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martedì 19 novembre 2019

Euro, ecco perché non funziona


Nel video di oggi, come promesso, fornisco delle risposte ad alcuni quesiti che mi sono stati formulati più volte dal Sig. Gabriele Sangoi. Visto che erano domande che prevedevano risposte parecchio articolate salto tutti i preamboli ed entro subito in argomento.
Il Sig. Sangoi inizia dicendo:
“Quindi le chiedo esplicitamente perché la moneta unica USA tra Stati economicamente molto diversi funziona, ed in Europa una moneta unica non dovrebbe mai funzionare a prescindere? Stesso dicasi per il Regno Unito.” 
Allora … era il 27 maggio del 2014, quando sul mio sito internet, Finanza In Chiaro, pubblicavo un articolo al quale sono tutt’ora molto legato e del quale ne vado fiero, il titolo: UNO STATO, UNA MONETA.

Lo potete naturalmente trovare sul sito, non è lunghissimo e quindi ve lo leggo:
“E’ inutile scrivere un trattato di economia per spiegare cos’è una moneta ed a cosa serve, soprattutto non occorre spiegare perché ogni Stato debba avere una propria moneta, è intuitivo, non è necessario avere alle spalle studi di carattere economico.
E se proprio vogliamo dare una dimostrazione dell’assunto “uno Stato, una moneta” il modo più semplice è quello di evidenziare l’assurdità del contrario.
In altre parole se qualcuno riuscisse a fornire un solo motivo per cui due Stati diversi debbano avere la stessa moneta, si potrebbe anche cominciare a discutere, ma al momento nessuno è ancora stato in grado di farlo.
E’ vero che un “esperimento” come l’euro, di questa portata intendo, non aveva precedenti, quindi non sarebbe stato facile prevederne gli sviluppi, ma in pratica che cos’è una moneta unica se non un cambio fisso fra monete di diversi Stati? E queste cose, invece, le avevamo già viste … ed hanno sempre portato a dei disastri.
Perché quindi l’euro avrebbe dovuto essere un successo?
La sola risposta sensata, ad un quesito simile, è che l’euro avrebbe dovuto essere la testa di ponte per arrivare successivamente ad una vera Unione europea, ossia agli Stati Uniti d’Europa.
Si doveva raggiungere un’armonizzazione delle varie economie per poi arrivare ad un’unione politica dell’intera Europa (naturalmente per gli Stati che ci volevano stare).
Quindi, nella migliore delle ipotesi, un progetto titanico e, con ogni probabilità, utopico.

L’Europa, non per altro, viene chiamato il “Vecchio Continente”, in altre parole ha una storia, ed è una storia millenaria.
E questa storia millenaria è costellata di una serie infinita di guerre, l’ultima delle quali, la Seconda Guerra Mondiale, probabilmente ha spaventato come nessun’altra, ed ha fatto temere che quella successiva avrebbe potuto essere l’ultima, da qui, forse, nasce il “grande sogno”.
Il fatto è che unire in pochi anni ciò che per millenni era stato diviso è probabilmente un’utopia, ma non solo.
Un altro aspetto, estremamente banale, ma che spesso si sottovaluta, è che è molto più semplice governare un piccolo territorio con una popolazione “omogenea” rispetto ad uno vasto e popolato da genti di diverse culture.
Guardate che non si scopre nulla di nuovo, gli antichi romani, che su questi argomenti probabilmente non hanno mai avuto rivali, parlavano più di 2000 anni fa di “idem sentire de republica” cioè avere lo stesso concetto di Stato, e per quanto riguarda l’Europa moderna non si può ridurre ad una “Costituzione” unica e condivisa, ma occorre arrivare molto più in là.
Nella più rosea delle ipotesi si tratta di un progetto che necessita di tempi lunghissimi, forse biblici, ed allora, come pensare che nel frattempo l’euro sarebbe stato un successo?
Come pensare infatti che avrebbe potuto funzionare un sistema che prevede, solo per fare l’esempio più eclatante, che la Germania e la Grecia abbiano la stessa moneta?
Una ha Daimler, Volkswagen,  Bmw, l’altra …
Una ha Siemens, Thyssenkrupp, Bosch, l’altra …
Una ha E-On, Basf, RWE, l’altra …
Una ha Allianz, Munich Re, l’altra …
Una ha Metro, Lidl, l’altra …
Una ha Deutsche Bank, Deutsche Poste, Deutsche Telekom, l’altra …
Come è possibile pensare che questi due Stati possano avere la stessa moneta?
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro”
Torniamo al Sig.Sangoi ed alla sua seconda domanda:
“Inoltre se l'Italia tornasse alla propria sovranità monetaria avremmo comunque economie diverse al nostro interno tra regioni e città, che si fa? 

