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lunedì 4 novembre 2019

Azioni vs Bond: su quale asset puntare ora? I driver nel breve


La nuova settimana è partita nel segno degli acquisti per i mercati azionari internazionali che si spingono ancora in avanti, sostenuti dall'ottimismo degli investitori per un possibile accordo tra Cina e Stati Uniti.
Male invece il comparto obbligazionario che vede vendite un po' diffuse sui titoli di Stato europei, con conseguente rialzo dei rendimenti, sulla scia di quanto accade ormai da alcune sedute. 
Uno dei principali interrogativi che si pongono ora gli investitori riguarda proprio l'asset da preferire ora tra azioni e obbligazioni, dopo un 2019 che ha regalato fino ad ora buone soddisfazioni su entrambi i fronti.


Nelle scorse settimane il re dei bond, Bill Gross, ha messo in guardia dai rischi che si corrono ora sul fronte obbligazionario, spiegando che questo asset ha raggiunto un livello di saturazione tale che non conviene più assumersi dei rischi.
L'alternativa sarebbe quindi quella di puntare sulle azioni che però, avverte il co-fondatore di Pimco, hanno ora prospettive di rialzo limitate, ma si possono ancora cogliere interessanti opportunità, puntando in particolare sulle azioni di società che offrono un buon ritorno in termini di dividendo.


Non diversa la posizione degli esperti di Gam i quali evidenziano che il reddito fisse ormai non garantisce più rendimenti.
Questo è anche il motivo per cui gli investitori si sono rivolti all'azionario, utilizzato come un sostituto dei bond.
Gli analisti però avvertono che se questo assunto è corretto, sarà ragionevole attendersi un rendimento contenuto dall'investimento azionario, in ogni caso maggiore di quello offerto attualmente dall'obbligazionario.


Indicazioni simili giungono da Milano Finanza che ha raccolto le indicazioni di quattro gestori di portafoglio.
Questi ultimi mantengono una view positiva sulle azioni, pur non escludendo prese di beneficio nel breve periodo.
Gli esperti vedono scarse opportunità di investimento invece nell'obbligazionario, evidenziando l'aumento del livello di rischio assunto dai risparmiatori a caccia di rendimenti soddisfacenti.
Disco verde dunque per le azioni e massima cautela con i bond ora, fermo restando che sarà importante, come al solito, seguire tutti gli aggiornamenti macro e societari in arrivo che potranno condizionare in un senso o nell'altro l'andamento dei mercati finanziari.




Sul fronte macro Usa domani oltre all'indice settimanale Redbook, relativo alle vendite al dettaglio nelle maggiori catene americane, si conoscerà il dato relativo alla bilancia commerciale che a settembre dovrebbe mostrare un peggioramento da 54,9 a 55,5 miliardi di dollari.

Per l'indice ISM servizi di ottobre le stime parlano di un rialzo da 52,6 a 53,2 punti.
In giornata è atteso un discorso di Robert Kaplan, presidente della Fed di Dallas.

Sul versante societario da seguire prima dell'apertura di Wall Street i risultati trimestrali di Twenty-First Century Fox, con un eps atteso a 0,69 dollari, mentre a mercati chiusi si guarderà ai conti di Microchip Technology, per i quali si prevede un utile per azione di 1,43 dollari.



Mercoledì sarà reso noto l'indice settimanale relativo alle richieste di mutui ipotecari, cui seguirà il dato preliminare del costo unitario del lavoro che con riferimento al terzo trimestre dovrebbe mostrare un rialzo del 2,7% dopo il 2,6% dei tre mesi precedenti.

Per la produttività non agricola del terzo trimestre le stime parlano di una variazione positiva dell'1%, contro il 2,3% del secondo trimestre.
Nel pomeriggio sarà diffuso il reporte sulle scorte strategiche di petrolio da parte del Dipartimento dell'energia statunitense.



In agenda i discorsi di Neel Kashkari e di Charles Evans, a capo rispettivamente della Fed di Minneapolis e di Chicago, oltre i quali parleranno John William e Patrick Harker, presidenti della Fed di New York il primo e della Fed di Philadelphia il secondo.  

Prima dell'avvio degli scambi a Wall Street i riflettori saranno puntati sui conti trimestrali di Office Depot che dovrebbe riportare un utile per azione di 0,14 dollari, mentre a mercati chiusi toccherà a Baidu.com, con un eps atteso a 1,14 dollari.



