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mercoledì 6 novembre 2019

Come orientarsi tra i fattori conflittuali per il dollaro USA

Il biglietto verde è stretto in una morsa tra la politica monetaria e la geopolitica, rendendo difficile capire come orientarsi al meglio in questo pantano di fattori conflittuali. Esaminare le questioni principali, nonché i “punti di pressione” di offerta e domanda, insieme ai segnali offerti dai grafici, può aiutare ad avere delle indicazioni su cosa aspettarsi.
Il dollaro ha mantenuto la sua forza persino dopo il dietrofront della Federal Reserve sulla politica monetaria, quando ha tagliato il tasso di interesse di riferimento di un quarto di punto percentuale per tre volte dal 31 luglio, per la prima volta dal periodo immediatamente successivo alla crisi finanziaria di una decade fa. Il prezzo alle 14:00 EDT del 31 luglio era di 98,06. Ora è solo lo 0,15% in meno.
Perché, allora, il dollaro non si è indebolito insieme al suo rendimento minore? Perché gli investitori continuano a mettere soldi negli Stati Uniti, grazie alle tensioni geopolitiche, come la Brexit e gli attriti commerciali tra USA e Cina. Sebbene quest’ultima questione possa ridimensionarsi con la firma della Fase 1 di un accordo, restano comunque le questioni più spinose per le fasi successive. Di conseguenza, Stati Uniti e Cina probabilmente continueranno ad essere ai ferri corti, mantenendo potenzialmente il dollaro in salita. Anche la Brexit resta una forte incertezza.
Un altro conflitto che gli investitori devono gestire è se tifare per un’economia più forte o meno. L’indice PMI non manifatturiero USA pubblicato dall’ISM è salito a 54,7 da 52,6 di settembre, battendo le aspettative dei mercati. Venerdì, il governo statunitense ha pubblicato un report sull’occupazione migliore del previsto. Entrambi i report dimostrano una forza dell’economia USA, rendendo il dollaro un asset più desiderabile. D’altra parte, ciò diminuisce le pressioni sulla Fed perché continui con una politica allentata. Quale fattore avrà l’impatto maggiore sul dollaro?
Il 18 ottobre l’indice del dollaro è sceso sotto la linea di trend rialzista a lungo termine dal febbraio 2018 e sta ora ritestando la resistenza per la seconda volta. Rispecchiando la simmetria nell’equilibrio di domanda e offerta, il prezzo si è ritrovato per caso ad essere allo stesso livello in cui si trovava quando è stato effettuato il primo taglio dei tassi in un decennio.
Le pressioni opposte sui fattori del dollaro sono comprensibili se si considera che il prezzo è in difficoltà proprio sulla linea di trend rialzista a lungo termine esattamente allo stesso livello di prezzo di quando è cominciato il cammino dei tagli dei tassi, sopra la DMA su 200. Evidente anche il conflitto tra l’indicatore di prezzo della MACD, a suggerire che il dollaro è in ripresa, come l’indice RSI, che presenta un quadro di indebolimento dello slancio contro la resistenza del suo punto di distacco dalla linea di trend in salita.
Questa tripla resistenza (la linea di trend in salita, i massimi del 30 ottobre ed il livello di prezzo quando la Fed ha tagliato i tassi per la prima volta) preparano il terreno ad una replica del crollo di quasi il 2,5% tra il picco del 1° ottobre ed il minimo del 18 ottobre, piuttosto che indicare un continuo rialzo.
Da un punto di vista tecnico, le due recenti impennate hanno messo in atto il rimpasto del mercato durante un cambio di mano dopo che l’indice non è riuscito a mantenere la linea di trend in salita.
Strategie di trading
trader conservatori dovrebbero aspettare una risoluzione del trend, o con un nuovo massimo sopra il picco del 1° ottobre o con un nuovo minimo sotto il minimo del 1° novembre. Poi dovrebbero aspettare una mossa di ritorno per accertare l’integrità dell’offerta o della domanda.
trader moderati potrebbero andare long se il prezzo dovesse consolidarsi sopra 98,00 o sotto 97,00.
trader aggressivi potrebbero andare short non appena avranno elaborato un piano di trading adatto al proprio profilo ed alla propria avversione al rischio.
Esempio di trading - posizione corta
  • Entrata: 98,00
  • Stop-Loss: 98,25
  • Rischio: 25 punti
  • Obiettivo: 97,25, sopra il supporto del minimo di ottobre
  • Ricompensa: 75 punti
  • Rapporto di rischio-ricompensa: 1:3
  • Nota: Un esempio di trading non dimostra che l’analisi o la strategia è corretta. Solo il successo nel complesso fornisce un’evidenza statistica.

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