Secessione politica e monetaria anche al nostro interno?” 
E’ vero, naturalmente, anche all’interno di un singolo Stato, a meno che non stiamo a parlare di un micro-Stato, dicevo all’interno di un singolo Stato abbiamo territori, regioni, città con economie diverse, quindi il problema dell’utilizzo di una sola moneta si pone. 
E’ indubbio che governare uno Stato … diciamo … “omogeneo” dal punto di vista economico è senza dubbio più facile, ed in effetti occorrerebbe quindi fare una disquisizione di carattere culturale per specificare la differenza fra “Stato” e “Nazione”, ma capirete che non si può fare in questo contesto. 
In effetti da questo punto di vista l’Italia ha alcune peculiarità che non giovano.

Il nostro territorio si estende nel senso dei meridiani e questo quindi favorisce climi diversi, certo la diversità può anche essere un pregio, ma per quello che abbiamo appena detto … inoltre l’Italia è uno Stato relativamente giovane, ma soprattutto l’Italia, prima dell’Unità, non è mai stata uno Stato unitario, o comunque non lo era da tantissimi secoli, insomma dobbiamo tornare all’Impero Romano. 
Però … però quando è partita la spedizione dei Mille a tutti era chiaro quale fosse l’obiettivo, la mira, lo scopo, insomma tutti avevano chiaro cosa fosse l’Italia, dopotutto era semplice, una penisola “chiusa” dalle Alpi.

Il fatto è che effettivamente c’era una zona, il Nord Italia, che era straordinariamente privilegiato semplicemente perché dal punto di vista geografico era caratterizzato dalla più grande Pianura che si estende in Europa.
Una pianura fertile, straordinariamente fertile, perché assolutamente favorita dall’abbondanza del bene più prezioso che ci sia al mondo: l’acqua.
Perché non dimentichiamo che l’acqua non è solo indispensabile per l’agricoltura o l’allevamento, ossia il settore primario, quello necessario per fornire cibo alla popolazione, ma l’acqua è stata anche la prima fonte di energia, l’energia idroelettrica infatti è stata determinate per l’industrializzazione del Nord Italia.
Ed infine la pianura è il luogo ideale per favorire i trasporti.

Vedete, si va da Trieste a Torino si fanno 550 Km nei quali la maggior salita che si deve affrontare probabilmente è un cavalcavia. 
Capite quindi che per unire quelle due città, per fare un’autostrada che collega Trieste a Torino  distanti fra di loro 550 Km, basta buttare per terra del catrame, non occorre fare gallerie, ponti, viadotti, niente di tutto questo.   
Ed ecco allora che si sono formate economicamente due Italie, ma l’Italia è una, è quella penisola, ed allora, come è giusto che sia, avvengono dei trasferimenti dalla parte più ricca del paese a quella meno fortunata.
Se invece si arrivasse davvero un giorno ad una divisione è chiaro che a beneficiarne maggiormente sarebbe il Sud che con una moneta decisamente svalutata rispetto al ricco nord attirerebbe investimenti e vedrebbe finalmente svilupparsi una florida economia.
Come la penso io?
Detto che ho già ribadito più volte che per me l’Italia è una, e visto che i tentativi di industrializzare il Sud con grandi aziende pubbliche, la Cassa per il Mezzogiorno, non ha dato gli effetti sperati, lancerei un piano Sud straordinario, scioccante del tipo … zero tasse.
Detto questo è bene sottolineare, rimarcare che la situazione del Sud Italia si è aggravata, notevolmente aggravata, con l’introduzione dell’euro, perché il peggior difetto di una moneta unica, di un sistema di cambi fissi è proprio questo, ossia che anziché far convergere le diverse economie ottiene proprio l’effetto contrario le fa divergere, ossia fa aumentare le differenze fra le varie economie regionali.  
Ed arriviamo alle ultime domande del Sig.

Sangoi:
“Svalutando offriremmo ancora di più i nostri gioielli industriali deprezzati alla ricca finanza estera. 
Se lo scopo primario della sovranità monetaria è sempre quello di svalutare, la capacità d'acquisto da retribuzione italiana sarebbe mantenuta sempre e comunque inferiore a quella degli stati con moneta più forte.
Perché un ora di lavoro in Italia deve sempre e comunque essere valutata di meno rispetto ad una del nord Europa? 
Perché Svizzera e Germania sono diventate ricchissime con monete forti con esportazioni pazzesche anche in economie deboli? 
Risposte preziose queste, per tutti, non solo per coloro che condividon Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online

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