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giovedì 10 ottobre 2019

Wall Street, inferno e ritorno: 12 ore di follia con news dazi


Wall Street si riassesta sopra la parità dopo aver sperimentato 12 ore di follia prima dell'apertura nel mercato delle scommesse sull'azionariocon i futures sui principali indici prima affondati e poi risollevati dal cortocircuito informativo sui negoziati in corso tra Stati Uniti e Cina, oggi impegnati con gli incontri tra i vertici delle delegazioni dei due Paesi. 

Wall Street all'inferno e ritorno: 12 ore di follia causa negoziati dazi

A poca distanza da un'apertura incerta, il Dow Jones e l'S&P 500 si risollevano a +0,6% e il Nasdaq Composite sale dello 0,7%, ma la stampa americana ricostruisce in questi minuti il tortuoso percorso di avvicinamento all'avvio delle contrattazioni e le peripezie della nottata, quando i contratti sul Dow sono precipitati di oltre 300 punti prima di un deciso recupero verso i livelli della chiusura di ieri.

Wall Street: tempesta dopo news su partenza anticipata dei cinesi

Tutto, racconta oggi la CNBC, è iniziato la notte scorsa quando il South China Morning Post ha riferito che i colloqui al vertice tra i due Paesi si sarebbero svolti solo nella giornata di oggi, giovedì 10 ottobre, e che il vice-premier cinese Liu He con il resto della delegazione cinese sarebbero ripartiti verso Pechino già questa sera, ovvero con un giorno di anticipo rispetto al calendario previsto.

Wall Street, risale: Washington smentisce il cambio di calendario

La notizia, alla base della caduta dei futures, è stata però subito dopo smentita dalla Casa Bianca, che ha definito "inaccurato" il report del quotidiano asiatico.

“Non abbiamo conoscenza di modifiche dei piani di viaggio del vice-premier Vice Premier in questo momento,” ha spiegato alla stampa un portavoce dell'Amministrazione Trump, mentre un alto funzionario di Washington confermava che Liu avrebbe concluso i lavori come anticipato domani, venerdì 11 ottobre.

Wall Street nervosa: messaggi contrastanti da Washington

Abbastanza perché si rasserenasse anche il clima sui mercati e partisse un recupero delle perdite accumulate, in un clima però rimasto di forte nervosismo crescente.

Soprattutto dopo che, dalla delegazione USA, è trapelato il messaggio che la programmazione della due giorni di trattative era "diventata fluida" e che la sessione di colloqui di venerdì "è una questione aperta": secondo una fonte della CNBC, una possibilità sarebbe una permanenza del vice-ministro Liao Min fino a venerdì e una partenza anticipata di Liu, mentre un'altra sarebbe quella di terminare il confronto al vertice giovedì.

Wall Street spinta dall'ipotesi di un patto dazi-valute

Mentre su questo fronte la situazione rimaneva incerta, la valanga di lanci d'agenzie sul tema tariffe ha trovato poi nuovi risvolti.

Bloomberg News ha infatti successivamente dato una spinta al mercato scrivendo che gli Stati Uniti stanno pensando di sospendere l'aumento delle tariffe alle importazioni dalla Cina, previsto per la prossima settimana, in cambio di un "patto valutario": secondo il report, già nell'ultima tornata di meeting sulle tariffe le due superpotenze commerciali erano state peraltro vicine a trovare un accordo.

Wall Street e nodo Huawei: Trump apre al colosso cinese?

Ad aggiungere carne al fuoco, il New York Times ha poi rivelato che Trump ha intenzione di allentare la stretta su Huawei, il colosso delle telecomunicazioni cinese su cui la Casa Bianca aveva stabilito delle restrizioni lo scorso maggio per questioni di "sicurezza nazionale". Un altro tassello che ha contribuito a far tornare Wall Street, follie a parte, al punto di partenza.

E sufficiente ad alimentare un certo ottimismo tra i commentatori di mercato.   

Wall Street, analisti ottimisti: guerra commerciale ha toccato picco?

“Ci aspettiamo che la Casa Bianca annunci che sono stati compiuti progressi sufficienti per mettere le tariffe del 15 ottobre in "pausa indefinita", scrive in una nota Donald Straszheim, head of research per la Cina di Evercore ISI.
“Se abbiamo ragione su questa procrastinazione, la guerra delle tariffe ha già toccato il suo picco d'intensita. Ed è già qualcosa. Entrambe la parti crediamo vogliano abbassare la temperatura. Le tariffe fanno male a tutti.”

Dazi, Bloomberg: c'è un mini-accordo

A questo riguardo, Bloomberg ha intanto riassunto quelli che potrebbero essere i termini di un "mini-accordo" che porti a un cessate il fuoco.

Da parte cinese, ci sarebbe l'impegno ad aquistare 30 milioni di tonnellate di soia nell'anno commerciale iniziato l'1 ottobre - le stesse quantità cioé che Pechino acquistava prima dell'inizio della disputa sui dazi - e forse anche 300-400 mila tonnellate di maiale e 3-4 milioni di tonnellate di grano.
A fronte di ciò, gli USA per quel che si sa per ora allenterebbero come detto la morsa su Huawei e sospenderebbero le nuove tariffe, il tutto nell'ambito del currency pact sopra richiamato, per superare le ripetute polemiche e le accuse americane al colosso asiatico di essere un "manipolatore di moneta" (secondo Bloomberg, su questo ci si starebbe muovendo in parte su contenuti associabili a quelli dell'accordo raggiunto con Messico e Canada nel 2018).
Fonte: News Trend Online

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