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venerdì 15 novembre 2019

Bitcoin serve a proteggersi

A partire dal 2008 le banche centrali hanno iniettato nel sistema finanziario globale una quantità senza precedenti di nuovi fondi. Insieme a grandi lacune nella distribuzione della ricchezza, ciò ha creato un profondo rischio sistemico e gli ultimi mesi hanno mostrato segni evidenti che questo rischio sta iniziando ad eruttare in ogni dove.
Di fronte a noi non c'è una semplice recessione, ma un potenziale cataclisma che colpirà duramente gli investitori normali, ma soprattutto i pensionati.

Questo crash, o anche solo la sua minaccia, porterà gli stati a prendere provvedimenti straordinari nel tentativo di evitare una lunga depressione e tale azione scatenerà un livello incredibile di inflazione.
Mentre questi eventi accadono sotto i nostri occhi, l'unico barlume di ottimismo a cui far riferimento è l'emergere di Bitcoin come classe di asset in crescita.
Questo nuovo strumento è una delle poche garanzie che le persone normali hanno per difendersi dal tipo di problemi qui descritti.
Man mano che esporrò la trama economica accaduta negli ultimi anni, ogni tanto interverrò con osservazioni sul perché penso che Bitcoin diventerà sempre più importante, anche rispetto ai tradizionali beni rifugio come l'oro.

Dovrebbe essere ovvio, ma voglio essere esplicito: sono long su Bitcoin.

Benvenuti in un mondo negativo

Viviamo un momento storico mai visto in economia: le obbligazioni a rendimento negativo hanno superato per la prima volta il valore di $16.000 miliardi. Il rendimento obbligazionario tedesco a 30 anni è diventato negativo per la prima volta nella storia.
Ciò significa che gli investitori stanno pagando gli stati (e alcune società) per il privilegio di prestare loro denaro.

Oggi date $10.000 al governo tedesco e tra trent'anni riceverete $11 in meno. Intuitivamente questo non ha molto senso: dato il valore temporale del denaro, i contanti che avete a portata di mano ora dovrebbero valere più del denaro ricevuto tra 30 anni, anche perché potreste non essere in giro tra 30 anni per spenderlo.
E inoltre c'è quella cosa che chiamiamo "rischio di controparte": la possibilità che il governo tedesco non vi ripaghi (certamente una bassa probabilità), o la possibilità che l'euro subisca un'inflazione significativa per quella data andando così a ridurre il potere d'acquisto reale dei vostri $10.000 (una probabilità molto più alta).

I rischi di prestare denaro per 30 anni dovrebbero essere compensati da una certa ricompensa, ma con rendimenti negativi il creditore è penalizzato quando si assume questo rischio.
Questo di primo acchito potrebbe non sembrare un grosso problema, o al massimo una situazione che più o meno riguarda il mondo finanziario e quel tipo di persone che si preoccupa di rendimenti obbligazionari e pensano in punti base.
Se solo fosse così...
I rendimenti negativi incidono prepotentemente, ad esempio, sui pensionati perché essi hanno un reddito fisso o possono aver comprato obbligazioni. Trascorrevate i vostri primi anni di lavoro a guadagnare, a risparmiare e forse ad investire in asset rischiosi (azioni); e man mano che vi avvicinavate all'età pensionabile avreste convertito gran parte delle vostre allocazioni in investimenti meno rischiosi, ad esempio le obbligazioni.

Ciò vi avrebbe assicurato che i risparmi ottenuti con fatica non sarebbero svaniti in una recessione.
Dal momento che i tassi negativi consumano i risparmi, i pensionati ed i fondi pensione sono spinti a mantenere i loro soldi in asset rischiosi, o le azioni o il credito di qualità inferiore.
Sostanzialmente i loro risparmi esposti al mercato azionario e a tutto il caos che ne può scaturire:
Questi tassi bassi sono stati ottimi per i mutuatari, inclusi governi, società e titolari di mutui, poiché il costo del servizio del debito è diminuito.

D'altro canto i tassi d'interesse bassi e negativi sono stati dannosi per le pensioni ed i pensionati che stanno cercando di generare abbastanza reddito dai propri asset. Questi gruppi devono acquistare asset più rischiosi e dovranno accettare una maggiore volatilità per raggiungere i loro obiettivi.
La morale della favola è che nessuno sa davvero come andrà a finire visto che è una situazione che mai abbiamo visto prima.
I tassi negativi sono sconcertanti in sé, ma ricostruire la loro causa generante rivela altri grossi problemi, come vedremo tra poco.

Ecco a cosa serve Bitcoin: quest'ultimo, come l'oro, è un asset "non produttivo", una merce.

