il patto tra gli stati membri: il 2022, anno in cui il trattato di Maastricht, primo passo verso la nascita dell'euro, compie trent'anni.
Fonte: News Trend Online

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