Per giovedì è previsto solo il dato relativo alle richieste di sussidi di disoccupazione che dovrebbero calare da 218mila a 215mila unità.

Venerdì si conoscerà il dato preliminare della fiducia Michigan che a novembre dovrebbe attestarsi a 94,7 punti, rispetto ai 95,5 punti di ottobre.



Sul fronte societario da monitorare i conti trimestrali di Duke Energy che per non deludere le attese dovrà centrare l'obiettivo di un utile per azione pari a 1,68 dollari.

In Europa domani sarà resi noto l'indice dei prezzi alla produzione che a settembre dovrebbe calare dello 0,3% dopo la flessione dello 0,5% precedente.



Mercoledì è atteso il dato finale dell'indice PMI composito che ad ottobre dovrebbe salire leggermente da 50,1 a 50,2 punti, mentre l'indice PMI servizi è visto in aumento da 51,6 a 51,8 punti.
Per le vendite al dettaglio di settembre si prevede un rialzo dello 0,2% dopo lo 0,3% del mese precedente.


In Germania il dato finale dell'indice Pmi servizi ad ottobre dovrebbe calare da 51,4 a 51,2 punti e sempre in terra tedesca si conosceranno gli ordini al settore manifatturiero che a settembre dovrebbero scendere dello 0,4% dopo la flessione dello 0,6% precedente.

In Francia l'indice PMI servizi di ottobre è visto in salita da 51,1 a 52,9 punti, mentre in Italia è atteso stabile a 51,4 punti.



Giovedì si guarderà alla Germania dove sarà resa nota la produzione industriale che a settembre dovrebbe calare dello 0,2% dopo il rialzo dello 0,3% precedente, mentre in Italia le vendite al dettaglio di settembre sono viste in lieve miglioramento da -0,6% a -0,4%.

In tarda mattinata è attesa la decisione della Bank of England sui tassi di interesse, destinati a rimanere fermi allo 0,75%.


Nella stessa giornata è prevista una riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles, mentre la Commissione UE pubblicherà le previsioni economiche d'autunno.

In chiusura di settimana in Germania sarà resa nota la bilancia commerciale di settembre, vista in aumento da 18,1 a 19,1 miliardi di euro.


In Francia si conoscerà la produzione industriale di settembre che dovrebbe evidenziare una variazione negativa dello 0,3%, contro la flessione dello 0,9% precedente.

In giornata si terrà a Bruxelles la riunione dell'Ecofin, mentre a mercati chiusi è l'atteso l'aggiornamento del rating del Regno Unito da parte di Moody's.


A Piazza Affari domani saranno resi noti i risultati del tero trimestre d Azimut, FinecoBank, Intesa Sanpaolo e Poste, oltre a quelli di Inwit.

Mercoledì saranno chiamati alla prova dei conti Banco BPM, CNH Industrial, e Diasorin tra le blue chips, mentre tra i titoli a minore capitalizzazione troviamo Banca Monte Paschi, Banco di Sardegna, Creval, Management & Capitali, SIT e Tod's.



Giovedì a presentare la trimestrale saranno Unicredit, Bper Banca, Buzzi Unicem, Leonardo, Telecom Italia, Unipol e UnipoSai.
Tra i titoli a minore capitalizzazione alzeranno il velo sui conti: Banca Mediolanum, Brembo, Brunello Cucinelli, Credem, De Longhi, doValue, Fincantier, Iren, Itamobiliare, Avio, Banca Ifis, BE, Dea Capital, Flack Renewables, IGD, Massimo Zanetti BG, TXT e-solutions, Banca Profilo, Coima Res, Ratti e Toscana Aeroporti.


Infine, venerdì si conosceranno i risultati del terzo trimestre di Italgas, Atlantia, Nexi e Ubi Banca, oltre a quelli di Cattolica Assicurazioni, Anima Holding, Banca Farmacfactoring, Banca Popolare di Sondrio, illimityBank, RcsMediagroup, Interpump, Lanzi Renzo, Poligrafica San Faustino, Retelit, Tamburi IP, Zigagno Vetro, Banca Intermobiliare e Basicnet.

Fonte: News Trend Online

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