Ciò significa che non genera di per sé un rendimento, sebbene ci sia stato un notevole apprezzamento dei prezzi durante i suoi dieci anni di vita.
Per ragioni che descriverò a breve, questa nuova risorsa è uno strumento per contrastare rendimenti sempre più negativi e diversificare i risparmi.
Un'allocazione compresa tra l'1 e il 5% consente contemporaneamente di isolare i rischi in una piccola percentuale del portafoglio, mantenendo tuttavia un'esposizione ad un considerevole rialzo. È la dottrina del bilanciere incarnata. Possedere bitcoin è una delle poche scommesse asimmetriche a cui le persone di tutto il mondo possono partecipare.
Invece di rischiare una grande parte dei vostri risparmi in azioni per un rendimento positivo, potete utilizzare una piccola quantità di Bitcoin come opzione call su una nuova classe di asset, una che non è influenzata dalle stesse vulnerabilità che hanno creato i tassi negativi e altre malattie finanziarie che vedremo in seguito.

Come siamo arrivati ??qui?

Quindi questi $16.000 miliardi di debito a rendimento negativo rappresentano qualcosa che non è mai accaduto prima e se ci volessimo basare solo sul buon senso capiremmo che in qualche modo sono innaturali.

Com'è successo?
Negli ultimi 30 anni gli stati e in particolare le banche centrali sono stati molto attivi nell'intervento monetario (cioè influenzando l'offerta di moneta) e applicare misure anticicliche. Ciò significa che i gli stati vogliono sostanzialmente appianare i boom ed i bust a cui il ciclo economico è naturalmente soggetto.
Quando si verifica una recessione, o una depressione, la banca centrale interviene e "fornisce liquidità", il che significa che inietta denaro nel sistema bancario acquistando strumenti di debito statunitensi da alcune banche a prezzi superiori al mercato.

Questo dà alle banche denaro extra da prestare e quindi i tassi d'interesse vengono praticamente abbassati su tutto il resto. Ciò introduce credito in modo innaturale che dovrebbe alimentare l'economia, incoraggiando le persone ad acquistare più cose e ad accendere più prestiti.
Quando l'economia si surriscalda troppo, la FED (la banca centrale americana) fa salire il prezzo del denaro e limita l'espansione del credito, anche se non l'ha fatto molto di questo negli ultimi 20 anni.

Come vedremo, l'economia è diventata dipendente dal credito a basso costo.
Nel 2018 il mercato è crollato dell'11%, il peggior dicembre sin dalla Grande Depressione, mentre la FED cercava di riportare i tassi d'interesse ai livelli pre-crisi.
Questo crash ha spinto il Fed Open Market Committee ad invertire la marcia per ridimensionare i tassi nel 2019. L'economia non tollera più i tassi d'interesse in aumento.

Post 2008

L'intervento della banca centrale è arrivato 11 anni fa: la crisi finanziaria del 2007/8 è stata così grave che la FED è andata oltre le sue solite misure.

Ha drasticamente aumentato il suo acquisto di titoli del Tesoro (debito) statunitensi e ha iniziato ad acquistare cose come titoli garantiti da ipoteca.
Il grafico seguente mostra il livello della base monetaria USA, o la quantità di valuta circolante più il livello di riserve che le banche detengono presso la FED.
Questo è uno dei miei grafici preferito, è semplicemente folle.
A partire dal 2008 sono stati creati oltre $3.300 miliardi (5X) di nuovi soldi.
Le barre grigie ombreggiate sono i periodi di recessione.
La parte complicata dell'intervento della banca centrale è che si tratta di un processo discrezionale guidato da un gruppo di persone relativamente piccolo.

Quanto l'intervento diventa troppo? Nel 2008 la risposta sembrava essere "quasi nessun importo è troppo".
Come potete vedere sopra, ciò ha comportato un'offerta di denaro quintuplicata. Perché ancora non abbiamo visto un'inflazione fuori controllo è un'altra storia per un post diverso.[1] Anche se non abbiamo visto schizzare in alto misure tradizionali (e direi ingannevoli) dell'inflazione come l'IPC e la PCE, tutta questa "liquidità" in più ha portato a bolle in importanti mercati come il settore immobiliare e quello azionario.
Aumento della base monetaria (blu) rispetto ai prezzi delle case statunitensi (arancione)
Aumento della base monetaria (blu) rispetto alle azioni (rosso)
Quindi ora il mercato immobiliare è più ipercomprato rispetto a prima del crollo del 2007 e il mercato azionario  ...

beh, quasi due Autore: Francesco Simoncelli Fonte: News Trend Online

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