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venerdì 15 novembre 2019

Bond oggi: verso il colpa di coda dell’Ebrd 30% in Try


E’ stato a momenti un gioco per gli obbligazionisti più coraggiosi: dall’esordio nello scorso mese di gennaio l’Ebrd 30% Ge20 Try (Isin XS1894628244 – lotto 1.000) ha consentito a molti di incassare profitti eccezionali, considerando che in alcune fasi di mercato è sceso addirittura sotto 100, mentre la valuta manifestava forte debolezza.
Aggiungendo la cedola al 30% l’ottimizzazione del tutto ha portato a un mix da record. Inoltre i trader hanno utilizzato un bond così generoso per frequenti buy e sell. Insomma uno strumento dimostratosi molto valido e che lascerà – al momento del rimborso - un po’ orfani coloro che l’hanno adottato con maggiore frequenza.

E’ il caso di fare allora il punto sulle potenzialità dell’utilizzo finale di un’obbligazione così particolare.

Super scambi

Ancora molto liquido, con un bel “book” e con spread denaro-lettera contenutissimi, l’Ebrd 30% in lire turche ai 102,3 Try di ieri riconosce un rendimento lordo a scadenza del 12,9%, naturalmente su base annua, cui corrisponde un netto dell’11,3%, con una “duration” ormai quasi a zero.

Quest’ultimo aspetto di certo non ha importanza considerando che la Banca Centrale di Ankara attua da alcuni mesi continui tagli dei tassi. La variabile cambio costituisce invece il vero motivo di incertezza. Dato che negli ultimi giorni la lira si è mossa fra 6,31 e 6,36 contro euro si può stimare un valore medio di 6,33.
In presenza di sua debolezza, la coda restante di flusso cedolare sarebbe erosa da un ritorno oltre quota 6,5 della lira. Valutando che il minimo del cross da luglio si è collocato sotto i 6,5 ci sono margini per ipotizzare comunque un rendimento positivo, anche perché la volatilità media della divisa è nettamente diminuita negli ultimi mesi.

Quattro conti sul Try

Cerchiamo allora di valutare i possibili movimenti del Try.

Dal punto di vista grafico la rottura al rialzo della media mobile a 200 sedute, avvenuta negli ultimi giorni, non costituisce un fatto rilevante, poiché quasi coincidente con i cross di chiusura delle più recenti sedute. Troppi fattori geopolitici possono infatti incidere all’improvviso sulla divisa di Ankara per attenersi a elementi di pura analisi statistica.
Meglio calcolare allora dei pivot points (punti di articolazione ponderati in base a formule matematiche) su base mensile per disporre di periodi più lunghi e quindi affidabili di verifica. Il primo livello si posiziona sui 6,60 Eur/Try, quello successivo sui 6,83 e infine il terzo ed estremo sui 7,06.

Naturalmente la lira potrebbe anche rafforzarsi rispetto al cambio attuale, ipotesi logicamente a favore di chi scegliesse di investire oggi su una scadenza obbligazionaria a due mesi. Il bilancio generale appare quindi vantaggioso ma i fattori di rischio vanno in ogni caso presi in considerazione.
Tanto più su una valuta che ha provocato in passato dispiaceri non marginali agli investitori. La situazione dell’Ebrd 30% appare nondimeno favorevole in presenza di una vita residua contenuta ormai in 60 giorni. 
Fonte: News Trend Online

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