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venerdì 8 novembre 2019

Commercio: consumi restano deboli, crescono solo online


A settembre 2019 l'Istat stima, per le vendite al dettaglio, un aumento congiunturale dello 0,7% in valore e dello 0,8% in volume. Sono in crescita sia le vendite dei beni alimentari (+0,5% in valore e +0,8% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (+0,8% in valore e in volume).
Nel terzo trimestre, le vendite al dettaglio aumentano dello 0,5% in valore e dello 0,4% in volume rispetto al trimestre precedente. Tuttavia, per i beni alimentari alla crescita in valore (+0,2%) non corrisponde un analogo andamento dei volumi (-0,3%), mentre per i beni non alimentari l’aumento riguarda entrambi gli aggregati (+0,6% i valori e +0,8% i volumi).
Su base tendenziale, a settembre le vendite al dettaglio registrano un aumento dello 0,9% in valore e dello 0,7% in volume.

Diminuiscono le vendite dei beni alimentari (-0,3% in valore e -0,9% in volume), mentre sono in crescita quelle dei beni non alimentari (+1,7% in valore e +2,1% in volume).
Nell’ambito dei beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali eterogenee per i gruppi di prodotti. Gli aumenti maggiori riguardano Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+5,6%) e Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+4,2%).
La flessione più marcata si registra per Cartoleria, libri, giornali e riviste (-1,5%).
Rispetto a settembre 2018, il valore delle vendite al dettaglio aumenta dello 0,6% per la grande distribuzione e diminuisce dello 0,4% per le imprese operanti su piccole superfici. In forte crescita il commercio elettronico (+26,3%).
I segnali che arrivano dall’economia non inducono, purtroppo, all’ottimismo: i consumi restano deboli, trainati dall’online, mentre non accenna a frenare la crisi dei negozi, che da inizio anno hanno perso circa 300 milioni di vendite.

Così Confesercenti commenta i dati sulle vendite del commercio al dettaglio.

La leggera ripresa mensile registrata a settembre dal commercio nel suo complesso rimane infatti sotto il punto percentuale (+0,7% in valore), continuando a segnalare un andamento dei consumi ancora sostanzialmente piatto. E a trainare è essenzialmente il commercio elettronico, che continua a viaggiare a ritmi molto elevati, con un incremento del 26,3% sul settembre 2018, il dato più alto degli ultimi due anni.
Non si ferma, invece, la crisi dei negozi: le piccole superfici continuano infatti ad accumulare variazioni negative (-0,4% rispetto a settembre 2018) e questa tendenza, probabilmente, proseguirà fino alla fine dell’anno, essendo negativa anche la variazione delle vendite tra gennaio e settembre (-0,5%).
Il 2019 si avvia dunque a chiudersi in rosso per i negozi, segnando il quarto anno consecutivo di crisi per le piccole attività del commercio, le cui difficoltà appaiono ormai essere strutturali.

C’è bisogno di un piano urgente per fronteggiarle; per questo ribadiamo al Governo la nostra richiesta, già avanzata nella nostra Assemblea annuale, di aprire un tavolo per il rilancio del settore.
I negozi di vicinato hanno bisogno di politiche attive, che ne riconoscano il ruolo sociale e che favoriscano la modernizzazione della distribuzione italiana, ma anche di un più serio contrasto alla concorrenza sleale del web, a partire dal livellamento delle disparità fiscali attualmente esistenti tra chi opera online e le attività commerciali su strada.

Di certo, quello di cui i negozi non hanno bisogno sono ulteriori sanzioni o spese obbligate, dal Pos alla Lotteria degli scontrini: aggravi che rischiano di far precipitare la situazione, già difficile, del commercio urbano.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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