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lunedì 18 novembre 2019

Ecco come uscire dall’euro


Molti di voi mi chiedono cosa dovrebbe fare l’Italia per uscire dall’euro, se esiste un Piano B, cosa fare per mettere al riparo i risparmi e se l’Europa ce la farebbe pagare cara.
Insomma una serie di domande alle quali, capirete bene non è semplice dare una risposta.
Il problema sta tutto nel fatto che l’uscita unilaterale dall’euro sarebbe una operazione alquanto complicata, non si può fare dalla sera alla mattina, necessita di una gigantesca preparazione e soprattutto implica una serie infinita di soggetti che remino dalla stessa parte ossia che vadano nella stessa direzione.
Voi mi direte, ma come ci siamo entrati, allo stesso modo ne dobbiamo uscire.
Certo sono d’accordo con voi.
Ma avete idea di quanto sia stato complicata l’entrata nell’euro?
Ed attenzione! 
E’ stata un’operazione condivisa da tutti, ossia tutte le istituzioni preposte hanno lavorato con un unico obiettivo, in altre parole, non c’era assolutamente chi remava contro.
Il Governo, il Parlamento, ma poi, fondamentale … la Banca d’Italia, tutto il sistema bancario, tutte le istituzioni, insomma un lavoro immane.
Ed attenzione quanto è durato?
Come minimo tre anni, ossia il tempo intercorso da quando sono stati fissati i cambi delle varie monete con l’euro (1 gennaio 1999) a quando abbiamo avuto in tasca le banconote (1 gennaio 2002).
Ma i cambi di fatto erano stati già fissati un paio di anni prima, tutti gli Stati si erano infatti impegnati ad arrivare ad una certa “convergenza”, quindi possiamo tranquillamente dire che è stata un’operazione durata cinque anni.
E ripeto cinque anni nei quali tutti hanno operato nello stesso verso, con un obiettivo comune.
Capite quale immane operazione ci aspetterebbe se decidessimo di prendere una simile decisione?
Per questo concordo con Borghi, non so se ricordate quando mi sono confrontato con lui in una strepitosa trasmissione de “Il Vaso di Pandora” circa un mese e mezzo fa.
Ora non ricordo se a microfoni accesi o spenti, ma l’attuale Responsabile economico della Lega e Presidente della Commissione Bilancio alla Camera, aveva detto che per intraprendere un percorso simile non bastava avere un Governo con una maggioranza del 51%, ma serviva un’adesione almeno del 70%.
Capisco cosa intendeva Borghi, per uscire UNILATERALMENTE dall’euro occorre un’adesione totale della popolazione.
E capisco adesso anche cosa state pensando:
Ma cosa ci sta dicendo Marcotti, che è impossibile uscire dall’euro?
Assolutamente no! 
Io do sempre la mia solita risposta che è diventata quasi un cult:
Se fosse per me uscirei oggi stesso dall’euro … e con decorrenza ieri!
Costi quel che costi, perché ho la granitica certezza che per quanto ci possa costare una simile decisione recupereremmo in fretta tutti quegli oneri poiché la nostra Italia ripartirebbe alla grande.

Però purtroppo la maggioranza degli italiani non la pensa come me ed allora?
Ed allora ritengo che sia più probabile che l’uscita dall’euro avverrà (perché su questo sono sicuro, sono sicuro che avverrà) per una decisione di altri o per una decisione condivisa con altri.
Ma come fare per accelerare questo processo visto che più tempo rimaniamo in questa tragica eurozona e più dovremo fare sacrifici?
La mia risposta non è affatto paradossale, anche se capisco che lo possa sembrare.
Dobbiamo fingerci supereuropeisti.
Dico sul serio.
Quindi dare alla Germania un aut aut
O facciamo subito gli Stati Uniti d’Europa oppure sfasciamo l’euro e torniamo alle monete nazionali.
Naturalmente gli Stati Uniti d’Europa implicano che i debiti pubblici debbono essere messi in comune, e quindi i tedeschi si dovrebbero far carico anche del nostro debito pubblico, ma non basta, perché, come in tutti gli Stati unitari anche se Federali, ci debbono essere trasferimenti dalle regioni più ricche a quelle più povere.
Insomma dovrebbero partire vagonate di euro, miliardi di euro dalla ricca Germania verso le regioni del nostro Sud. 
Sicuri che i tedeschi apprezzerebbero politiche simili? 
Attenzione, io ho sempre detto che sono contrario, assolutamente contrario agli Stati Uniti d’Europa, ma non perché avremmo un peggioramento economico rispetto alla situazione attuale, anzi, il contrario, proprio per quei principi tipici degli Stati Unitari, noi miglioreremmo la nostra situazione economica attuale.
Io sono ferocemente contrario agli Stati Uniti d’Europa perché temo, anzi ne sono quasi certo, che nascerebbero subito delle spinte secessioniste che facilmente diventerebbero violente e sfocerebbero in conflitti e guerre.
Quindi, ripeto.
A questo punto io ritengo che per non fare una fine lenta ma inesorabile, propongo di prendere il coraggio a due mani.
Che ne dite?
Andiamo a stanare la Germania?
Cari tedeschi siete europeisti?
Noi di più!!!
Vediamo poi chi alla fine dimostra di avere più coraggio, noi abbiamo solo da guadagnarci.
I tedeschi accetteranno di fare gli Stati Uniti d’Europa?
BENE, saremo pure i parenti poveri ma dovranno sostenerci, e quindi miglioreremo l’attuale situazione.
I tedeschi non accetteranno di fare gli Stati Uniti d’Europa? 
MEGLIO, allora mettiamoci tutti attorno ad un tavolo e concordiamo, da persone per bene quali siamo COME FARLA FINITA CON QUESTA SCIAGURA CHIAMATA EURO.
Concludo ricordandovi che oggi, come tutti i venerdì ho registrato una puntata su Money.it
A me è parsa molto interessante, e vi invito così a vederla, per questo vi metto il link in descrizione.
Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online

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