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mercoledì 20 novembre 2019

BCE: così i bassi tassi hanno creato rischi per il mercato


I segnali di un'eccessiva propensione ad esporsi al rischio da parte di investitori istituzionali, conseguenza dei bassi tassi d'interesse, rappresentano una delle principali sfide per la stabilità dell'area euro.

BCE: gli effetti collaterali dei bassi tassi d'interesse

E' quanto emerge dalla Financial Stability Review di novembre della Banca Centrale Europea.
L'istituto di Francoforte spiega che “i rischi ribassisti per la crescita globale e dell'area euro sono cresciuti e continuano a creare sfide per la stabilità finanziaria”.  I bassi tassi d'interesse d'altra parte "dovrebbero supportare l'attività economica dell'area euro," ma possono anche avere degli "effetti collaterali" ed incoraggiare ad esempio una "eccessiva" disponibilità ad assumersi rischio da parte di alcune istituzioni finanziarie non bancarie. 
“Mentre il contesto di bassi tassi d'interesse supporta complessivamente l'economia, notiamo anche un aumento dell'assunzione di rischio che potrebbe, nel medio termine, creare sfide per la stabilità finanziaria”, spiega in una presse release Luis de Guindos, Vice-Presidente della BCE.

Rischi in caso di choc del mercato

Secondo la banca centrale, istituzioni come fondi d'investimento e compagnie assicurative, che giocano un ruolo sempre più importante nel finanziamento dell'economia reale, hanno infatti mostrato una maggiore disponibilità ad assumersi dei rischi e "hanno aumentato la loro esposizione ai segmenti più rischiosi dei settori corporate e sovrano": ciò significa che situazioni come un improvvisto riprezzamento degli asset choc potrebbero creare uno stress per questi soggetti istituzionali che potrebbe all'allargarsi a tutto il sistema finanziario

BCE: redditività delle banche peggiora ancora

Oltre che su alcune zone di vulnerabilità nel settore corporate non finanziario e in alcune aree del mercato immobiliare, la Bce pone poi l'accento sul fatto che "le prospettive della redditività delle banche dell'area euro si sono ulteriormente deteriorate".
Nel documento viene sottolineato che i return on equity delle banche dell'area euro fronteggeranno ulteriori pressioni sia "dall'outlook economico più debole che dalle persistenti inefficienze di costo e sovraccapacità." Anche in questa situazione, comunque, la posizione del settore in termini di solvency resta "robusta," con un Common Equity Tier 1 ratio di oltre il 14%.

Ed anche sotto uno scenario avverso il solvency ratio aggregato dovrebbe rimanere sopra l'11%.
Sempre a proposito di banche, la FSR contiene una sezione che si occupa di esaminare come e dove un consolidamento potrebbe aiutare il settore a migliorare la loro profittabilità.

Fonte: News Trend Online

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